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UGROFINNI
Finlandesi

MITI UGROFINNI
Flavia Di Luzio
MITOLOGIA E SCIAMANESIMO
NEI COGNOMI FINLANDESI
INTRODUZIONE

Il popolo finlandese ha sempre dimostrato di avere un forte legame con le proprie radici e tuttora dimostra di saper vivere in perfetto equilibrio tra modernità e tradizione, salvaguardando i propri usi e costumi. La cultura finnica non è molto nota ed è spesso percepita erroneamente come identica a quella della vicina Svezia e della Norvegia ma possiamo constatare che, ultimamente, l’interesse nei confronti della Finlandia sta crescendo sempre più, grazie anche a numerosi gruppi musicali finlandesi, famosi a livello internazionale. In particolare intendiamo sottolineare come la mitologia e la filosofia connesse con la visione sciamanica del mondo siano presenti quotidianamente nella vita di ogni finlandese: nomi di strade, di città, di enti pubblici e specialmente i cognomi sono testimonianze di un'antica cultura che non muore mai e di cui la Finlandia va fiera.

Lo sciamanesimo non è una religione, ma piuttosto un sistema di credenze dinamico e duttile, aperto al mondo che lo circonda e che può essere definito come una vera e propria «grammatica del corpo e della mente» (Hoppál 2002), in quanto rappresenta un modo peculiare e ancora in auge di interpretare la realtà, scoprendone i significati più nascosti, o meglio i «simboli» (1). In Finlandia attualmente lo sciamanesimo è di grande «tendenza» in tutte le fasce di età e si applica straordinariamente a tutti i campi della cultura (2): esso viene inoltre definito punk-shamanism proprio per indicarne le forme giovanili o d'avanguardia, che stanno trovando terreno sempre più fertile a partire dalla capitale Helsinki.

Partendo da questa concezione del mondo, i Finlandesi, proprio come tutti i popoli ugrofinnici, vivono in simbiosi con la natura che li circonda, rispettandola in modo esemplare, e, inoltre, mostrano una grande consapevolezza etnica e una profonda coscienza individuale.

Desideriamo qui mettere in evidenza l'ampia presenza di elementi mitologici e sciamanici nei cognomi finlandesi. A tale proposito, dalle interviste fatte ad alcuni giovani finlandesi è emerso che essi non hanno informazioni precise sulla storia e il significato del proprio cognome, forse proprio perché non sono mai state messe in luce le relazioni profonde che vi sono tra cognomi e folklore. Sono state condotte molte ricerche sui cognomi finlandesi, ma puramente dal punto di vista etimologico e storico, trascurandone così il significato simbolico mitologico-esoterico. In questo lavoro prenderemo in considerazione i cognomi che riteniamo essere tra i più interessanti da analizzare e da mettere in relazione con i miti e le leggende appartenenti alla tradizione popolare finlandese. Per concludere, faremo delle riflessioni sulle ricerche e sui lavori svolti, cercando di fare una stima approssimativa riguardo alla frequenza con cui il mito e la filosofia dello sciamanesimo lasciano traccia nei cognomi finlandesi, tenendo ovviamente conto anche del contesto storico, cui appartengono i cognomi analizzati.

I COGNOMI LEGATI AL CULTO DELL'ACQUA

Il culto dell'acqua presso i Finni ha origini antichissime: tutti i fiumi, i laghi, le sorgenti e anche il mare possedevano il proprio spirito che soleva apparire sotto la forma di un pesce particolarmente grande e dall'aspetto particolare. Esisteva anche lo spirito generale dell'acqua, Veden-Haltija, che appariva generalmente sotto forma di donna. Lo sciamanesimo stesso attribuisce una grande importanza all'acqua, vista come simbolo di vita (3), di purificazione e in particolar modo come elemento naturale iniziatico. Per evidenziare l'importanza dell'acqua nei riti sciamanici, ricordiamo che lo sciamano guaritore deve spesso immergersi in essa per aiutare il malato bisognoso di aiuto.

L'acqua rappresenta ancora oggi un elemento di fondamentale importanza per i Finlandesi, e ciò trova testimonianza anche nel mondo letterario, precisamente nel romanzo della scrittrice Leena Lander, La casa del felice ritorno, in cui il popolo finlandese è definito il più acquatico d'Europa, i cui occhi tranquilli e fissi tradiscono una parentela con gli occhi dei pesci e la cui pelle è trasparente come la superficie di uno stagno, e i capelli di un biondo liquido. Anche il panorama è descritto dettagliatamente: la neve e l'acqua sono gli elementi naturali che la Lander attribuisce ai Finlandesi. Secondo la scrittrice, la vegetazione che spunta per il tempo di una breve estate suggerisce agli occhi dell'osservatore una visione acquatica: un regno di batraci umanoidi, interamente circondato dal mare e invaso da acque interne e laghi, a loro volta disseminati di isole. (Lander 1997)

Il lago Päijänne

I laghi rappresentano la linfa vitale della Finlandia: sono circa centonovantamila e la maggior parte di essi si trova nella zona sud-orientale del paese, nella cosiddetta Finlandia lacustre [Järvi-Suomi]. Il culto rivolto all'acqua e ai vari spiriti connessi con essa trova testimonianza nei cognomi finlandesi. In Finlandia si sentono spesso pronunciare le parole: järvi «lago», virta «ruscello», joki «fiume», lahti «baia», ranta «spiaggia», koski «rapida», saari «isola» e niemi «promontorio». Le suddette parole ricorrono sorprendentemente nei cognomi finlandesi più diffusi:

  • Järvinen ~ Järvenpää ~ Järvi
  • Virtanen
  • Jokinen ~ Jokela
  • Lahtinen;
  • Rantanen ~ Rantala
  • Koskinen
  • Saarinen
  • Niemi ~ Nieminen.

Il cognome Virtanen (4) è il più diffuso in Finlandia, seguito immediatamente da Nieminen, Koskinen e Järvinen. Esso appartiene alla prima generazione di cognomi finlandesi, che raggiunsero il picco di diffusione alla fine del XIX secolo: essi hanno il suffisso -nen e sono strettamente legati alle condizioni di vita e alla professione dei cittadini; molto probabilmente i primi Virtanen abitavano presso ruscelli o fonti d'acqua. Possiamo, quindi, riconoscere che l'acqua è un elemento onnipresente nella vita dei Finlandesi già sin dalla nascita nei loro dati anagrafici.

I COGNOMI KALEVALIANI
 

• KALEVALA

Il regno di Kalevala

Il cognome Kalevala trae origine proprio dall'omonimo poema epico, il Kalevala, scritto da Elias Lönnrot in due versioni: la prima, Vanha Kalevala «Vecchio Kalevala» scritta nel 1835 è costituita da 32 canti, mentre la seconda e definitiva, denominata Uusi Kalevala «Nuovo Kalevala» e terminata nel 1849, è composta di 50 canti. Il termine Kalevala significa «discendenti di Kaleva» (il suffisso -la in finlandese indica generalmente «in mezzo a» o «discendente da») ed è straordinario notare come esista ancora oggi anche il cognome Kaleva, sebbene non sia diffusissimo. Kaleva è l'antico progenitore dei Finni, i quali si identificano a pieno con le vicissitudini del popolo di Kalevala narrate nel poema epico. Questo «anziano del popolo» è colui che condusse la sua gente in Finlandia: secondo le teorie contemporanee a Lönnrot, la conquista della patria da parte dei Finni fu segnata dalle ostilità tra la popolazione di Kalevala e le genti di Pohjola, la terra del nord, e proprio per questo motivo l'autore decise di intitolare il poema Kalevala. È molto importante precisare che la pubblicazione del Kalevala ha fortemente influenzato la coscienza nazionale dei Finlandesi, il loro sentimento patriottico e in modo molto curioso anche i cognomi. I cognomi kalevaliani sono comparsi proprio tra la seconda metà del XIX secolo e gli inizi del XX, sulla scia della pubblicazione della seconda versione del poema. La maggior parte dei cognomi utilizzati precedentemente era di origine svedese ed erano percepiti dai Finlandesi come qualcosa di estraneo e di «imposto»: con l'uscita del Kalevala, i Finlandesi sentirono maggiormente l'attaccamento alle proprie radici e alla propria patria, così da adottare nuovi cognomi, ispirati ai personaggi del poema epico lönnrottiano. Quest'innovazione trovò terreno fertile nella Finlandia occidentale, dove cognomi erano per la maggior parte di origine svedese, per poi diffondersi velocemente ed essere accettata con grande entusiasmo in tutto il resto del Paese.
 

• VÄINÄMÖINEN

La musica di Väinämöinen
Dipinto (1858-1859) di R.W Ekman. [MUSEO]

L'eroe-sciamano Väinämöinen è una delle figure principali del Kalevala: il poema inizia proprio con la nascita di questo personaggio e termina con la sua partenza. La venuta al mondo di Väinämöinen è un evento mitologico poiché egli nasce già anziano e saggio. Egli è un eroe, o meglio un creatore spirituale e materiale, ed è protagonista di molti miti e leggende: a lui si deve l'invenzione del kantele, strumento musicale tradizionale finlandese (di cui tratteremo in modo più approfondito nel paragrafo dedicato al cognome Kantele).

Diretto discendente di Kaleva, Väinämöinen è un personaggio dalle forze sovrannaturali ma al tempo stesso dotato di grande umanità: egli ha sentimenti e debolezze proprio come i comuni mortali. Questo eroe trova la propria forza nelle parole. Per costruire il proprio canotto, egli pronuncerà tre parole magiche trovate presso il gigante Vipunen, il quale dimora, già morto, in una foresta (Kalevala [XVI: 1-118 | XVII: 1-98 e 527-628]). Analogamente, riuscirà a sconfiggere il giovane avversario Joukahainen grazie ad un incantesimo. Un giorno si scontrano mentre ognuno viaggia sulla propria slitta ma, poiché Joukahainen rifiuta di dare la precedenza a Väinämöinen, i due decidono di sfidarsi in un duello. L'anziano Väinämöinen pronuncia un incantesimo che fa sprofondare l'avversario in una palude, ottenendo la vittoria (Kalevala [III 21-330]). Il duello tra Väinämöinen e Joukahainen presenta delle forti influenze sciamaniche, poiché in esso troviamo tutte le caratteristiche di un vero e proprio rito di iniziazione, in cui l'anziano si scontra con il più giovane.

La figura di Väinämöinen è una delle più note e amate del Kalevala, tanto da dare origine al cognome Väinämöinen. Questo cognome è sempre stato piuttosto raro ed è molto meno diffuso rispetto agli altri cognomi di origine kalevaliana. Consultando i registri nazionali finlandesi del Väestorekisterikeskus (5), constatiamo che fino ai giorni nostri vi sono state meno di dieci persone con il cognome Väinämöinen, e che sono in gran parte vissute tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX: questo cognome è scomparso definitivamente nel 1960 (Paikkala 2004). Frequentemente, soprattutto nella regione Varsinais-Suomi o «Finlandia vera e propria», il cognome svedese Grönholm (6) veniva trasformato in Väinämöinen, sebbene non sia chiara la relazione che lega questi due cognomi. Per quanto riguarda le regioni finlandesi in cui questo cognome è maggiormente diffuso, è molto curioso constatare che esso, insieme agli altri cognomi kalevaliani, è presente quasi esclusivamente nella regione di Kymenlaakso. Tutti i Väinämöinen, infatti, vivevano nelle contee di Jaala e Iitti, vicino Kouvola, ed erano generalmente artigiani o ad ogni modo dediti al lavoro manuale.
 

 • JOUKAHAINEN

La vendetta di Joukahainen
Dipinto di A. Gallén-Kallela. [MUSEO]

Joukahainen è uno dei personaggi «minori» del Kalevala, ma pur sempre degno di nota: egli è il giovane vanitoso e inesperto che ha «osato» sfidare il grande Väinämöinen a una gara di magia. Quest'ultima si trasformerà in un vero e proprio duello, paragonabile ad un rituale iniziatico sciamanico, da cui Joukahainen uscirà clamorosamente sconfitto (Kalevala [III: 21-330]). Il duello magico tra questi due personaggi è stato interpretato in diversi modi: si ritiene che esso possa rappresentare la contrapposizione tra estate e inverno e tra caldo e freddo (Corradi Musi 1983). Il cognome Joukahainen era particolarmente diffuso intorno al 1870 nelle contee di Jaala e Iitti, nella regione di Kymenlaakso, insieme agli altri cognomi kalevaliani.

Dai comuni di Hamina e Nastola provengono notizie interessanti riguardo alle trasformazioni di questo cognome, originariamente presente nella forma Jouhikainen e successivamente trasformatosi in Joukainen. La forma Joukainen è diffusa nella Finlandia orientale e nei territori russi vicini alla frontiera finlandese, in particolare nella città di Viipuri e nei villaggi intorno a essa. Joukahainen è stato utilizzato sia come cognome di persona, sia come toponimo o come nome di enti e edifici pubblici: proprio a Ilmola, nei dintorni di Kemi vi era una kantatalo (7) dal nome Joukahainen. In Lapponia verso la fine del XIX secolo il cognome Joukahainen fu ampiamente utilizzato come toponimo (Junnonen 1975), prima di scomparire definitivamente. Possiamo quindi evincere, anche in questo caso, che il prestigio e la diffusione di tale cognome sono strettamente legati al periodo in cui è stata pubblicata la seconda versione del Kalevala.
 

• ILMARINEN e SAMPO

Ilmarinen forgia il sampo
Dipinto (1849) di B.A. Godenhjelm. [MUSEO]

Ilmarinen è, con Väinämöinen e Lemminkäinen, il personaggio più importante del Kalevala: è discendente dell'antico progenitore Kaleva e anticamente era considerato «dio atmosferico», il cui nome deriva dal termine finlandese ilma che per l'appunto significa «aria». Ilmarinen, tuttavia, ha il carattere di un uomo qualunque, con le stesse debolezze, rassegnato alle proprie delusioni amorose e in ogni modo privo di grandi passioni. Egli è il fabbro mitico, capace di costruire oggetti straordinari e dotato di un grande senso di praticità: tra gli oggetti da lui forgiati ricordiamo il sampo. Il sampo è il fantastico talismano, forgiato da Ilmarinen per Louhi, signora di Pohjola: esso rappresenta la felicità e garantisce gioia e ricchezza a chiunque lo possiede (Kalevala [X: 433-462]). Oltre al sampo, Ilmarinen forgerà anche un nuovo sole, una nuova luna e una «fanciulla d'oro», quest'ultima connessa con il mito primordiale ugrofinnico della «donna d'oro» (Kalevala [X: 425-429; 543-545 | XXXVII: 1-162] | XLIX: 1-74]).

Ilmarinen e Sampo sono diventati anche cognomi finlandesi e molto spesso ricorrono anche nei nomi di enti pubblici o strade (8). Il cognome Ilmarinen è oggi molto raro, mentre agli inizi del XX secolo era molto diffuso nella Finlandia orientale: dei nomi maschili del Kalevala era quello maggiormente utilizzato come cognome. Le persone che avevano questo cognome abitavano nel Savo e nei dintorni della città di Kouvola, precisamente nei comuni di Janikkala, Multia e Ruovesi; per quanto riguarda la Finlandia occidentale non si hanno molte notizie, sebbene risulti che alcuni Ilmarinen vivessero ad Oulu. Il cognome Ilmarinen divenne sempre più presente anche grazie alla nuova usanza, sempre più diffusa, di tradurre i cognomi svedesi in lingua finlandese; a tal proposito si registrano i seguenti cambiamenti: Fabritius > Ilmarinen, Salvén > Ilmarinen (a Helsinki) e infine Vilander > Ilmarinen (a Uskela), cambiamenti risalenti alla «Giornata di Snellmann» [Snellmanin päivä], in data 12 maggio 1906 (9). Nel comune di Ruovesi, Ilmarinen, abbandonando la funzione originaria di patronimico, era spesso cognome di persone che svolgevano la professione di fabbro. Nelle contee di Jaala e Iitti, nella seconda metà del XIX secolo, questo cognome era diffuso prevalentemente tra gli artigiani, proprio come tutti gli altri cognomi kalevaliani.

È importante precisare inoltre che il sampo è ritenuto essere la proiezione a livello microcosmico dell'albero del mondo, o «grande quercia», di cui tratteremo più avanti. Il cognome sampo era meno diffuso di Ilmarinen e non si sono trovate molte notizie in merito; tuttavia, interessante risulta quanto si legge su questo cognome in un articolo di Johannes Linnankoski (10) e imperniato sulla fennomania che dilagava in tutta la Finlandia, influenzandone in particolar modo la cultura e la letteratura (Linnankoski 1906). L'attenzione di Linnankoski era rivolta principalmente ai cognomi: riprendendo le idee già espresse dal Quotidiano di Helsinki [Helsingfors Dagblad], criticò con molta ironia la nuova tendenza linguistica, secondo cui tutti i cognomi svedesi dovevano essere immediatamente tradotti in finlandese, facendo sì che alla fine esistessero tante persone con lo stesso cognome, puntualmente terminante in -nen. Negli anni in cui fu scritto quest'articolo, infatti, i Finlandesi tendevano ad assumere sempre gli stessi cognomi (il preferito era Koskinen), e ancora non erano molto diffusi i cognomi di nuova generazione, privi del suffisso -nen. Attualmente il cognome sampo è davvero molto raro. Il termine è usato prevalentemente come nome proprio di persona di sesso maschile e ha perso, quindi, la sua funzione originaria.
 

LEMMINKÄINEN

Lemminkäinen è uno dei principali eroi del Kalevala: è un grande avventuriero, attratto da tutto ciò che è ignoto e ha un legame molto profondo con la madre. Egli è dominato da un forte istinto vitale, vuole sempre primeggiare e in particolar modo adora corteggiare le donne Lemminkäinen è un vero e proprio dongiovanni ma anche un grande attaccabrighe. Rapirà la vergine Kyllikki, la quale resterà al suo fianco a patto che egli non parta più per la guerra; al tempo stesso l'eroe pretenderà che la sua amata non torni più a danzare e ballare nel villaggio natio (Kalevala [XI: 157-224]). In seguito Lemminkäinen litigherà con Kyllikki, deciderà di tornare in guerra e quindi si dirigerà verso Pohjola (Kalevala [XII: 1-128]).

Il viaggio di Lemminkäinen a Pohjola ha le caratteristiche di un viaggio iniziatico: per ricevere in sposa una fanciulla dovrà affrontare alcune prove stabilite da Louhi, signora di Pohjola. Tra le varie prove ricordiamo che l'eroe dovrà raggiungere, correndo sui pattini, l'alce di Hiisi; imbrigliare il cavallo di fuoco di Hiisi e infine saettare il cigno di Tuonela (Kalevala [XIII: 1-30 | XIV: 271-460]). Il fuoco è simbolo di calore, luce, verità e in particolar modo della conoscenza, fungendo spesso da mezzo di comunicazione tra gli uomini e gli spiriti. Giunto a destinazione, Lemminkäinen sarà ucciso da un pastore, il suo corpo sarà gettato nelle acque mortali del fiume di Tuonela e sarà fatto a pezzi dal figlio del dio Tuoni. Sarà proprio la madre dell'eroe, giunta a Pohjola dopo essere venuta a conoscenza dell'infausta notizia, a recuperare le membra del figlio e a resuscitarlo, avvalendosi di scongiuri e unguenti magici (Kalevala [XV: 195-554]).

Considerando che Lemminkäinen è uno dei personaggi principali del Kalevala, non ci sorprende che esista il corrispondente cognome Lemminkäinen. La storia di questo cognome è differente da quella degli altri cognomi kalevaliani: Lemminkäinen in origine non era un cognome, bensì un patronimico, usato nella forma Lemmin poika «figlio di Lempi» (11).

L'uso di Lemminkäinen come cognome risale alla seconda metà del XIX secolo, precisamente al 1870, quanto apparve per la prima volta nelle contee di Jaala e di Lappee. Proprio in quegli anni risiede a Jaala un tale Tuomas Lemminkäinen (12), in merito al quale nel villaggio di Nuolivaara, vicino a Oulu, circolava un divertente aneddoto, che chiarisce il modo in cui egli si sia trovato ad avere un cognome kalevaliano. Nel 1876 passeggiava in compagnia di due amici per chiedere consiglio, riguardo alla questione dei cognomi, all'illuminato commerciante Rosberg, residente nel borgo di Jaala. «Che tu sia Väinämöinen, tu Ilmarinen e tu Lemminkäinen» [Ole sinä Väinämöinen, ole sinä Ilmarinen, ole sinä Lemminkäinen] disse ai tre amici il commerciante, spinto dall'entusiasmo provato per il Kalevala. Da quel giorno Tuomas decise di usare come cognome proprio Lemminkäinen, seguendo il consiglio del commerciante (Paikkala 2004). Questo cognome è successivamente apparso anche nei comuni di Iitti, Kuusankoski e Perniö.

Per quanto riguarda il fenomeno della traduzione dei cognomi svedesi in lingua finlandese, abbiamo notizia di un solo cambiamento: Lindstedt > Lemminkäinen (Paikkala 2004), registrato nel villaggio di Muurla nel 1906, in concomitanza con la «Giornata di Snellmann».
 

VIPUNEN

Il gigante Antero Vipunen abitava, già defunto, in una foresta nella terra degli inferi e, presso la sua dimora, il grande Väinämöinen trovò le parole magiche necessarie alla costruzione del suo canotto (Kalevala [XVII: 1-98]). Si ritiene che Vipunen rappresenti l'«anima libera» di qualche sciamano che, in stato di trance, era entrata nel corpo di un animale e vi era restata tanto a lungo da far sì che il proprio corpo «umano» si decomponesse e l'«anima libera» non potesse più tornare (Corradi Musi 1983). Presso i Finni, la morte era spesso attribuita proprio all'incapacità dell'anima di tornare in tempo dentro al proprio corpo, completamente putrefatto: vi era salvezza solo nel momento in cui l'anima riusciva a rientrare nel corpo, prima che esso cominciasse a putrefarsi. Capitava spesso che lo sciamano perdesse o non ricordasse la formula magica che permetteva all'anima il viaggio di ritorno: in questo caso lo sciamano si trovava ad andare incontro alla morte definitiva (Corradi Musi 1983).

Il cognome Vipunen, sebbene molto raro, era particolarmente diffuso nei dintorni della città di Kouvola. Per questo cognome vale ciò che abbiamo già rilevato precedentemente per gli altri cognomi kalevaliani: nelle contee di Jaala e Iitti era diffuso in particolar modo tra gli artigiani. Vipunen ha avuto vita più lunga in confronto agli altri cognomi di ispirazione kalevaliana: dai registri nazionali finlandesi risulta che esso sia stato usato ben fino al 1960 per poi scomparire definitivamente. In occasione della «Giornata di Snellmann», 12 maggio 1906, si segnala a Mikkeli il seguente cambiamento: Englund > Vipunen (Paikkala 2004).
 

KANTELE

Diversi tipi di kantele tradizionale, fabbricati con legno di betulla
<www.people.iup.edu>

Il kantele è uno strumento musicale originariamente a cinque corde, tipico della tradizione ugrofinnica e ancora oggi ampiamente utilizzato nella musica moderna finlandese (13). Esso è stato per lungo tempo dimenticato dai Finlandesi, poiché ritenuto uno strumento musicale troppo antiquato, concepito perciò come qualcosa di cui vergognarsi. È tuttavia da ricordare che negli Stati Uniti, proprio negli anni dell'oblio, un immigrato finlandese inventerà il kantele elettrico, una vera e propria innovazione. Il kantele vivrà nell'oblio fino agli anni '90, in cui assisteremo a un fenomeno di segno opposto, o meglio a un vero e proprio boom del kantele. Sono molti i gruppi musicali che ancora oggi si avvalgono del kantele, poiché quest'ultimo è ritenuto essere perfetto per esprimere la malinconia. Il suono del kantele possiede qualcosa di magico, che lo rende capace di incantare colui che lo ascolta. Inoltre sono stati istituiti molti corsi in cui è possibile imparare a suonare il kantele e ancora oggi, alcune volte l'anno, si tengono delle conferenze su questo strumento musicale.

La creazione del kantele è attribuita al grande Väinämöinen, che lo fabbricò con le lische di un pesce, con la coda di un salmone rosso, con i crini di uno stallone o con i capelli di una donna (Kalevala [XVII: 1-98]). In seguito questo kantele andò perduto e Väinämöinen ne costruì un altro con il legno di betulla: il suono del magico strumento incantava gli uccelli del cielo, gli animali più feroci e i pesci delle acque (Kalevala [XLIV: 1-334]). Questo strumento rappresenta, dunque, un elemento chiave della cultura e del folklore finlandese e nel 1893 appare per la prima volta in veste di cognome (Paikkala 2004). Il cognome Kantele appartiene alla tipologia Laine (14), di cui fanno parte i cognomi privi del suffisso -nen, elemento caratteristico della classe Virtanen, più antica. Kantele, come quasi tutti i cognomi appartenenti alla sua tipologia, è ancora oggi presente, seppur raramente, nel territorio finlandese. Non si hanno molte notizie al riguardo, però, consultando i grafici (Paikkala 2004) che illustrano la diffusione di questo cognome negli anni 1970, 1985 e 2003, si evince che esso fu presente sempre nella stessa misura sul territorio nazionale, in particolar modo nella Finlandia Centrale.
 

AINO

Aino
Dipinto (1876) di S.A. Keinänen. [MUSEO]

Aino è una delle figure femminili del Kalevala ed è «unica» e «straordinaria», proprio come suggerisce il suo nome (in finlandese «unico» si dice ainoa: si ritiene che questo termine derivi etimologicamente dal nome Aino (Barezzani ~ Kalmbach 2006)). Il triste destino di Aino sarà determinato dalle scelte sconsiderate del fratello Joukahainen, il quale la promette in sposa a Väinämöinen, contro la sua volontà. Nel paragrafo dedicato a Joukahainen abbiamo già accennato allo scontro tra la sua slitta e quella di Väinämöinen, il quale, avvalendosi di un incantesimo, farà sprofondare il giovane in una palude (Kalevala [III: 21-330]). Joukahainen a questo punto, per farsi aiutare ad uscire dal quel pantano, vede come unica soluzione quella di offrire in sposa a Väinämöinen la sorella (Kalevala [III: 331-476]). La povera Aino, venuta a conoscenza della notizia, fugge e annega in mare, trasformandosi in un luccio, così da non poter essere catturata dal suo promesso sposo (Kalevala [IV: 255-370]): lo sventurato destino della fanciulla non può che suscitare commozione e tristezza nel lettore.

Aino non è una delle figure principali del Kalevala, ma ha tuttavia lasciato il segno nella cultura finlandese: di lei abbiamo traccia ancora oggi nel cognome Ainonen. Il cognome, appartenente alla tipologia Virtanen, si presenta formato dal nome Aino più il suffisso -nen, che ha un valore diminutivo. Si ritiene che Ainonen sia stato prima di tutto un patronimico, solo successivamente utilizzato come cognome vero e proprio: evidenziamo il seguente cambiamento Ainon poika «figlio di Aino» > Ainonen «piccola Aino». Il cognome ha fatto la sua prima comparsa nel 1859 ed è ancora diffuso uniformemente in tutta la Finlandia (Paikkala 2004).
 

LOUHI e POHJOLA

La terra di Pohjola

Louhi è la vecchia signora di Pohjola, madre di meravigliose fanciulle. Trasformata in rapace, accoglie Väinämöinen nel suo regno ed esige da lui il sampo: il divino cantore le promette che Ilmarinen forgerà per lei questa sorta di talismano, fonte di ricchezza e di gioia (Kalevala [VII: 1-322]). Il tema centrale del poema lönnrottiano risiede proprio nella contesa del sampo da parte delle genti di Kalevala e del popolo di Pohjola, sebbene la lotta tra Väinämöinen e Louhi si svolga con i rispettivi eserciti unicamente nel sogno e nel canto magico: essa può essere concepita piuttosto come una disputa tra famiglie rivali (Corradi Musi 1983). Il regno di Pohjola, come si intuisce dal nome, si trova nel mitico nord finlandese (pohjoinen vuol dire «nord») e il popolo che vi regna è posto in netta contrapposizione con le genti di Kalevala, residenti nelle terre del sud. È molto interessante il fatto che esista il cognome Louhimies, che letteralmente significa «marito di Louhi», e che sia tuttora diffuso.

Oltre a Louhimies, nei registri del Väestörekisterikeskus si menziona anche il cognome Louhi, creato proprio sulla base del personaggio kalevaliano. Non si hanno notizie precise riguardo alla diffusione di Louhi, però si sa con certezza che esso è in uso sin dal 1900 (Paikkala 2004). Louhimies è sicuramente più nuovo ed è diffuso in modo omogeneo in tutta la Finlandia, sebbene non vi siano molte persone che portino questo cognome.

Pohjola invece comincia a essere adottato come cognome intorno al 1906 (Paikkala 2004): esso appartiene alla tipologia dei cognomi in -la, che proprio in quegli anni erano i prediletti dai Finlandesi (15). In confronto ai cognomi analizzati fino ad adesso, Pohjola è ancora molto diffuso. La zona in cui si incontra con maggior frequenza è la Jyväskylän maalaiskunta (il comune rurale di Jyväskylä).

COGNOMI LEGATI ALLA MITOLOGIA
 

UKKO

Ukko è il dio dei fulmini e dei tuoni: era adorato presso gli antichi Finni, poiché, provocando i temporali, faceva sì che la pioggia recasse beneficio ai raccolti. Si tratta di un dio personificato, cui i Finni offrivano cerimonie agricole e in merito al quale circolavano diverse leggende; in esse egli appare vestito con un mantello blu, con una pelliccia di fuoco e armato d'arco, martello e spada. Proprio per mezzo dell'arco Ukko lanciava fulmini e tuoni sulla terra: era molto diffusa la credenza che gli alberi colpiti dal dio fossero pregni della sua forza. I Finni si rivolgevano ad Ukko solo per questioni importanti o quando in particolare volevano vendicarsi dei propri nemici, mentre negli altri casi si rivolgevano a divinità minori.

Il nome Ukko fungeva spesso da appellativo per altre divinità, tra cui ricordiamo quella della seminagione. Non a caso la festa primaverile della semina era chiamata Ukon Vakat «moggi di Ukko» (Corradi Musi 1983). Per lungo tempo i Finni usarono rivolgere le proprie preghiere ad Ukko in occasione della nascita di un bambino o in caso di malattia o di morte di qualche caro. Il nome Ukko è stato tradotto con «vecchio, nonno, padre». In lingua finlandese ukko significa ancora oggi «vecchietto» o scherzosamente «marito». Il termine, inoltre, è presente in alcune parole composte: ukonilma «temporale», ukkossade «pioggia temporalesca» e curiosamente ukkovarvas «alluce». Esiste anche la forma diminutiva Ukkonen, con il significato di «vecchietto, nonnino, piccolo padre»; questa parola ancora oggi significa «tuono». Da questi due nomi di divinità hanno avuto origine i cognomi Ukko e Ukkonen. Ukko esiste tuttora ma è piuttosto raro: attualmente, nei registri del Väestörekisterikeskus, sono stimate 115 persone (di cui 53 decedute) che possiedono questo cognome.

Al 1906 risale l'avvenimento che ha contribuito a rendere il cognome Ukko sempre più raro: il cambiamento di cognome Ukko > Aartelo (Paikkala 2004). Ukkonen è al contrario più frequente: al giorno d'oggi si stimano all'incirca 3877 Ukkonen di cui una buona parte residenti fuori della Finlandia. Esso è omogeneamente diffuso in tutto il Paese, però, per quanto concerne la sua storia, è importante evidenziare che anche questo cognome è stato protagonista di un cambiamento: Ukkonen > Olander (Paikkala 2004). Si tratta di un cambiamento piuttosto insolito, poiché nell'epoca post-kalevaliana la stragrande maggioranza dei cognomi svedesi fu tradotta in finlandese, mentre nel caso di Ukkonen ci troviamo davanti ad un fenomeno di segno opposto, che spiega anche il motivo di una progressiva scomparsa di questo cognome dal territorio nazionale.
 

SEPPÄ

Il fabbro, in finlandese seppä, è sempre stato concepito positivamente non solo presso i Finni ma in tutta l'Eurasia. La figura dell'homo faber riveste grande importanza sin dal Medioevo: egli è l'eroe civilizzatore, creatore materiale e spirituale, spesso posto in relazione con la figura dello sciamano (Corradi Musi 1997). Il fabbro, nella tradizione dell'Europa occidentale e in particolare dei Finni, possiede sempre straordinari poteri magici ed è depositario dei segreti del suo mestiere; egli è il «signore del fuoco» e si dedica alla lavorazione dei minerali, affidandosi saggiamente a determinate formule magiche, proprio com'è usanza dello sciamano. Non vi è assolutamente rivalità tra il fabbro e lo sciamano, bensì amicizia e solidarietà: se l'uno è creatore materiale, l'altro è creatore spirituale, sempre pronto ad agire per il bene della comunità (Corradi Musi 1997).

Lo sciamano non esita a chiedere l'aiuto del fabbro, qualora ne abbia bisogno e ciò è ampiamente dimostrato nel Kalevala da Väinämöinen e Ilmarinen: è lo sciamano-cantore Väinämöinen che incarica il fabbro Ilmarinen di costruire il magico sampo, su ordine di Louhi, signora di Pohjola (Kalevala [VII: 1-322]). Notiamo che Väinämöinen e Ilmarinen si avvalgono entrambi di formule magiche: il primo per costruire il proprio canotto e il primo kantele, il secondo per forgiare il sampo. Il fabbro e lo sciamano sono ambedue strettamente legati al fuoco, elemento spesso associato alla rinascita e al ringiovanimento. Il primo «crea» magici oggetti fondendo i minerali sul fuoco della sua fucina (i fabbri sono stati i primi artigiani a tutti gli effetti e in particolare i primi ad entrare nelle società segrete), il secondo può perfino incarnare lo spirito stesso del fuoco ed emanare fiamme dal suo corpo durante l'estasi (Corradi Musi 1997).

In Finlandia la figura del fabbro ha lasciato traccia nei cognomi Seppä e Seppälä, ancora molto diffusi, sia tra i Finlandesi residenti in patria, sia tra quelli residenti all'estero. Nella città di Hamina, dal 1865 al 1889, vi sono quasi esclusivamente cognomi svedesi: si registrano appena 128 cognomi finlandesi (Paikkala 2004). Dal 1889 i cognomi finlandesi aumentano sempre più e tra i più comuni vi è proprio Seppä (Paikkala 2004): esso era già presente nella Finlandia orientale e in alcune zone della Carelia, dove originariamente fungeva da denominazione di aziende agricole. Il cognome Seppälä si presenta composto dal sostantivo seppä più il suffisso -, che indica localizzazione (Karlsson 1999), quindi potrebbe essere tradotto con «là dove risiede il fabbro»; a volte, tuttavia, questo suffisso può fungere da diminutivo o indicare origine, quindi potremmo tradurre Seppälä anche con «discendente dal fabbro». È molto importante precisare che anche Seppälä era in origine un nome di abitazione e di località: nella seconda metà del XIX secolo, nella regione di Häme, in particolare a Hämeenlinna, i contadini non avevano un cognome e negli atti ufficiali erano chiamati con il nome di battesimo, immediatamente seguito dal nome della propria tenuta (16). Seppälä è molto più diffuso in confronto a Seppä: nei registri anagrafici del Väestörekisterikeskus sono censiti ben 16.560 abitanti con questo cognome e la maggior parte di loro risiede ancora oggi nell'Häme e nei comuni a ovest del lago Päijänne (17).
 

HIISI

Hiisi

Nel 2005, l’artista finlandese Lea Turto ha rivestito le radici degli alberi del Parco Centrale di Helsinki [Helsingin Keskuspuisto] con delle stoffe di lana per rendere onore allo spirito dei boschi, Hiisi. Per realizzare questa sua idea artistica, la Turto ha utilizzato undici tronchi, della stoffa di lana rossa e dei chiodi presi dai suoi mobili.

Foto di Heino Laukkanen ®  <www.environmentalart.net>

Il dio dei boschi Hiisi rappresenta la versione careliana del più famoso dio Tapio. Abbiamo notizie di Hiisi tramite Agricola, il quale riferisce che era credenza comune che il dio desse la selvaggina dei boschi (Corradi Musi 1983). In origine il termine hiisi significava proprio «bosco» ma successivamente il suo significato è mutato più volte: prima indicava un luogo di culto, un «boschetto sacro», situato all'interno di una comunità maggiormente estesa di un villaggio; successivamente segnalava un luogo di culto, ubicato immediatamente nei dintorni della comunità o lontano da essa (Anttonen 1992). Secondo la concezione pagana, hiisi era il luogo dove risiedevano i morti che dimostravano benevolenza nei confronti dei vivi, ma con l'arrivo del Cristianesimo il termine hiisi cominciò ad essere usato con un'accezione negativa per indicare un mondo remoto e ostile agli umani. Hiisi è stato per lungo tempo identificato nello spirito residente nelle foreste, in seguito in un gigante e poi ancora in un essere soprannaturale maligno, il diavolo.

Sorprendentemente il termine hiisi non è entrato in uso solo come nome proprio di persona ma anche come cognome, sebbene esso sia rarissimo. Hiisi è tra i numerosi cognomi appartenenti alla tipologia Laine e ha fatto la sua prima comparsa nel 1914, sebbene fosse in uso sin dal XVII secolo (Paikkala 2004). A tal proposito è utile confrontare i cognomi di coloro che hanno studiato presso l'Accademia di Turku intorno al 1640 con i cognomi dei giovani che in quel periodo studiavano presso le più importanti università europee: sorprendentemente vi sono molti più cognomi finlandesi tra gli studenti delle università europee, che non tra quelli dell'Accademia di Turku, poiché nella Finlandia occidentale vi erano allora quasi esclusivamente cognomi svedesi (Grotenfelt 1902). Proprio Hiisi è uno dei cognomi presenti fuori Finlandia nel XVII secolo: vi furono vari studenti con questo cognome presso l'università di Uppsala, precisamente nel 1621 e negli anni seguenti (Grotenfelt 1902). Attualmente questo cognome non è più in uso e, stando ai dati forniti dai registri del Väestörekisterikeskus, vi sono oggi appena cinque Hiisi.
 

JOUTSEN

Il cigno, in finlandese joutsen, ha sempre avuto un forte valore simbolico: si ritiene, infatti, che esso rappresenti l'anima che vola libera verso l'aldilà (Corradi Musi). In particolar modo ricordiamo la leggenda del cigno di Tuonela, cui si è ispirato Jean Sibelius per l'omonimo poema sinfonico, portato a compimento nel 1893. Questa leggenda kalevaliana non è tanto racconto, quanto pittura: essa è un vero e proprio ritratto della terra dei morti nella mitologia finnica. Il regno dei morti, per l'appunto Tuonela, appare circondato da un grande fiume che scorre impetuoso e sulle cui acque nere un cigno scivola maestosamente cantando. Il cigno è spesso stato accostato alla figura femminile: ricordiamo il mito della donna cigno che vola nel cielo, esce dall'acqua nelle vesti di una giovane donna, si sposa, genera un bambino e infine torna in acqua per trasformarsi nuovamente in animale (18).

Il cigno ha tuttora un valore simbolico molto forte presso i Finni: per la moneta finlandese da un euro, l'artista Pertti Mäkinen ha creato un motivo raffigurante due cigni che volano nel cielo. In questo caso il cigno è simbolo di libertà e di rinascita: la Finlandia è indipendente e libera, proprio come lo è il cigno che vola nel cielo. In Finlandia sono molto diffusi i cognomi che prendono origine da nomi di animali, e tra questo vi è anche Joutsen.

 Joutsen è generalmente associato ai cognomi appartenenti alla tipologia Laine, sebbene non vi sia totale certezza riguardo alla sua appartenenza a suddetto gruppo. Questo cognome ha fatto la sua prima comparsa nel 1881, sulla scia dell'enorme successo del Kalevala. Le prime notizie riguardo a Joutsen si hanno tuttavia a partire dal 1880, quando il cognome risultava già essere presente tra gli studenti di alcune università finlandesi; in seguito esso si diffuse maggiormente anche grazie al fatto che, come era consuetudine, i cognomi svedesi erano tradotti in finlandese e molti cittadini scelsero per sé il cognome Joutsen. Nel 1881, infatti, si registra il seguente cambiamento: Ekman > Joutsen. Un altro cambiamento molto interessante è il seguente: Virtanen > Joutsenaho «prateria del cigno, radura del cigno», registrato ad Helsinki nel 1947: Virtanen era un cognome fin troppo diffuso e quindi molti cittadini furono invitati ad adottare al posto di esso un altro cognome. (Paikkala 2004)

Joutsen e Joutsenaho sono oggi presenti prevalentemente nella Finlandia meridionale e si stima che vi siano circa cinquecento persone a possedere ancora questi cognomi (dati forniti dai registri dell'anagrafe finlandese).
 

LINTU

L'uccello, in finlandese lintu, ha sempre avuto un significato molto importante nella mitologia finlandese: era un uccello a portare, alla nascita, l'anima di un bambino ed era sempre un uccello che la portava via al momento della morte. In alcune zone della Finlandia si usava tenere vicino al proprio letto una statuina in legno di un uccello, per propiziarsi questa figura e impedire all'anima di fuggire via durante il sonno, proteggendola così nei percorsi del sogno. La figura dell'uccello riveste un ruolo centrale in molte leggende e miti riguardanti la creazione del mondo: a tal proposito ricordiamo il mito dell'uccello tuffatore (Corradi 1983). In questo mito l'uccello è l'incarnazione del diavolo, che, su ordine del dio creatore, si immerge più volte nell'acqua per portare dal fondo un po' di terra: con essa il dio creatore avrebbe plasmato la superficie della Terra. Il diavolo-uccello tuttavia aveva conservato un po' di terra per sé e con essa avrebbe creato i mali del mondo oltre alle montagne, i sassi e le pietre. Presso i Finni aveva grande importanza la Via Lattea, da loro chiamata Linnunrata «Via degli uccelli», che era la via seguita dagli uccelli nelle loro migrazioni. Secondo la concezione finnica della struttura del mondo, sul bordo della Terra vi era la «casa degli uccelli», Lintukotola, immaginata come una regione calda, nella quale gli uccelli trascorrevano l'inverno.

In Finlandia, in particolare nella città di Jyväskylä, è stato per lungo tempo diffuso il cognome Lintu, che ha successivamente lasciato il posto alla forma più moderna Lintunen. Il cognome Lintu è in uso fino al 1862 e si ritiene che esso sia apparso per la prima volta nella Finlandia orientale, precisamente nel Savo (Paikkala 2004). Successivamente, a questo cognome si è aggiunto il suffisso -nen, che conferisce valore diminutivo al sostantivo cui si accompagna: così otteniamo Lintunen, che può essere tradotto con «uccellino» o, in funzione di patronimico, «figlio dell'uccello» o «figlio di Lintu». In base ai dati forniti dai registri del Väestorekisterikeskus risultano in uso tuttora entrambi i cognomi ma è Lintunen ad essere il più diffuso: considerando i Finlandesi residenti in patria e quelli residenti all'estero, vi sono ben più di tremila Lintunen.
 

TAMMI

Nella mitologia finnica la quercia, in finlandese tammi, rappresenta l'albero della vita, che congiunge il mondo dei vivi con quello dei morti. Presso i Finni, l'aldilà era generalmente localizzato sottoterra (Manala), o spesso in un luogo non meglio definito. L'albero della vita, noto anche come «albero del mondo», costituiva, per le popolazioni ugrofinniche cacciatrici, il centro del cosmo e teneva in collegamento il cielo, la terra e l'aldilà. Nel corso del proprio viaggio iniziatico, gli sciamani potevano giungere nell'aldilà e nella sfera celeste volando lungo l'«albero del mondo», i cui rami si estendevano da una parte all'altra del cielo. Nello sciamanesimo ugrofinnico si riteneva che il sole e la luna dimorassero in splendidi palazzi, collocati sui rami dell'«albero del mondo» e che da lì illuminassero la Terra (Corradi Musi 1983).

Iso Tammi

La «grande quercia», ipostasi finnica dell'albero del mondo...

Nel mito dell'Iso Tammi «grande quercia», si racconta che quattro ragazze trovarono in un bosco una quercia e che la piantarono in un terreno fertile, nei pressi della loro dimora. La quercia crebbe così velocemente che oscurò il sole e la luna: soltanto un nano, alto un pollice, riuscì a farla cadere e a liberare i due astri che, finalmente, tornarono ad illuminare la Terra (Corradi Musi 1983). Secondo un'altra interpretazione del mito, la quercia cadde nel fiume Tuonela e divenne il ponte che i defunti attraversavano per giungere nell'aldilà (Corradi Musi 1988). Negli Antichi canti del popolo finnico si narra che la quercia nasce dalla birra versata dalla sposa nella casa del padre e che, in seguito, viene abbattuta dal fratello per costruire una sauna (Loikala 2002).

Gli elementi mitologici hanno lasciato traccia nei cognomi finlandesi: ancora oggi il cognome Tammi è molto comune e a esso si accompagnano anche le varianti Tamminen, Tammela e Tammisto. Tammi è uno dei cognomi più diffusi appartenenti alla tipologia Laine e ha fatto la sua prima comparsa nel 1891, nel villaggio di Kärkölä. Dal 1890, infatti, cominciarono ad essere sempre più comuni i cognomi basati su termini finlandesi che indicavano animali o piante: generalmente questi cognomi erano bisillabici e privi di suffisso. Il cognome Tamminen ha un'origine più antica di Tammi: è incluso nella tipologia di cognomi Virtanen, poiché si presenta formato dal sostantivo tammi più il suffisso -nen e può essere tradotto con «della quercia», fungendo così da patronimico. Tamminen è diffuso nelle regioni di Satakunta e di Häme, precisamente nei comuni di Janakkala, Somero, Ruovesi, Jämsä (dove compare per la prima volta tra il 1882 e il 1899), Huittinen, Punkalaidun, Lavia e Iitti e infine nelle regioni Varsinais-Suomi e nella Keski-Suomi o «Finlandia centrale». Nella Finlandia orientale vi sono solo dei casi isolati riguardo all'uso di questo cognome nei comuni di Hiitola, Johannes, Kuolemajärvi, Kerimäki e Viipuri. (Paikkala 2004)

Diversi cognomi sono stati nel corso del tempo cambiati in Tamminen: Eriksson (20 luglio 1880), Ekholm (a Pyhäjärvi nel 1882), Lindblad (a Keuruu nel 1883), Tunkio (nel 1883), Marianpoika (a Helsinki nel 1884), Eevasson (a Helsinki nel 1885), Lehtonen (nel 1896), Vähäkannus (19) (nel 1897) e Andersson (nel 1898). A Jyväskylä il cognome Tamminen è entrato in uso già nel 1850, ma in origine era toponimo: tuttavia comparirà per la prima volta sui registri del Väestörekisterikeskus solo nel 1863. Nel 1889 Tamminen fa la propria comparsa anche sui registri anagrafici del comune di Hattula. (Paikkala 2004)

Tammi e Tamminen rientrano tuttora nella lista dei cognomi diffusi in Finlandia mentre Tammisto è ormai obsoleto. Tammela è oggi presente in particolare nella Lapponia finlandese e nella Finlandia centrale ma, putroppo, non vi sono molte notizie riguardo alle sue origini. Esso, tuttavia, ha un significato affascinante per coloro che conoscono l'importanza della quercia nella mitologia finlandese: può essere tradotto con «colui che è sulla quercia» o «colui che vive tra le querce», lasciando pensare a una creatura divina.


KOIVU

Gli alberi e la natura in generale hanno sempre rivestito e rivestono tuttora un ruolo molto importante nella vita dei Finlandesi. In particolare, presso i Finni orientali vi era l'usanza di compiere sacrifici davanti a un albero: in genere si trattava di una betulla, in finlandese koivu, considerata l'albero sacro per eccellenza. Quando si costruiva una casa si piantava un albero o si sceglieva tra quelli esistenti quello che sarebbe stato «l'albero sacro dell'abitazione», noto anche come «albero della tribù» o «albero della felicità»: qualora un nemico ne rompeva un ramo, con il suo gesto «sacrilego» poteva determinare la morte dei membri della famiglia, mentre se lo distruggeva completamente, con la sua totale infrazione dei tabù danneggiava tutta la comunità di cui l'albero era il protettore (Corradi Musi 1983). Nei periodi di festa si usava portare davanti all'albero sacro cibi e ossa di animali uccisi per accontentarlo e agevolare così il passaggio nell'aldilà del doppio dell'animale sacrificato. I Finlandesi erano soliti, inoltre, piantare un albero in occasione della nascita e della morte di ciascun membro familiare o conoscente. Il legno di betulla è considerato sacro e con esso si costruiscono ancora oggi i tamburi degli sciamani e la cassa del kantele.

Dal termine koivu ha avuto origine il cognome analogo Koivu, oggi diffuso maggiormente nelle forme Koivunen, Koivula e Koivisto. Riguardo ai cognomi Koivu e Koivula «[colui che è] tra le betulle», non ci sono pervenute molte notizie: in base ai dati forniti dai registri del Väestörekisterikeskus e riportati dalla ricercatrice Sirkka Paikkala, sappiamo che essi sono stati registrati all'anagrafe per la prima volta nel 1890 (Paikkala 2004). Il cognome Koivisto «bosco di betulle» appartiene ai cosiddetti sotilasnimet «nomi di guerra, nomi di soldato» (20) ed era originariamente un soprannome [lisänimi], molto frequente tra i soldati di fila. Koivunen è tra questi il cognome più comune e può essere tradotto con «piccola betulla» o con il patronimico «figlio di Koivu».

L'area geografica in cui esso è maggiormente diffuso si estende dalle regioni occidentali Satakunta e Häme alla sponda orientale del lago Päijänne; nella suddetta area geografica sono interessati i comuni di Pori, Huittinen, Tampere e Ruovesi. Nella Finlandia orientale il cognome Koivunen è presente nei comuni di Taipalsaari e Suojärvi, nella Raja-Karjala o «Carelia di frontiera», dove nel XVIII secolo era in uso come toponimo. A Tampere si registra il seguente cambiamento: Hakala > Koivunen (in data 20 agosto 1892). Il cognome Koivunen raggiunge il picco di diffusione alla fine del XIX secolo; esso fa la sua prima comparsa ad Ikaalinen nel 1894, a Kärkölä nel 1879, a Lapua nel 1878, a Nummi nel 1889, a Pori nel 1882, a Tampere nel 1881 e nella Viipurin Maalaiskunta («comune rurale di Viipuri») nel 1883 (Paikkala 2004). Esso tuttavia è ancora molto frequente e oggi vi sono ben 8059 finlandesi che portano questo cognome (7635 Koivula, 2992 Koivu, secondo i dati forniti dai registri dell'anagrafe finlandese).
 

• SILTA

Presso i Finni, il ponte, in finlandese silta, è concepito come un luogo molto pericoloso, da cui tenersi lontano il più possibile. I Finlandesi hanno per lungo tempo considerato il ponte come mezzo di collegamento con l'aldilà. Credevano, inoltre, che presso i ponti e presso i mulini vi fossero delle divinità antropofaghe che prediligevano mangiare soprattutto i bambini. La studiosa Anita Seppilli mette in connessione la «sacralità dell'acqua» e il «sacrilegio della costruzione dei ponti che gettano un giogo sull'acqua e persino configgono dei piloni nel suo alveo sacro» (Seppilli 1977). La studiosa evidenzia che il Pontifex latino in origine era «colui che costruisce il ponte» cioè un «costruttore sacrale di una via varcante l'acqua» e un «manipolatore del sacrale pericoloso» (Corradi Musi, 1997).

Silta è tra quei cognomi finlandesi che erano già diffusi nel XVI secolo e di cui si hanno notizie anche negli atenei europei più importanti. In particolare nell'università di Rostock vi erano studenti dai cognomi Sylt e Sild (Grotenfelt 1902), che verosimilmente possono essere ricondotti al cognome finlandese Silta. Silta compare per la prima volta nel 1906 (Paikkala 2004) e, sebbene ancora esista, non è più molto diffuso: secondo i dati forniti dall'anagrafe finlandese, vi sono oggi appena quarantasei persone che portano questo cognome.

Molto più diffusa è invece la variante Siltanen, traducibile con «piccolo ponte», «del ponte» o «figlio di Silta» (in quest'ultimo caso la funzione di patronimico). Siltanen è uno dei più antichi cognomi della Finlandia orientale ed è naturalmente inserito nella tipologia Virtanen, poiché, come quest'ultimo, si presenta formato dal sostantivo silta e dal suffisso -nen. Verso la fine del XIX secolo il cognome è diffuso in modo omogeneo nella zona sud-occidentale dell'asse Miehikkälä-Kokkola, con eccezione della zona costiera di lingua svedese della Varsinais-Suomi. Il cognome compare nel 1880 per la prima volta a Jyväskylä, dove, come in molti altri comuni, era in origine un nome di abitazione o di terreno agricolo (Paikkala 2004).

Diversi cognomi sono stati cambiati in Siltanen: Vakkuri (in data 5 dicembre 1890), Sillanpää (nel 1889), Silander (a Suomusjärvi), Silvén (a Rauma) e Siila (a Sortavala nel 1907) (Paikkala 2004). Siltanen si è man mano diffuso nei villaggi di Kuru, Kerimäki, Sääksmäki e Sysmä, dove vi era, nel 1849, una tenuta dal nome Siltais, da cui presumibilmente gli abitanti presero il loro cognome.


• KARHU

L'orso, in finlandese karhu, è un animale importantissimo presso i Finni: basti pensare che esistono ben tre varianti del mito riguardante le sue origini. Nella prima variante si riteneva che l'orso, animale temuto e onorato, fosse nato da un batuffolo di lana gettato nell'acqua; nella seconda si raccontava che la sua nascita fosse avvenuta a nord nei pressi di un pino silvestre; nella terza versione invece si narrava che l'orso fosse disceso dal cielo, dove risiedeva vicino agli astri, su un fiore pieno di miele con una catena d'argento, in una culla d'oro. (Corradi Musi 1983)

Nel 1894, Ukko Timonen, originario di Kitee (Carelia del nord), rivelò all'etnografo Lönnbohm una formula per calmare gli orsi (Piludu 2007):

Missä ohto synnytelty
mesikämmen kiännätelty?
Tuolla ohto synnytelty,
mesikämmen kiännätelty:
ylähällä taivosessa,
Otavaisen olkapäillä.
Missä se alas laskettiin?
Hihnassa alas laskettiin,
hihnassa hopiisessa,
kultaisessa kätkyyssä,
sitte läks saloja samuumaan,
Pohjanmoata poloylakemaan.
Elä sorra sontareittä,
koa maion kantajoa,
enemp' on emoi(yla)lla työtä,
suur(i) vaiva vanhemmalla,
Jos Poikonen pahan teköö.
Dove Ohto [l'orso] è nato,
dove mai zampa di miele fu svezzato?
Lassù Ohto è nato,
zampa di miele fu svezzato:
lassù nel cielo,
sulle spalle dell'Orsa Maggiore.
Come ha fatto a scender giù?
Con un filo fu calato,
con un filo argentato,
in una culla dorata,
a vagabondar per i boschi,
a gironzolare per il nord.
Non schiacciare la coscia di cacca [la mucca],
non ammazzare chi porta il latte [la mucca],
ci sarà più lavoro per le mamme,
un grande dolore per i genitori,
se il ragazzone fa del male.
SKVR VII 5, loitsu 3932

Karhu - l'orso
[Ursus arctos]

Risulta particolarmente interessante il motivo che ha spinto il cantore a esprimere in versi il mito delle origini celesti dell'orso: secondo le regole non scritte del «canone magico finlandese», colui che conosceva le origini di qualcosa e le cantava, poteva assumere il controllo dell'oggetto in questione. Notiamo i due appellativi con cui fa riferimento all'orso: Mesikämmen «zampa di miele», che indica dolcezza e rispetto, e Poikonen «ragazzone», che sottolinea l'innocenza dell'orso richiamando la purezza dell'infanzia (Piludu 2007).

Presso i Finni tra i culti più antichi vi è proprio quello dell'orso, che prevedeva essenzialmente due fasi: l'uccisione dell'animale e la sua sepoltura, cui seguiva una grande festa. Nel culto dell'orso rivestivano grande importanza i karhunpeijaset «canti d'orso», con i quali ci si augurava una buona caccia, si salutava l'animale e se ne ricordavano i miti di origine. In particolare questi karhunpeijaiset erano dei veri e propri riti propiziatori dalla funzione magica: lo scopo era proteggere la comunità dal temibile spirito dell'orso (Laitinen 1995). La festa dell'orso rappresentava un atto di scusa per aver ucciso l'animale, in quanto il cacciatore lo uccideva per necessità ma al tempo stesso provava sensi di colpa, poiché sapeva che l'orso era un totem che poteva vendicarsi dall'aldilà. Era usanza, inoltre, bere il sangue dell'orso per impossessarsi della forza e dell'anima della bestia uccisa; infatti, il sangue è ancora oggi considerato veicolo di vita e dell'anima (Corradi Musi 1995).

Lo scrittore finlandese Arto Paasilinna ha sempre raffigurato gli animali, in particolare l'orso, come personaggi veri e propri, profondamente legati al mito. Nel suo romanzo L'anno della lepre [Jäniksen vuosi] ci descrive nei particolari il rito della caccia all'orso (Paasilinna 1975):

Suuri karhu luhistui jäälle, toista luotia ei tarvittu. Vatanen konttasi karhun luo, päästi veren sen kurkusta, se oli mustaa ja maksoittunutta. Vatanen joi sitä kaksi kourallista. Sitten hän istui altavan ruhon päälle ja sytytti savukkeen, viimeisen. Hän itki, ei tiennyt minkä takia, mutta itku tuli. Il grande orso si afflosciò sul ghiaccio, non ci fu bisogno di una seconda pallottola. Vatanen si trascinò carponi fino all'orso, gli squarciò la gola facendone uscire il sangue, un sangue nero, coagulato, ne bevve due sorsi nel cavo della mano. Poi si sedette su quel corpo enorme, e si accese una sigaretta, l'ultima. Piangeva, non sapeva perché, ma non poteva trattenere le lacrime.
Arto Paasilinna: L'anno della lepre
(Traduzione di Ernesto Boella)

La gran parte degli antichi cognomi della Finlandia orientale prende origine dai nomi di animali e tra questi vi è ovviamente Karhu; nella zona del Savo questi cognomi possiedono inoltre il caratteristico suffisso -nen, cosicché là risulterà più frequente la forma Karhunen, traducibile con «orsetto, figlio dell'orso». Karhunen e la forma femminile Karhutar «orsetta, figlia dell'orso» erano entrambi dei patronimici corrispondenti alle forme Karhun poika («figlio dell'orso», «figlio di Karhu») e Karhun tytär («figlia dell'orso», «figlia di Karhu») o Karhusen tytär («figlia dell'orsetto», «figlia di Karhunen»). Il cognome Karhu è oggi ancora diffuso in Finlandia, sebbene sicuramente meno rispetto alla fine del XIX secolo: nel 1876 a Savonlinna si registra il cambiamento Karhu > Salonen, nel 1877 Karhu > Koskinen (Paikkala 2004). Per quanto riguarda il cognome Karhunen nel 1880 si registra il seguente cambiamento: Karhunen > Karhu, con il ritorno dal patronimico al cognome di base (Paikkala 2004). La desinenza -nen in Karhunen è tipica del patronimico ed effettivamente la maggior parte dei cognomi della Finlandia orientale è nata su modello dei patronimici russi: il ruolo del suffisso -nen può essere quindi paragonato ai suffissi -ov/-ev, presenti per l'appunto nei più diffusi cognomi russi (Eliot 1890). Nel 1914 a Suonenjoki si registrerà un cambiamento di segno opposto: Lainen > Karhunen (Paikkala 2004). Il cognome Karhutar, come tutti i patronimici «femminili», non appartiene al sistema ufficiale dei cognomi, quindi è più difficile reperire su di esso notizie specifiche, poiché è generalmente associato al corrispettivo maschile Karhunen.

Nella seconda metà del XIX secolo esistevano ancora altri cognomi in onore dell'orso: Karhunmaa «terra dell'orso», trasformato nel 1891 in Rantanen «della riva, della sponda» (Paikkala 2004) e infine Karhukangas «brughiera dell'orso», definitivamente scomparso. Nei registri del Väestörekisterikeskus sono menzionati solamente Karhu e Karhunen: vi sono oggi 9133 Karhu e 5195 Karhunen, quindi possiamo concludere che l'orso è tuttora onorato dai Finlandesi già semplicemente nel loro cognome.
 

KOTKA

L'aquila, in finlandese kotka, è venerata non solo presso i Finni, ma presso tutte le popolazioni ugrofinniche: è l'unico animale capace di volare così in alto da fissare il sole e per questo motivo è nota anche come auringonlintu «uccello del sole». Insieme all'orso e ai palmipedi, l'aquila è uno dei principali animali totemici. Nei suoi viaggi iniziatici, lo sciamano indossa spesso un costume che riproduce le fattezze del suo «doppio», immaginato in forma vegetale o animale: l'aquila, considerata lo spirito guida per eccellenza, è uno degli animali che più frequentemente incarnano il «doppio» dello sciamano ed è spesso raffigurato anche sugli attrezzi che egli usa nei suoi viaggi magici o sul costume cerimoniale dello stesso sciamano. Questi spesso indossa anche un copricapo con piume dell'uccello.

Presso le popolazioni ugrofinniche imparentate con i Finlandesi e gli Ungheresi vi sono interessanti credenze: per gli Ugri dell'Ob', l'aquila è una divinità suprema in continuo contatto con gli sciamani, mentre presso le popolazioni della Buriazia meridionale si racconta che lo sciamano sia nato dall'unione di una donna con un'aquila divina; secondo un'altra credenza lo sciamano sarebbe nato dall'uovo dell'aquila (Corradi Musi 2007). L'aquila è in particolar modo protagonista di uno dei miti finlandesi della creazione: il mito dell'«uovo del mondo» (Corradi Musi 1983). In una versione di questo mito si racconta che un'aquila volava sopra il mare, in cerca di un posto piacevole in cui nidificare: in quel momento Väinämöinen stava facendo il bagno e l'aquila, scambiato il suo ginocchio per un'isola, vi costruì sopra il proprio nido di rame. L'aquila, covando, emanava talmente tanto calore che Väinämöinen spostò il ginocchio e l'uovo cadde nel mare: l'uovo, rompendosi, generò con la base del guscio la terra, con la parte superiore il cielo, con l'albume il sole, con il tuorlo la luna e con le altre parti le stelle.

L'aquila è profondamente rispettata e venerata ancora oggi, tanto che in Finlandia esiste anche una città dal nome Kotka e in particolare vi sono i cognomi Kotka e Kotkanen. Entrambi i cognomi sono in uso sin dagli ultimi anni del XIX secolo, sebbene non troppo diffusi; il 23 marzo 1906, sul giornale Giovane Finlandia [Nuori Suomi], Heikki Ojansuu pubblicò l'articolo Riguardo alla questione del cambiamento del cognome [Nimenmuuttokysymyksestä], sulle trasformazioni subite dai cognomi. Egli riteneva che i nomi di piante e animali fossero particolarmente adatti come cognomi e tra questi figurava anche Kotka, che poi effettivamente entrò in auge (21). Kotkanen («aquilotto», «figlio dell'aquila», «figlio di Kotka»), invece, è divenuto sempre meno diffuso, poiché con il passare del tempo si sono preferiti i cognomi di nuova generazione, privi del suffisso -nen. Già negli ultimi anni del XIX secolo i cognomi della tipologia Virtanen stavano diventando sempre più obsoleti, lasciando il posto a quelli appartenenti alla tipologia Laine.

Fino al 1891 il cognome Kotkanen era ancora piuttosto comune, come ci è testimoniato anche dai registri del primo liceo finlandese di Helsinki (22), e originariamente era un patronimico, proprio come la maggior parte dei cognomi appartenenti alla tipologia Virtanen. Secondo i registri del Väestörekisterikeskus, oggi vi sono 565 Finlandesi dal cognome Kotka, mentre si stimano appena quaranta Kotkanen: ciò conferma che con il passare del tempo i cognomi in -nen saranno sempre più rari.
 

SORSA e HANHI

Sorsa - l'anatra
[Anas platyrhynchos]
L'anatra e l'oca, in finlandese rispettivamente sorsa e hanhi, hanno una grande importanza presso i Finni e tutte le popolazioni ugrofinniche. I palmipedi sono, insieme all'aquila e all'orso, i principali totem: basti pensare che presso la popolazione ugrofinnica dei Mari, profondamente legata alla filosofia sciamanica, uno dei costumi nazionali femminili ha la parte superiore proprio a forma di becco d'oca (23). Secondo certe credenze, la protagonista del mito dell'«uovo del mondo», che abbiamo citato nel paragrafo precedente, non è un'aquila bensì un'oca o un'anatra. Nella mitologia finlandese e ugrofinnica in generale si immagina che i defunti con le forme di palmipedi volino lungo la Via Lattea fino all'«albero del mondo»: si immaginava che quest'ultimo arrivasse fino al cielo (Corradi Musi 2007). Nell'iconografia popolare ungherese, esso veniva riprodotto nell'immagine raffigurante un castello che ruotava sulla zampa di un'anatra (Corradi Musi 1983); anche nei ricami di molte popolazioni ugrofinniche vi sono spesso forme stilizzate di zampa di palmipede.

Nella produzione letteraria ungherese, in particolare nel regölés, compaiono spesso riferimenti magici, come la presenza delle ochette, generalmente messe in relazione con l'aldilà, come nel seguente testo (Rozsnyói 2002):

Adjon az Uristen
ennek az asszonynak
egy tehén alatt
száz köpü vajat,
egy lúd alatt
száz libafiat,
egy tyúk alatt
száz csirkefiat!
Hét ökör, régi törvény,
haj, regu rejtem, haj, regu rejtem, azt is megengedte
az a nagy Uristen.
Dia il Signore
a questa signora
cento paioli di burro
sotto una vacca,
cento ochette
sotto un'oca
cento pulcini
sotto una gallina!
Sette buoi, legge antica,
anche quello ha permesso
Il grande Dio nostro signore.
El-eljöttek földnek nyomán

I nomi in lingua finlandese di questi palmipedi hanno dato origine agli analoghi cognomi Sorsa e Hanhi, e poi alle varianti Sorsanen, Hanhinen, Hanhimäki e infine Hanhineva. Del cognome Sorsa non si hanno molte notizie, tuttavia si ritiene che esso sia entrato in uso all'incirca nella seconda metà del XX secolo. Molti Nieminen decisero di adottare in quel periodo il cognome Sorsa, poiché Nieminen era diventato fin troppo comune: il primo cambiamento Nieminen > Sorsa si registra nel 1940 a Maarianhamina (Paikkala 2004); in quell'occasione altri cittadini, invece, preferirono cambiare il proprio cognome in Stenmark «terreno di pietra», piuttosto che in Sorsa. Bisogna però ricordare che a Maarianhamina, capoluogo delle provincie autonome di Ahvenanmaa [Åland], la maggior parte degli abitanti era ed è tuttora di madrelingua svedese, quindi la preferenza per un cognome svedese (Stenmark), piuttosto che per uno finlandese (Sorsa) era prevedibile.

La forma Sorsanen («piccola anatra», «figlio dell'anatra») risale alla seconda metà del XIX secolo e appartiene al gruppo dei cognomi più antichi originari della Finlandia orientale: anch'esso, come molti dei cognomi della sua stessa tipologia, era in origine un patronimico. Secondo i registri del Väestörekisterikeskus, il cognome Sorsa è ancora oggi diffuso uniformemente in tutta la Finlandia (vi sono 4076 persone che portano questo cognome), mentre Sorsanen è presente prevalentemente nella regione del Savo e nella Carelia meridionale. Al contrario, Hanhi non è mai stato particolarmente diffuso e attualmente si stima che appena diciannove finlandesi portino ancora questo cognome: la forma Hanhinen («ochetta», «figlio dell'oca», «figlio di Hanhi») è senz'altro preferita ancora oggi. Hanhinen è appartenente alla classe di cognomi più antichi della tipologia Virtanen; esso compare per la prima volta a Jämsä nel 1898, dove all'anagrafe risulta una tale Ida Hanhinen (Paikkala 2004): oggi in Finlandia vi sono ancora 570 persone che portano questo cognome.

Meno frequenti, ma interessanti dal punto di vista etimologico e simbolico, sono le varianti Hanhineva e Hänhimäki. La prima ha il suo picco di diffusione tra il 1879 e il 1889 a Viipuri. Secondo i dati forniti dai registri del liceo classico di Viipuri, pubblicati nel 1929 (Paikkala 2004)), le tipologie di cognomi erano: (a) cognomi non finlandesi (prevalentemente di origine russa); (b) cognomi rari, che originariamente erano nomi di edificio o di proprietà terriera (tra questi vi è per l'appunto Hanhineva). Hahnineva si presenta formato da due parole, hanhi «oca» e neva, ermine ormai in disuso, indicante una palude desolata e umida (24): il cognome può essere quindi tradotto con «palude dell'oca», richiamando così l'immagine mitologica del palmipede che nuota nell'acqua.

Notizie della variante Hänhimäki si trovano nei registri dell'Istituto Nazionale Previdenza Sociale [Kansaneläkelaitos] (Paikkala 2004), secondo cui tale cognome era diffuso quasi unicamente nell'Etelä-Pohjanmaa (Ostrobotnia meridionale), in particolar modo nel villaggio di Alahärmä: qui Hänhimäki è rimasto in auge fino alla prima metà del XX secolo per poi essere sostituito da Rintanen. Hänhimäki è, come il cognome analizzato precedentemente, composto di due termini: hänhi «oca» e mäki «collina». Esso può essere ben tradotto con «collina dell'oca», suggerendoci così l'immagine di un luogo sacro, dove molto probabilmente era praticato qualche culto in onore dell'oca stessa (25).
 

HIRVI

L'alce, in finlandese hirvi, era considerato dai Finni un animale mitico; vi sono diversi componimenti, appartenenti alla produzione letteraria arcaica, che descrivono la nascita e la caccia dell'alce. Alla caccia dell'alce, cui seguono i relativi festeggiamenti, sono associati gli hirvenpeijaiset «canti dell'alce», che, come i karhunpeijaiset «canti dell'orso», avevano una funzione propiziatoria (Laitinen 1995). Presso le popolazioni ugrofinniche, è profondamente venerato anche il cervo, in finlandese saksanhirvi, appartenente alla stessa specie animale dell'alce. Il cervo è spesso ricorrente nei miti e nei culti legati alla renovatio della natura ed è spesso collegato, in modo simbolico, alle due tappe fondamentali della vita, ovvero la nascita e la morte: ciò avviene, poiché caratteristica peculiare del cervo è, infatti, quella di perdere le corna, che poi ricrescono nuovamente (Rozsnyói 2002 | Corradi Musi 1997 | Corradi Musi 2007). Il culto del cervo (sostituito dall'alce presso le popolazioni del nord) non è peculiare delle etnie ugrofinniche, ma ha rivestito una grande importanza anche nel mondo occidentale: basti pensare che riproduzioni, alcune molto semplificate, di cervo sono state scoperte tanto presso i Mari, quanto nella nostra Val Camonica.

Hirvi - l'alce
[Alces alces]

Il termine finlandese hirvi ha dato origine al cognome analogo, diffuso anche nella forma Hirvinen e poi nelle varianti Hirvilä e Hirvikanto. Hirvi è oggi molto più diffuso rispetto alla forma più antica Hirvinen; infatti, esso appartiene alla tipologia di cognome Laine, che ha per buona parte sostituito gli antichi cognomi in -nen. Informazioni interessanti riguardo alla trasformazione dei cognomi ci sono fornite dall'Università di Helsinki: fino al 1850, i cognomi finlandesi in uso erano esclusivamente quelli originari della Finlandia orientale, ma, negli anni successivi, cominciarono a comparire nei registri dell'università nuovi cognomi, ispirati a nomi di abitazioni o di località di origine (Paikkala 2004). Questi «nuovi» cognomi erano tuttavia sempre terminanti in -nen e tra essi vi era anche Hirvinen: risulta che presso l'università di Helsinki, nel 1855, era studente un tale Salomon Hirvinen, originario della località Hirvilä, situata nei pressi del comune di Ylihärmä (Paikkala 2004). Dobbiamo precisare che lo stesso Hirvilä è stato un cognome molto diffuso, in particolar modo tra i sacerdoti, fino al 1834, quando si trasformò definitivamente in Hirvinen (Paikkala 2004). Hirvilä è formato da hirvi con l'aggiunta del suffisso -, che ha generalmente valore locativo: questo vocabolo è molto probabilmente una variante del termine hirvelä «luogo dove dimorano gli alci» o potrebbe anche significare «discendente dall'alce», considerando che in certi casi il suffisso - ha valore diminutivo o indica origine o discendenza.

Il cognome Hirvikanto «traino dell'alce» nasce nel 1906 durante le celebrazioni della «Giornata di Snellmann», cui abbiamo accennato nei capitoli precedenti: molti cittadini, tra cui anche uomini di stato, decisero di abbandonare i propri cognomi, generalmente di origine svedese, per adottarne dei nuovi in lingua finlandese. In particolare il procuratore Von Hellens decise di adottare proprio il cognome Hirvikanto, anche per non abusare ulteriormente di cognomi già troppo diffusi, quali Virtanen, Koskinen, Nieminen e simili (Paikkala 2004). Attualmente i registri del Väestorekisterikeskus ci forniscono i seguenti dati: vi sono 1417 Hirvi e 528 Hirvinen, quindi anche in questo caso predomina la forma più nuova, appartenente alla tipologia Laine.
 

SUSI

Il lupo, in finlandese susi, è, per i Finni e le altre popolazioni ugrofinniche, un animale oscuro ed esoterico: esso è generalmente collegato alla licantropia e nell'iconografia popolare è spesso raffigurato con fattezze animali e umane. Non solo presso i popoli ugrofinnici, ma anche nel mondo occidentale, si è sentito spesso parlate del lupo mannaro: in Lapponia, in Finlandia e in Svezia si credeva che fosse possibile essere trasformati in lupi per mezzo di incantesimi o riti magici e che gli spiriti malevoli sfruttassero questa metamorfosi per ostacolare un amore fedele. In molte leggende finlandesi, si raccontava che fosse il coltello rubato da un lupo e trovato in possesso di un essere umano il segno di riconoscimento del licantropo (Corradi Musi 1995). Il lupo è anche collegato, insieme con gli animali precedentemente analizzati, al totemismo: durante le lotte rituali e i viaggi visionari, l'anima degli sciamani, o meglio il loro «doppio», poteva assumeva una forma animale, compresa quella del lupo. In particolare, il lupo mannaro era interpretato come una metempsicosi temporanea, anticipatoria della trasformazione finale che sopraggiungeva con la morte, quando l'anima poteva assumere le sembianze del lupo (Corradi Musi 1995).

Nella produzione letteraria troviamo una storia che trae spunto proprio dalla licantropia: ci riferiamo al romanzo La sposa del lupo [Sudenmorsian], scritto nel 1928 da Aino Kallas. Il romanzo racconta la storia di Aalo, sposata con una guardia forestale e trasformata da Satana in lupo mannaro; nonostante il marito avesse notato in lei le caratteristiche tipiche di una strega (i capelli rossi e il marchio di strega sotto il seno sinistro), decise ugualmente di sposarla. Aalo, tuttavia, non riusciva a resistere alla chiamata dello spirito dei boschi e quindi usciva ogni notte per andare a correre nella foresta con i suoi amici lupi. Ecco com'è descritta la trasformazione della fanciulla in lupo mannaro (Kallas 1928):

Vaan Aalo heitti sudennahan harteillensa, ja kohta hän tunsi ruumiillisen muotonsa tuiki tuntemattomaksi muuttuvan, niin että hänen rumiinsa valkia iho peittyi takkuiseen karvaan, hänen piskuinen näköpäänsä soukkeni suden teräväksi kuonoksi, hänen vähät sorjat korvansa vaihtuivat suden pystykorviksi, hampaat raateleviksi torahampaiksi, ja kynnet metsänpedon käyriksi kynsiksi. […] Mutta tästä lähtein oli Aalo kadotuksen oma ja liitossa Saatanan kanssa, ja hän alkoi juosta ihmissutena Loksperin noitain lailla, niin että hänellä oli niinkuin kaksi elämätä, koska hän vuoroin oli susi ja vuoroin ihminen. Così Aalo si coprì le spalle con la pelle del lupo, e presto sentì le sue forme corporee trasformarsi in qualcosa di estremamente sconosciuto, cosicché la bianca pelle del suo corpo venne ricoperta da peli arruffati, il suo volto minuto si assottigliò nel muso appuntito di un lupo, le sue piccole orecchie delicate si trasformarono nelle orecchie diritte di un lupo, i denti in zanne acuminate, e le unghie in artigli ricurvi. […] Ma a partire da questo momento Aalo visse nella dannazione e in alleanza con Satana, e, con le sembianze di lupo mannaro, cominciò a correre come gli spiriti di Loksperi, come se ella avesse due vite, poiché a volte era lupo e a volte umana.
Aino Kallas: La sposa del lupo (26)
(Traduzione di Flavia Di Luzio)

Dal termine susi ha avuto origine l'analogo cognome che è ancora oggi diffuso in tutta la Finlandia. Susi è uno dei cognomi finlandesi più antichi, come del resto lo sono molti dei cognomi che hanno origine da nomi di animali: la forma Susinen («lupetto», «figlio del lupo») era in origine diffusa in modo omogeneo in tutta la regione del Savo, mentre la variante Susi, priva del suffisso -nen, è specifica del villaggio di Kannas, nei pressi di Savonlinna. Alla fine del XIX secolo sono stati registrati dei cambiamenti di cognome che hanno determinato una diminuzione di Susi in Finlandia: Susi > Peltonen (in data 14 agosto 1883 nel comune rurale di Viipuri) e Susi > Saares (nel 1905) (Paikkala 2004). Secondo i registri del Väestorekisterikeskus, la forma Susinen è ormai quasi del tutto scomparsa, mentre per quanto riguarda Susi, vi sono ancora 1244 persone che portano questo cognome ed esse risiedono prevalentemente nella regione del Savo e nella zona di frontiera russocareliana.

I COGNOMI LEGATI ALLO SCIAMANESIMO
 

RUMPUNEN

Tamburi sciamanici

Tipici tamburi utilizzati dagli sciamani euroasiatici nella kamlenie. I disegni sono rappresentativi della cosmologia sperimentata dagli sciamani stessi durante i loro viaggi estatici.

Il tamburo, in finlandese rumpu, è usato in tutto il mondo come strumento di iniziazione e accompagnamento alla trance sciamanica e al viaggio magico. Lo sciamano, infatti, per accompagnare la propria entrata in trance e il proprio viaggio, batte il tamburo sempre più forte, così riproducendo oggettivamente i battiti del proprio cuore; sul tamburo sono spesso raffigurati determinati elementi naturali, come ad esempio il sole, la luna, l'albero e la svastica, concepita come simbolo del sole nascente. Il tamburo è costruito con il legno di betulla, considerato sacro presso i Finni e tutte le popolazioni ugrofinniche; si ritiene che questo strumento sia particolarmente di aiuto nei processi di guarigione attuati dallo sciamano, poiché capace di determinare specifici stati psicologi e fisici. Sono state condotte delle ricerche dal punto di vista scientifico ed è stato evidenziato come il suono percussivo del tamburo sia in grado di potenziare o attivare determinati processi o qualità, fisici e mentali, garantendo così la perfetta riuscita della guarigione sciamanica. Si parla proprio di una diversa risposta del sistema immunitario nella fase precedente al battere il tamburo e nella fase immediatamente seguente (Harner ~ Tryon 1992).

Ancora oggi in Finlandia esiste il cognome Rumpunen, traducibile con «piccolo tamburo» o semplicemente «tamburino». Il cognome ha raggiunto la diffusione massima nella seconda metà del XIX secolo, per poi essere in parte oscurato da altri cognomi: nel 1879 si registra il cambiamento Rumpunen > Laakso (Paikkala 2004), che testimonia ancora una volta l'uso di sostituire un antico cognome di tipologia Virtanen con uno più nuovo del gruppo Laine.

Rumpunen è ancora oggi diffuso negli stessi territori dove è entrato in uso per la prima volta, in altre parole la regione del Savo e l'Etelä-Karjala (Carelia meridionale). In base ai dati forniti dai registri del Väestörekisterikeskus si stimano appena 283 Rumpunen residenti ancora oggi in Finlandia.
 

ARPIAINEN

Il cognome Arpiainen, presente anche nella variante Arponen, può essere accostato etimologicamente a diversi termini finlandesi che richiamano la figura dello sciamano: arpoa «sorteggiare», arpoja «colui che prevede il futuro, indovino» e arva «sorte». La figura dell'arpoja è, infatti, presente nel folklore finlandese ed equivale a quella del nostro «indovino», capace di svelare ciò che riserva la sorte. Presso i popoli ugrofinnici, l'arpoja è punto di riferimento per la comunità, che vede in lui una guida tra le contraddizioni dell'esistenza e un tramite attraverso cui conoscere ciò che il destino riserva per l'umanità.

Purtroppo, per quanto riguarda il cognome Arpiainen e la variante Arponen non vi sono molte notizie riguardo alle loro origini, sebbene si ritiene che questi cognomi siano entrati in uso per la prima volta nella Finlandia orientale, per poi diffondersi fino alla costa occidentale, in particolare nella città di Rauma. La forma Arponen è oggi più diffusa in confronto ad Arpiainen: secondo i registri del Väestörekisterikeskus, vi sono 1821 Arponen e 673 Arpiainen, concentrati prevalentemente nella Finlandia orientale.
 

PARANTAINEN

Cosmologia finnica

A - La volta del cielo. B - La stella polare. C - La colonna che sostiene il cielo. D - Kinahmi, il gorgo nel quale sprofonda la colonna. E - Pohjola, la terra del nord. F - Mondo abitabile. G - Lintukoto, l'orlo del mondo. H - Tuonela, il regno dei morti.

<it.wikipedia.com>

Il cognome Parantainen è etimologicamente da mettere in relazione con il verbo finlandese parantaa «guarire» e con il sostantivo parantaja «guaritore, guaritrice». Nei paragrafi precedenti abbiamo già accennato all'importanza del processo di guarigione attraverso cui lo sciamano risana la persona malata. La malattia era spesso immaginata come uno spirito malvagio che penetrava nel corpo e da cui il malato poteva essere liberato solamente a opera del «guaritore». L'acqua, sacra e sacrilega, aveva un ruolo importante nel processo di guarigione: lo sciamano, se benevolo e incline a portare il bene nella propria comunità, si immergeva nell'acqua per aiutare e guarire i malati; se era malefico, al contrario, gettava le malattie nell'acqua, trasformandosi così in un seminatore di morte. Parantainen è entrato in uso come cognome per la prima volta nella seconda metà del XIX secolo, precisamente intorno al 1872, a Jyväskylä e dintorni. Esso era diffuso in particolare nello Jyväskylän Maalaiskunta (il comune rurale di Jyväskylä), sebbene fosse destinato a diventare sempre più raro.

Al giorno d'oggi, stando ai registri del Väestörekisterikeskus, vi sono 590 Finlandesi che possiedono ancora questo cognome e risiedono, per l'appunto, nei dintorni di Jyväskylä e in minima parte nella regione del Savo.
 

TIETÄVÄINEN

Il termine tietäväinen, da cui ha preso origine l'analogo cognome qui analizzato, è traducibile con «colto, sapiente». Esso può essere etimologicamente associato al verbo tietää «conoscere, sapere» e al sostantivo tietäjä «sapiente, profeta, indovino». Il tietäjä, in altre parole lo sciamano, è «depositario della scienza occulta e delle esperienze intellettuali di ogni singolo componente della collettività» (Corradi Musi 1983), guida la sua comunità nelle contraddizioni e nelle incertezze dell'esistenza, di cui l'uomo rifiuta la caducità e al tempo stesso l'assenza di limite. Egli è l'eroe civilizzatore, «psicoterapeuta moderno», fonte di saggezza e di serenità per coloro che cercano un punto di riferimento in una vita che spesso si rivela piena di difficoltà e di imprevisti (Corradi Musi 2002).

Il tietäjä, inoltre, formulava in strofe le sue conoscenze che dovevano essere cantate, e si accompagnava con il tamburo sacro [kannus], ornato di figure simboliche (Corradi Musi 1983). Il cognome Tietäväinen ha origine dal participio presente del verbo tietää, vale a dire tietävä «[colui che] sa, sapiente» e può essere messo in stretta relazione con il sostantivo tietäjä, che possiede un significato analogo. Questo cognome apparve già alla fine del XIX secolo con ortografia Tietäwäinen, e apparteneva alla tipologia Virtanen, di cui fanno parte i cognomi finlandesi più antichi; le aree geografiche in cui era più diffuso sono la regione del Savo e la Carelia. La maggior parte di coloro che possiedono questo cognome vivono ancora oggi nelle aree geografiche menzionate e, in base ai dati forniti dal Väestörekisterikeskus, si ritiene che vi siano in Finlandia 748 Tietäväinen.

CONCLUSIONE

I cognomi analizzati nei capitoli precedenti rappresentano una testimonianza viva dell'influenza che, sui cognomi finlandesi in generale, hanno avuto e hanno tuttora la mitologia e la filosofia sciamaniche. La maggior parte delle ricerche condotte in precedenza sui cognomi finlandesi ha avuto come scopo quello di farne un'analisi linguistica e definirne il contesto storico di origine.

Il nostro lavoro si è orientato, invece, in una direzione differente: trovare le maggiori connessioni possibili tra i cognomi e il folklore finlandese, approfondendo in particolare gli aspetti legati allo sciamanesimo e alla mitologia. Sulla base del materiale raccolto, riteniamo di poter affermare che nei toponimi, nei nomi e, nel caso specifico qui analizzato, nei cognomi, si rispecchiano i caratteri dell'identità nazionale finlandese: studiando i cognomi appartenenti a differenti periodi storici si nota immediatamente la grandissima importanza che essi hanno rivestito nello sviluppo dell'identità nazionale, facendo sì che i Finlandesi fossero finalmente fieri della propria «finnicità».

NOTE
 

1 — Secondo Carla Corradi Musi, «Pur essendo in stretta connessione con le identità etniche specifiche e richiedendo studi etnosemiotici di tipo regionale, lo sciamanesimo possiede una struttura generale inconfondibile, con le relative simbologie, che può costituire un modello di riflessione e di confronto anche per l'uomo dei nostri giorni, alle prese con i problemi connessi con la salvaguardia della natura, con l'inserimento sociale, con il mantenimento dell'identità individuale e di gruppo» (Corradi Musi 2002). RITORNA

2 — Un esempio è l'applicazione dello sciamanesimo in campo musicale, in particolare modo nella musica cosiddetta trance, ballata in discoteca dai giovani di tutto il mondo. Vi sono gruppi, tra cui i Värttinä, che utilizzano gli strumenti musicali tradizionali, ricreando sonorità che hanno le proprie radici in Carelia e in Siberia. RITORNA

3 — Per comprendere meglio il rapporto tra vita e acqua, si pensi al liquido amniotico. RITORNA

4 — Una ricercatrice finlandese, Sirkka Paikkala, ha pubblicato il libro Quel così comune Virtanen [Se tavallinen Virtanen], in cui spiega le ragioni di una così grande frequenza di cognomi quali per l'appunto Virtanen, Nieminen, Koskinen e Lahtinen (Paikkala 2004). RITORNA

5 — Questi registri forniscono informazioni riguardo alla diffusione dei cognomi e dei nomi presenti ora e in passato sul territorio finlandese. Essi sono oggi conservati a Helsinki, presso gli uffici dell'anagrafe di Tynnyrintekijänkatu, e consultabili sul sito internet <www.vaestorekisterikeskus.fi>. RITORNA

6 — La trasformazione Grönholm > Väinämöinen risale al 03 gennaio 1899 ed è confermata dai registri anagrafici della città di Turku. I Registri anagrafici del Municipio di Turku [Turun maistraatin väestörekisterit], sono reperibili presso gli uffici municipali di Turku, in Aurakatu. Tornando ai cognomi precedentemente citati, non è chiaro se esista un legame effettivo tra essi, poiché bisogna precisare che Väinämöinen ha origine dalla denominazione finnica del fiume Dvina/Väinä, mentre Grönholm significa «isolotto verde». RITORNA

7 — Con il termine kantatalo si intende una proprietà terriera a conduzione familiare, intorno alla quale nel corso del tempo si è formato un centro abitato (per esempio un kylä, che significa «villaggio»). RITORNA

21 Prima di forgiare il Sampo, Ilmarinen costruisce come prova un mulino di farina, un altro di sale e infine uno di monete (Corradi Musi, 1983: 161). 10

8 — È sufficiente pensare alla banca finlandese Sampo o al nome di strada Sammonkatu «via del sampo», presente in molte città e villaggi finlandesi. Ilmarinen, invece, è il nome di un'antica kantatalo nella cittadina di Lieto ed è presente nei nomi composti di alcuni villaggi nei pressi di Vehmaa e Loimaa. RITORNA

9 — La «Giornata di Snellman» è stata celebrata il 12 maggio 1906, nel centenario della nascita del filosofo e statista Johan Vilhelm Snellman (1806-1881), fautore del riconoscimento della lingua finlandese. Nel 1906, in occasione di questa festività, sia gli uomini di stato, sia i comuni cittadini, sostituirono il proprio cognome di lingua svedese con uno finlandese, in onore della propria finnicità. Nel 1952 lo Snellmanin päivä è stato inserito ufficialmente nel calendario e dal 1978 è noto come Suomalaisuuden päivä «Giornata della finlandesità». RITORNA

10 — Articolo dal titolo Occorre farlo! Dichiarazione sull'adozione dei cognomi finlandesi [Tehtäwä! Julistus suomalaisten sukunimien ottamiseksi], scritto da Johannes Linnankoski, sotto lo pseudonimo Syrjästäkatsoja «colui che guarda dall'esterno» e pubblicato sulla rivista La nuova finlandese [Uusi Suometar] in data 19 marzo 1906. Secondo Johannes Linnankoski, «per i giardinieri andrebbe bene il cognome Oksanen e per i mugnai Sampo. Per le persone che svolgono altre professioni, non sappiamo ora quali nomi adatti proporre. Forse altre persone più sagge li possono inventare. La cosa più importante è che non vi siano troppi Koskinen» [puutarhureille sopisi nimi Oksanen ja mylläreille Sampo. Muille ammattilaisille emme tällä kertaa tiedä sopiwiä nimiä ehdoitella. Ehkä muut wiisaammat sellaisia keksiwät. Pää-asia onkin waan ettei tule liian paljon Koskisia] (Linnankoski 1906). Ricordiamo che Oksa significa «ramo» e Koski «rapida». RITORNA

11 — Henrik August Reinholm scrisse in proposito: «Patronimico: ugualmente antico come il cognome, presso i Finlandesi vi è il patronimico. Verosimilmente già in tempi più antichi il cognome si forma dal patronimico, es. Lemminkäinen da Lemmin poika» [Fadersnamn: lika gammalt som familjenamnet, är hos Finnarne namnet efter far.Sannolikt bildades redan i fordna dagar familjenamn-former af fadersnamn, t.ex. Lemminkäinen af Lemmin poika] (Reinholm 1853). RITORNA

12 — Informazioni ottenute consultando i registri anagrafici e i documenti storici in possesso delle parocchie finlandesi sul sito internet <hiski.genealogia.fi> (Seurakuntien historiakirjojen hakuohjelma). Il servizio è a cura della Suomen Sukututkimusseura «Società genealogica finlandese», fondata nel 1917 e i cui uffici hanno sede a Helsinki, in Liisankatu, dove è possibile visionare tutti i materiali messi a disposizione per via elettronica. RITORNA

13 — Secondo Pertti Lepistö, «il periodo della rinascita si è rafforzato negli anni Ottanta e ha avuto il suo culmine negli anni Novanta, quando il kantele ha acquisito la posizione che merita, a lungo non riconosciuta. Molto si deve al lavoro del professor Martti Pokela, Grand Old Man del kantele, e padre del kantele moderno. In particolare, il chitarrista rock Albert Järvinen compose nel 1991 il brano Rise of Kantele e il gruppo CMX nel 1995 il brano Rautakantele «kantele di ferro». […] Tra i Finlandesi che portano nei geni il mondo kalevaliano potremmo citare Ville Valo e il suo gruppo rock HIM oppure Tuomas Holopainen e il suo gruppo Nightwish: le loro musiche sono piene di melancolie kalevaliane, di cui il kantele è diventato il simbolo» (Lepistö 2007). RITORNA

14 — I cognomi finlandesi più frequenti sono divisi essenzialmente in due gruppi: (a) tipologia Virtanen; (b) tipologia Laine. RITORNA

15 — Si assiste a una vera e propria «moda» dei cognomi e ogni epoca vede prevalere una determinata tipologia di cognomi. Nel periodo successivo alla pubblicazione della versione definitiva del Kalevala, si assiste ad un vero successo dei cognomi che traggono origine dai nomi dei personaggi del poema. RITORNA

16 — Frans Ahlman notò: «Spesso mi è venuto in mente il fatto che a Häme i contadini non hanno cognomi. […] Nei libri chiamiamo ogni proprietario terriero con il nome della propria tenuta, unito al nome di battesimo, es: Matti Seppälä, Kustaa Anttila etc.» [Usein on johtunut mieleeni se seikka, kun ei Hämeessä talon-pojilla ole sukunimiä. [...] Jokainen talon-isäntä nimitetään kirjoissa talonsa nimellä oman ristintä-nimensä kanssa yhdessä, es: ksi Matti Seppälä, Kustaa Anttila j.n.e.] (Ahlman 1862). RITORNA

17 — Seppälä è anche il nome di una catena di negozi di abbigliamento e oggettistica, presente nelle più grandi città finlandesi. RITORNA

18 — Secondo Carla Corradi Musi, nelle credenze dei Voguli i defunti-uccelli erano guidati dal «principe papero», cioè da Mir-susne-um, «l'uomo che sorveglia il mondo», che a volte prendeva l'aspetto di cigno o di gru. A questi miti degli uccelli migratori si riallaccia il mito mordvino-erza del cigno mandato sulla terra da Nišk' e-Paz, primogenito del creatore, per osservare la vita degli uomini, o quello magiaro della fata Ilona che volava, in forma di cigno, lungo la Via Lattea, detta anche «sentiero delle fate». (Corradi Musi 2007). RITORNA

19 — Il cognome Vähäkannus è particolarmente interessante, sebbene sia stato in uso per un brevissimo periodo: esso è traducibile con «piccolo tamburo sacro» e contiene, per l’appunto, il termine kannus, con il quale si soleva indicare il tradizionale tamburo sacro, ornato di figure simboliche e usato dallo sciamano finnico per i suoi riti magici. RITORNA

20 — «Generalmente chiamiamo nomi di guerra [sotilasnimet] i soprannomi dei soldati di fila o i cognomi che hanno avuto origine da essi» [Sotilasnimiksi nimitetään yleensä ruotussotilaiden lisänimiä tai sellaisista syntyneitä sukunimiä] (Mikkonen 1974 | Mikkonen 1986). RITORNA

21 — Secondo Heikki Ojansuu, «La forma più diffusa e più antica delle tipologie di nomi finlandesi è quella terminante in -nen, che nella Finlandia orientale è tuttora quasi l'unica. Scontenti di queste tipologie di cognomi, sarebbero da evitare quei comuni Koskisia, Virtasia, Vuorisia, Leppäsiä, etc. […]. La traduzione diretta dei cognomi svedesi in finlandese è riuscita bene relativamente, perciò non la consiglio particolarmente. Al contrario i nomi che si riferiscono alle caratteristiche esteriori o interiori di piante e animali sono assolutamente da consigliare (Ilves, Kontio, Kotka, Jäkälä, Vaahtera, Jylhä, Jäykkäniska). Si evitino i nomi, la cui declinazione non segue il normale schema previsto dalla lingua finlandese (Kannel, Auer, Tanner)» [Suomalaisten nimityyppien vanhin ja yleisin muoto on nenloppuinen, joka vielä Itä-Suomessa on melkein yksinomainen. Näitä valittaessa olisi vältettävä noita tavallisia Koskisia, Virtasia, Vuorisia, Leppäsiä j.n.e. [...] Suora käännös ruotsalaisesta nimestä suomalaiseksi on verrattain harvoin onnistunut, joten en katso voivani sitä erityisesti suositella. Sen sijaan ovat eläinten ja kasvien nimet tai ulkonaiseen tai sisäiseen ominaisuuteen viittavat nimet mielestäni erittäin suositeltavia (Ilves, Kontio, Kotka, Jäkälä, Vaahtera, Jylhä, Jäykkäniska). Kartettakoon nimiä, joiden taivutus ei oikein luonnu kielen tavallisiin taivutussuhteisiin (Kannel, Auer, Tanner)] (Ojansuu 1906). RITORNA

22Helsingin lyseo, 1951; pp. 128, 141, 145, 147, 152, 157, 159. RITORNA

23 — Nozioni acquisite nel corso del seminario di filologia ugrofinnica (anno accademico 2006/2007) riguardante lo sciamanesimo presso i Mari e i Buriati. RITORNA

24 — È stato piuttosto difficile scoprire il significato di questo termine, ormai obsoleto. Questo vocabolo, infatti, non è né menzionato sui dizionari, né conosciuto dalla gran parte dei Finlandesi; tuttavia è stato possibile ottenere chiarimenti da alcuni cittadini residenti a Jyväskylä, dove neva era di uso comune. RITORNA

25 — In Finlandia esisteva anche il cognome Sonnimäki, che tra l'altro è ancora oggi un nome di località, traducibile con «collina del toro». Si trattava probabilmente di un luogo sacro in cui si praticava il sacrificio del toro, animale di grande importanza per i Finni. Riteniamo che una spiegazione etimologica analoga sia pertinente anche al cognome Hanhimäki. RITORNA

26 — Estratto del romanzo La sposa del lupo [Sudenmorsian], scritto nel 1928 da Aino Kallas, reperibile in lingua finlandese sul sito <http://koulut.tampere.fi>. La traduzione è nostra. Il romanzo non è mai stato pubblicato in italiano. RITORNA

L'AUTRICE

Nata a Chieti e residente a Pescara, Flavia Di Luzio si è laureata nel 2008, a Bologna, in Lingue e Letterature Straniere, con curriculum in Scienze del Linguaggio. La sua tesi, portata in Filologia Ugrofinnica, Mitologia e sciamanesimo nei cognomi finlandesi, è qui pubblicata. Attualmente è in pausa di riflessione ed è in via di trattative per alcuni progetti linguistici. Sta scrivendo diversi articoli inerenti la sua tesi di laurea e altri argomenti di pertinenza filologica, e si sta dedicando alla traduzione in italiano del Mythologia Fennica di Cristfried Ganander. Progetta di specializzarsi in Filologia Ugrofinnica e nell'insegnamento di italiano per stranieri. Autentica poliglotta, parla italiano, inglese, finlandese, norvegese, svedese, ungherese, polacco, francese, con nozioni di spagnolo, tedesco, serbo-croato, sloveno, cèco, bulgaro, russo, slovacco, rumeno, catalano ed estone.

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Rubrica: Articoli - Alonso Quijano
Area: Finnica - Vaka Vanha Väinö
Testo di Flavia Di Luzio (2008)

Creazione pagina: 01.07.2009
Ultima modifica: 06.05.2010

 
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