|
INTRODUZIONE Il popolo finlandese ha sempre dimostrato di avere un forte legame con le
proprie
radici e tuttora dimostra di saper vivere in perfetto equilibrio tra modernità e
tradizione, salvaguardando i propri usi e costumi.
La cultura finnica non è molto nota ed è spesso percepita erroneamente come
identica a quella della vicina Svezia e della Norvegia ma possiamo constatare
che,
ultimamente, l’interesse nei confronti della Finlandia sta crescendo sempre più,
grazie anche a numerosi gruppi musicali finlandesi, famosi a livello
internazionale.
In particolare intendiamo sottolineare come la mitologia e la filosofia connesse
con la visione sciamanica del mondo siano presenti quotidianamente nella vita di
ogni finlandese: nomi di strade, di città, di enti pubblici e specialmente i
cognomi
sono testimonianze di un'antica cultura che non muore mai e di cui la Finlandia
va
fiera.
Lo sciamanesimo non è una religione, ma piuttosto un sistema di credenze
dinamico e duttile, aperto al mondo che lo circonda e che può essere definito
come una vera e propria «grammatica del corpo e della mente»
(Hoppál 2002), in quanto
rappresenta un modo peculiare e ancora in auge di interpretare la realtà,
scoprendone i significati più nascosti, o meglio i «simboli»
(1).
In Finlandia attualmente lo sciamanesimo è di grande «tendenza» in tutte le
fasce
di età e si applica straordinariamente a tutti i campi della cultura
(2): esso
viene
inoltre definito punk-shamanism proprio per indicarne le forme giovanili
o d'avanguardia, che stanno trovando terreno sempre più fertile a partire
dalla capitale Helsinki.
Partendo da questa concezione del mondo, i Finlandesi,
proprio come tutti i popoli ugrofinnici, vivono in simbiosi con la natura che li circonda, rispettandola in
modo esemplare, e, inoltre, mostrano una grande consapevolezza etnica e una
profonda coscienza individuale.
Desideriamo qui mettere in evidenza l'ampia presenza di elementi
mitologici e sciamanici nei cognomi finlandesi.
A tale proposito, dalle interviste fatte ad alcuni giovani finlandesi è emerso
che
essi non hanno informazioni precise sulla storia e il significato del proprio
cognome, forse proprio perché non sono mai state messe in luce le relazioni
profonde che vi sono tra cognomi e folklore.
Sono state condotte molte ricerche sui cognomi finlandesi, ma puramente dal
punto di vista etimologico e storico, trascurandone così il significato
simbolico
mitologico-esoterico.
In questo lavoro prenderemo in considerazione i cognomi che riteniamo essere tra
i più interessanti da analizzare e da mettere in relazione con i miti e le
leggende
appartenenti alla tradizione popolare finlandese.
Per concludere, faremo delle riflessioni sulle ricerche e sui lavori svolti,
cercando
di fare una stima approssimativa riguardo alla frequenza con cui il mito e la
filosofia dello sciamanesimo lasciano traccia nei cognomi finlandesi, tenendo
ovviamente conto anche del contesto storico, cui appartengono i cognomi
analizzati. |
|
I COGNOMI LEGATI AL CULTO DELL'ACQUA
Il culto dell'acqua presso i Finni ha origini antichissime: tutti i fiumi, i
laghi, le
sorgenti e anche il mare possedevano il proprio spirito che soleva apparire
sotto
la forma di un pesce particolarmente grande e dall'aspetto particolare. Esisteva
anche lo spirito generale dell'acqua, Veden-Haltija, che
appariva generalmente sotto forma di donna. Lo sciamanesimo stesso attribuisce una grande importanza all'acqua, vista come
simbolo di vita (3), di purificazione e in particolar modo come elemento naturale iniziatico.
Per evidenziare l'importanza dell'acqua nei riti sciamanici, ricordiamo che lo
sciamano guaritore deve spesso immergersi in essa per aiutare il malato
bisognoso
di aiuto.
L'acqua rappresenta ancora oggi un elemento di fondamentale importanza per i
Finlandesi, e ciò trova testimonianza anche nel mondo letterario, precisamente
nel
romanzo della scrittrice Leena Lander,
La casa del felice ritorno, in
cui
il popolo finlandese è definito il più acquatico d'Europa, i cui occhi
tranquilli e
fissi tradiscono una parentela con gli occhi dei pesci e la cui pelle è
trasparente
come la superficie di uno stagno, e i capelli di un biondo liquido.
Anche il panorama è descritto dettagliatamente: la neve e l'acqua sono gli
elementi naturali che la Lander attribuisce ai Finlandesi. Secondo la
scrittrice, la vegetazione che spunta per il tempo di una
breve estate suggerisce agli occhi dell'osservatore una
visione acquatica: un regno di batraci umanoidi, interamente
circondato dal mare e invaso da acque interne e laghi, a
loro volta disseminati di isole. (Lander
1997)
 |
|
Il lago Päijänne |
I laghi rappresentano la linfa vitale della Finlandia: sono
circa
centonovantamila e
la
maggior parte di essi si trova nella zona sud-orientale del paese, nella
cosiddetta
Finlandia lacustre [Järvi-Suomi].
Il culto rivolto all'acqua e ai vari spiriti connessi con essa trova
testimonianza nei
cognomi finlandesi. In Finlandia si sentono spesso pronunciare le parole: järvi «lago»,
virta «ruscello», joki «fiume», lahti «baia»,
ranta «spiaggia», koski «rapida», saari «isola» e
niemi «promontorio».
Le suddette parole ricorrono sorprendentemente nei cognomi finlandesi più
diffusi:
- Järvinen ~ Järvenpää ~ Järvi
- Virtanen
- Jokinen ~ Jokela
- Lahtinen;
- Rantanen ~ Rantala
- Koskinen
- Saarinen
- Niemi ~ Nieminen.
Il cognome Virtanen
(4) è il più diffuso in Finlandia, seguito immediatamente da
Nieminen, Koskinen e Järvinen.
Esso appartiene alla prima generazione di cognomi finlandesi, che raggiunsero il
picco di diffusione alla fine del XIX secolo: essi hanno il suffisso -nen e sono
strettamente legati alle condizioni di vita e alla professione dei cittadini;
molto
probabilmente i primi Virtanen abitavano presso ruscelli o fonti d'acqua.
Possiamo, quindi, riconoscere che l'acqua è un elemento onnipresente nella vita
dei Finlandesi già sin dalla nascita nei loro dati anagrafici. |
I COGNOMI KALEVALIANI
• KALEVALA
 |
|
Il regno di Kalevala |
Il cognome Kalevala trae origine proprio dall'omonimo poema epico,
il Kalevala,
scritto da Elias Lönnrot in due versioni: la prima, Vanha Kalevala
«Vecchio Kalevala» scritta nel 1835 è costituita da 32 canti, mentre
la seconda e definitiva, denominata Uusi Kalevala «Nuovo Kalevala»
e terminata nel 1849, è composta di 50 canti. Il termine Kalevala significa «discendenti di Kaleva»
(il suffisso -la in finlandese indica generalmente «in mezzo a» o
«discendente da») ed è straordinario notare come esista ancora oggi anche il
cognome Kaleva, sebbene non sia diffusissimo.
Kaleva è l'antico progenitore
dei Finni, i quali si identificano a pieno con le vicissitudini del popolo
di Kalevala narrate nel poema
epico. Questo «anziano del popolo» è colui che condusse la sua gente in
Finlandia: secondo le teorie contemporanee a Lönnrot, la conquista della
patria da parte dei Finni fu segnata dalle ostilità tra la popolazione di
Kalevala e le genti di
Pohjola, la terra del nord, e
proprio per questo motivo l'autore decise di intitolare il poema
Kalevala.
È molto importante precisare che la pubblicazione del
Kalevala
ha fortemente influenzato la coscienza nazionale dei Finlandesi, il loro
sentimento patriottico e in modo molto curioso anche i cognomi. I cognomi
kalevaliani sono comparsi proprio tra la seconda metà del XIX secolo e gli
inizi del XX, sulla scia della pubblicazione della seconda versione del
poema. La maggior parte dei cognomi utilizzati precedentemente era di
origine svedese ed erano percepiti dai Finlandesi come qualcosa di estraneo
e di «imposto»: con l'uscita del
Kalevala, i Finlandesi sentirono
maggiormente l'attaccamento alle proprie radici e alla propria patria, così
da adottare nuovi cognomi, ispirati ai personaggi del poema epico lönnrottiano. Quest'innovazione trovò terreno fertile nella Finlandia
occidentale, dove cognomi erano per la maggior parte di origine svedese, per
poi diffondersi velocemente ed essere accettata con grande entusiasmo in
tutto il resto del Paese.
• VÄINÄMÖINEN
 |
|
La musica di Väinämöinen |
|
Dipinto (1858-1859) di R.W Ekman. [MUSEO] |
L'eroe-sciamano Väinämöinen
è una delle figure principali del
Kalevala: il poema inizia proprio con
la nascita di questo personaggio e termina con la sua partenza. La venuta al
mondo di
Väinämöinen è un evento
mitologico poiché egli nasce già anziano e saggio. Egli è
un eroe, o meglio un creatore spirituale e materiale, ed è protagonista di
molti miti e leggende: a lui si deve l'invenzione del kantele,
strumento musicale tradizionale finlandese (di cui tratteremo in modo più
approfondito nel paragrafo dedicato al cognome Kantele).
Diretto discendente di Kaleva,
Väinämöinen è un
personaggio dalle forze sovrannaturali ma al tempo stesso
dotato di grande umanità: egli ha sentimenti e debolezze
proprio come i comuni mortali. Questo eroe trova la propria
forza nelle parole. Per costruire il proprio canotto, egli
pronuncerà tre parole magiche trovate presso il
gigante Vipunen, il quale dimora, già morto, in una foresta
(Kalevala
[XVI: 1-118 | XVII: 1-98 e 527-628]).
Analogamente, riuscirà a
sconfiggere il giovane avversario
Joukahainen grazie ad un
incantesimo. Un giorno
si scontrano mentre ognuno viaggia sulla
propria slitta ma, poiché
Joukahainen rifiuta di dare la
precedenza a
Väinämöinen, i due decidono di sfidarsi in
un duello. L'anziano
Väinämöinen pronuncia un
incantesimo che fa sprofondare l'avversario in una palude,
ottenendo la vittoria (Kalevala
[III 21-330]). Il duello tra
Väinämöinen e
Joukahainen presenta delle
forti influenze sciamaniche, poiché in esso troviamo tutte le
caratteristiche di un vero e proprio rito di iniziazione, in cui l'anziano
si scontra con il più giovane.
La figura di
Väinämöinen è una delle
più note e amate del
Kalevala, tanto da dare origine al
cognome Väinämöinen. Questo cognome è sempre stato piuttosto raro ed
è molto meno diffuso rispetto agli altri cognomi di origine kalevaliana.
Consultando i registri nazionali finlandesi del Väestorekisterikeskus
(5), constatiamo che fino ai giorni nostri vi sono state meno di dieci
persone con il cognome Väinämöinen, e che sono in gran parte vissute
tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX: questo cognome è
scomparso definitivamente nel 1960 (Paikkala 2004). Frequentemente, soprattutto nella
regione Varsinais-Suomi o «Finlandia vera e propria», il cognome svedese
Grönholm (6) veniva trasformato in Väinämöinen, sebbene non sia
chiara la relazione che lega questi due cognomi. Per quanto riguarda le
regioni finlandesi in cui questo cognome è maggiormente diffuso, è molto
curioso constatare che esso, insieme agli altri cognomi kalevaliani, è
presente quasi esclusivamente nella regione di Kymenlaakso. Tutti i
Väinämöinen, infatti, vivevano nelle contee di Jaala e Iitti, vicino Kouvola,
ed erano generalmente artigiani o ad ogni modo dediti al lavoro manuale.
•
JOUKAHAINEN
 |
|
La vendetta di Joukahainen |
|
Dipinto di A. Gallén-Kallela. [MUSEO] |
Joukahainen è uno dei personaggi «minori» del
Kalevala,
ma pur sempre degno di nota: egli è il giovane vanitoso e inesperto che ha
«osato» sfidare il grande
Väinämöinen a una gara di magia. Quest'ultima si trasformerà in un vero
e proprio duello, paragonabile ad un rituale iniziatico sciamanico, da cui
Joukahainen uscirà
clamorosamente sconfitto (Kalevala
[III: 21-330]). Il duello magico tra questi due personaggi è
stato interpretato in diversi modi: si ritiene che esso possa rappresentare
la contrapposizione tra estate e inverno e tra caldo e freddo
(Corradi Musi 1983). Il
cognome Joukahainen era
particolarmente diffuso intorno al 1870 nelle contee di Jaala e Iitti, nella
regione di Kymenlaakso, insieme agli altri cognomi kalevaliani.
Dai comuni di Hamina e Nastola provengono notizie interessanti riguardo
alle trasformazioni di questo cognome, originariamente presente nella forma
Jouhikainen e successivamente trasformatosi in Joukainen. La
forma Joukainen è diffusa nella Finlandia orientale e nei territori
russi vicini alla frontiera finlandese, in particolare nella città di
Viipuri e nei villaggi intorno a essa. Joukahainen è stato utilizzato
sia come cognome di persona, sia come toponimo o come nome di enti e edifici
pubblici: proprio a Ilmola, nei dintorni di Kemi vi era una kantatalo
(7) dal nome Joukahainen. In Lapponia verso la fine del XIX secolo
il cognome Joukahainen fu ampiamente utilizzato come toponimo
(Junnonen 1975),
prima di scomparire definitivamente. Possiamo quindi evincere, anche in
questo caso, che il prestigio e la diffusione di tale cognome sono
strettamente legati al periodo in cui è stata pubblicata la seconda versione
del Kalevala.
• ILMARINEN e SAMPO
 |
|
Ilmarinen forgia il sampo |
|
Dipinto (1849) di B.A. Godenhjelm. [MUSEO] |
Ilmarinen è, con
Väinämöinen e
Lemminkäinen, il
personaggio più importante del
Kalevala: è discendente dell'antico
progenitore Kaleva e
anticamente era considerato «dio atmosferico», il cui nome deriva dal
termine finlandese ilma che per l'appunto significa «aria».
Ilmarinen, tuttavia, ha il
carattere di un uomo qualunque, con le stesse debolezze, rassegnato alle
proprie delusioni amorose e in ogni modo privo di grandi passioni. Egli è il
fabbro mitico, capace di costruire oggetti straordinari e dotato di un
grande senso di praticità: tra gli oggetti da lui forgiati ricordiamo il
sampo. Il
sampo è il fantastico
talismano, forgiato da Ilmarinen
per Louhi, signora di
Pohjola: esso rappresenta la
felicità e garantisce gioia e ricchezza a chiunque lo possiede
(Kalevala
[X: 433-462]). Oltre
al sampo,
Ilmarinen forgerà anche un
nuovo sole, una nuova luna e una «fanciulla d'oro», quest'ultima connessa
con il mito primordiale ugrofinnico della «donna d'oro»
(Kalevala
[X: 425-429; 543-545 | XXXVII: 1-162] | XLIX: 1-74]).
Ilmarinen e Sampo sono diventati anche cognomi finlandesi e
molto spesso ricorrono anche nei nomi di enti pubblici o strade
(8). Il
cognome Ilmarinen è oggi molto raro, mentre agli inizi del XX secolo
era molto diffuso nella Finlandia orientale: dei nomi maschili del
Kalevala
era quello maggiormente utilizzato come cognome. Le persone che avevano
questo cognome abitavano nel Savo e nei dintorni della città di Kouvola,
precisamente nei comuni di Janikkala, Multia e Ruovesi; per quanto riguarda
la Finlandia occidentale non si hanno molte notizie, sebbene risulti che
alcuni Ilmarinen vivessero ad Oulu. Il cognome Ilmarinen
divenne sempre più presente anche grazie alla nuova usanza, sempre più
diffusa, di tradurre i cognomi svedesi in lingua finlandese; a tal proposito
si registrano i seguenti cambiamenti: Fabritius > Ilmarinen,
Salvén > Ilmarinen (a Helsinki) e infine Vilander >
Ilmarinen (a Uskela), cambiamenti risalenti alla «Giornata di Snellmann»
[Snellmanin päivä], in data 12 maggio 1906
(9). Nel comune di Ruovesi,
Ilmarinen, abbandonando la
funzione originaria di patronimico, era spesso cognome di persone che
svolgevano la professione di fabbro. Nelle contee di Jaala e Iitti, nella
seconda metà del XIX secolo, questo cognome era diffuso prevalentemente tra
gli artigiani, proprio come tutti gli altri cognomi kalevaliani.
È importante precisare inoltre che il
sampo è ritenuto essere la
proiezione a livello microcosmico dell'albero del mondo, o «grande quercia»,
di cui tratteremo più avanti. Il cognome
sampo era meno diffuso di
Ilmarinen e non si sono
trovate molte notizie in merito; tuttavia, interessante risulta quanto si
legge su questo cognome in un articolo di Johannes Linnankoski
(10) e
imperniato sulla fennomania che dilagava in tutta la Finlandia,
influenzandone in particolar modo la cultura e la letteratura
(Linnankoski 1906). L'attenzione
di Linnankoski era rivolta principalmente ai cognomi: riprendendo le idee
già espresse dal Quotidiano di Helsinki [Helsingfors Dagblad], criticò con molta ironia la nuova tendenza linguistica, secondo
cui tutti i cognomi svedesi dovevano essere immediatamente tradotti in
finlandese, facendo sì che alla fine esistessero tante persone con lo stesso
cognome, puntualmente terminante in -nen. Negli anni in cui fu
scritto quest'articolo, infatti, i Finlandesi tendevano ad assumere sempre
gli stessi cognomi (il preferito era Koskinen), e ancora non erano molto diffusi i cognomi di nuova
generazione, privi del suffisso -nen. Attualmente il cognome
sampo è davvero molto raro.
Il termine è usato prevalentemente come nome proprio di persona di sesso
maschile e ha perso, quindi, la sua funzione originaria.
• LEMMINKÄINEN
Lemminkäinen è uno dei
principali eroi del
Kalevala: è un grande avventuriero,
attratto da tutto ciò che è ignoto e ha un legame molto profondo con la
madre. Egli è dominato da un forte istinto vitale, vuole sempre primeggiare
e in particolar modo adora corteggiare le donne
Lemminkäinen è un vero e
proprio dongiovanni ma anche un grande attaccabrighe. Rapirà la vergine
Kyllikki, la quale resterà al
suo fianco a patto che egli non parta più per la guerra; al tempo
stesso l'eroe pretenderà che la sua amata non torni più a danzare e ballare
nel villaggio natio (Kalevala
[XI: 157-224]). In seguito
Lemminkäinen litigherà
con Kyllikki, deciderà di
tornare in guerra e quindi si dirigerà verso
Pohjola (Kalevala
[XII: 1-128]).
Il viaggio di Lemminkäinen
a Pohjola ha le
caratteristiche di un viaggio iniziatico: per ricevere in sposa una
fanciulla dovrà affrontare alcune prove stabilite da
Louhi, signora di
Pohjola. Tra le varie prove
ricordiamo che l'eroe dovrà raggiungere, correndo sui pattini, l'alce di
Hiisi; imbrigliare il cavallo di
fuoco di Hiisi e infine saettare
il cigno di Tuonela
(Kalevala
[XIII: 1-30 | XIV: 271-460]). Il
fuoco è simbolo di calore, luce, verità e in particolar modo della
conoscenza, fungendo spesso da mezzo di comunicazione tra gli uomini e gli
spiriti. Giunto a destinazione,
Lemminkäinen sarà ucciso
da un pastore, il suo corpo sarà gettato nelle acque mortali del fiume di
Tuonela e sarà fatto a pezzi
dal figlio del dio Tuoni. Sarà
proprio la madre dell'eroe, giunta a
Pohjola dopo essere venuta a
conoscenza dell'infausta notizia, a recuperare le membra del figlio e a
resuscitarlo, avvalendosi di scongiuri e unguenti magici
(Kalevala
[XV: 195-554]).
Considerando che
Lemminkäinen è uno dei personaggi principali del
Kalevala,
non ci sorprende che esista il corrispondente cognome Lemminkäinen.
La storia di questo cognome è differente da quella degli altri cognomi
kalevaliani: Lemminkäinen in origine non era un cognome, bensì un
patronimico, usato nella forma Lemmin poika «figlio di
Lempi»
(11).
L'uso di Lemminkäinen come cognome risale alla seconda metà del
XIX secolo, precisamente al 1870, quanto apparve per la prima volta nelle
contee di Jaala e di Lappee. Proprio in quegli anni risiede a Jaala un tale
Tuomas Lemminkäinen (12), in merito al quale nel villaggio di Nuolivaara,
vicino a Oulu, circolava un divertente aneddoto, che chiarisce il modo in
cui egli si sia trovato ad avere un cognome kalevaliano. Nel 1876
passeggiava in compagnia di due amici per chiedere consiglio, riguardo alla
questione dei cognomi, all'illuminato commerciante Rosberg, residente nel
borgo di Jaala. «Che tu sia
Väinämöinen, tu Ilmarinen
e tu Lemminkäinen» [Ole
sinä Väinämöinen, ole sinä Ilmarinen, ole sinä Lemminkäinen] disse ai
tre amici il commerciante, spinto dall'entusiasmo provato per il
Kalevala.
Da quel giorno Tuomas decise di usare come cognome proprio Lemminkäinen,
seguendo il consiglio del commerciante (Paikkala 2004). Questo cognome è
successivamente apparso anche nei comuni di Iitti, Kuusankoski e Perniö.
Per quanto riguarda il fenomeno della traduzione dei cognomi svedesi in
lingua finlandese, abbiamo notizia di un solo cambiamento: Lindstedt
> Lemminkäinen (Paikkala 2004), registrato nel villaggio di Muurla nel 1906, in
concomitanza con la «Giornata di Snellmann».
• VIPUNEN
Il gigante Antero Vipunen
abitava, già defunto, in una foresta nella terra degli inferi e, presso la
sua dimora, il grande
Väinämöinen trovò le parole magiche necessarie alla costruzione del suo
canotto (Kalevala
[XVII: 1-98]). Si ritiene che
Vipunen rappresenti l'«anima libera» di qualche sciamano che, in stato
di trance, era entrata nel corpo di un animale e vi era restata tanto a
lungo da far sì che il proprio corpo «umano» si decomponesse e l'«anima
libera» non potesse più tornare (Corradi Musi 1983). Presso i Finni, la morte era spesso
attribuita proprio all'incapacità dell'anima di tornare in tempo dentro al
proprio corpo, completamente putrefatto: vi era salvezza solo nel momento in
cui l'anima riusciva a rientrare nel corpo, prima che esso cominciasse a
putrefarsi. Capitava spesso che lo sciamano perdesse o non ricordasse la
formula magica che permetteva all'anima il viaggio di ritorno: in questo
caso lo sciamano si trovava ad andare incontro alla morte definitiva
(Corradi Musi 1983).
Il cognome Vipunen, sebbene molto raro, era particolarmente
diffuso nei dintorni della città di Kouvola. Per questo cognome vale ciò che
abbiamo già rilevato precedentemente per gli altri cognomi kalevaliani:
nelle contee di Jaala e Iitti era diffuso in particolar modo tra gli
artigiani. Vipunen ha avuto vita più lunga in confronto agli altri
cognomi di ispirazione kalevaliana: dai registri nazionali finlandesi
risulta che esso sia stato usato ben fino al 1960 per poi scomparire
definitivamente. In occasione della «Giornata di Snellmann», 12 maggio 1906, si segnala
a Mikkeli il seguente cambiamento: Englund > Vipunen
(Paikkala 2004).
• KANTELE
 |
|
Diversi tipi di
kantele tradizionale, fabbricati con
legno di betulla |
|
<www.people.iup.edu> |
Il kantele è uno strumento musicale originariamente a cinque
corde, tipico della tradizione ugrofinnica e ancora oggi ampiamente
utilizzato nella musica moderna finlandese
(13). Esso è stato per lungo
tempo dimenticato dai Finlandesi, poiché ritenuto uno strumento musicale
troppo antiquato, concepito perciò come qualcosa di cui vergognarsi. È
tuttavia da ricordare che negli Stati Uniti, proprio negli anni dell'oblio,
un immigrato finlandese inventerà il kantele elettrico, una vera e
propria innovazione. Il kantele vivrà nell'oblio fino agli anni '90,
in cui assisteremo a un fenomeno di segno opposto, o meglio a un vero e
proprio boom del kantele. Sono molti i gruppi musicali che ancora
oggi si avvalgono del kantele, poiché quest'ultimo è ritenuto essere
perfetto per esprimere la malinconia. Il suono del kantele possiede
qualcosa di magico, che lo rende capace di incantare colui che lo ascolta.
Inoltre sono stati istituiti molti corsi in cui è possibile imparare a
suonare il kantele e ancora oggi, alcune volte l'anno, si tengono
delle conferenze su questo strumento musicale.
La creazione del kantele è attribuita al grande
Väinämöinen, che lo
fabbricò con le lische di un pesce, con la coda di un salmone rosso, con i
crini di uno stallone o con i capelli di una donna (Kalevala
[XVII: 1-98]). In seguito questo
kantele andò perduto e
Väinämöinen ne costruì un altro con il legno di betulla: il suono del
magico strumento incantava gli uccelli del cielo, gli animali più feroci e i
pesci delle acque (Kalevala
[XLIV: 1-334]). Questo strumento rappresenta, dunque, un elemento
chiave della cultura e del folklore finlandese e nel 1893 appare per la
prima volta in veste di cognome (Paikkala 2004). Il cognome Kantele appartiene
alla tipologia Laine
(14), di cui fanno parte i cognomi privi del
suffisso -nen, elemento caratteristico della classe Virtanen,
più antica. Kantele, come quasi tutti i cognomi appartenenti alla sua
tipologia, è ancora oggi presente, seppur raramente, nel territorio
finlandese. Non si hanno molte notizie al riguardo, però, consultando i
grafici (Paikkala 2004) che illustrano la diffusione di questo cognome negli anni 1970,
1985 e 2003, si evince che esso fu presente sempre nella stessa misura sul
territorio nazionale, in particolar modo nella Finlandia Centrale.
• AINO
 |
|
Aino |
|
Dipinto (1876) di S.A. Keinänen. [MUSEO] |
Aino è una
delle figure femminili del
Kalevala ed è «unica» e «straordinaria», proprio
come suggerisce il suo nome (in finlandese «unico» si dice ainoa: si ritiene
che questo termine derivi etimologicamente dal nome Aino
(Barezzani ~ Kalmbach 2006)). Il triste destino di
Aino sarà determinato dalle
scelte sconsiderate del fratello
Joukahainen, il quale la
promette in sposa a
Väinämöinen, contro la sua volontà. Nel paragrafo dedicato a
Joukahainen abbiamo già
accennato allo scontro tra la sua slitta e quella di
Väinämöinen, il quale,
avvalendosi di un incantesimo, farà sprofondare il giovane in una palude
(Kalevala
[III: 21-330]). Joukahainen a questo
punto, per farsi aiutare ad uscire dal quel pantano, vede come unica
soluzione quella di offrire in sposa a
Väinämöinen la sorella
(Kalevala
[III: 331-476]). La povera Aino, venuta a
conoscenza della notizia, fugge e annega in mare, trasformandosi in un
luccio, così da non poter essere catturata dal suo promesso sposo
(Kalevala
[IV: 255-370]): lo
sventurato destino della fanciulla non può che suscitare commozione e
tristezza nel lettore.
Aino non è una delle figure
principali del
Kalevala, ma ha tuttavia lasciato il
segno nella cultura finlandese: di lei abbiamo traccia ancora oggi nel
cognome Ainonen. Il cognome, appartenente alla tipologia Virtanen,
si presenta formato dal nome Aino
più il suffisso -nen, che ha un valore diminutivo. Si ritiene che
Ainonen sia stato prima di tutto un patronimico, solo successivamente
utilizzato come cognome vero e proprio: evidenziamo il seguente cambiamento
Ainon poika «figlio di Aino» > Ainonen «piccola Aino». Il
cognome ha fatto la sua prima comparsa nel 1859 ed è ancora diffuso
uniformemente in tutta la Finlandia (Paikkala 2004).
• LOUHI e POHJOLA
 |
|
La terra di Pohjola |
Louhi è la vecchia signora di
Pohjola, madre di meravigliose
fanciulle. Trasformata in rapace, accoglie
Väinämöinen nel suo regno
ed esige da lui il sampo:
il divino cantore le promette che
Ilmarinen forgerà per lei
questa sorta di talismano, fonte di ricchezza e di gioia
(Kalevala
[VII: 1-322]). Il tema
centrale del poema lönnrottiano risiede proprio nella contesa del
sampo da parte delle genti
di Kalevala e del popolo di
Pohjola, sebbene la lotta tra
Väinämöinen e
Louhi si svolga con i rispettivi
eserciti unicamente nel sogno e nel canto magico: essa può essere concepita
piuttosto come una disputa tra famiglie rivali (Corradi
Musi 1983). Il regno di
Pohjola, come si intuisce dal
nome, si trova nel mitico nord finlandese (pohjoinen vuol dire «nord») e il popolo che vi regna è
posto in netta contrapposizione con le genti di
Kalevala, residenti nelle
terre del sud. È molto interessante il fatto che esista il cognome
Louhimies, che letteralmente significa «marito di
Louhi», e che sia tuttora
diffuso.
Oltre a Louhimies, nei registri del Väestörekisterikeskus
si menziona anche il cognome Louhi, creato proprio sulla base
del personaggio kalevaliano. Non si hanno notizie precise riguardo alla
diffusione di Louhi, però si sa con certezza che esso è in uso sin
dal 1900 (Paikkala 2004). Louhimies è sicuramente più nuovo ed è diffuso in modo
omogeneo in tutta la Finlandia, sebbene non vi siano molte persone che
portino questo cognome.
Pohjola invece comincia a essere adottato come cognome intorno al
1906 (Paikkala 2004): esso appartiene alla tipologia dei cognomi in -la, che
proprio in quegli anni erano i prediletti dai Finlandesi
(15). In confronto
ai cognomi analizzati fino ad adesso, Pohjola è ancora molto diffuso.
La zona in cui si incontra con maggior frequenza è la Jyväskylän
maalaiskunta (il comune rurale di Jyväskylä).
|
COGNOMI LEGATI ALLA MITOLOGIA
• UKKO
Ukko è il dio dei fulmini e dei tuoni: era adorato presso gli antichi Finni,
poiché,
provocando i temporali, faceva sì che la pioggia recasse beneficio ai raccolti.
Si tratta di un dio personificato, cui i Finni offrivano cerimonie agricole e in
merito al quale circolavano diverse leggende; in esse egli appare vestito con un
mantello blu, con una pelliccia di fuoco e armato d'arco, martello e spada.
Proprio per mezzo dell'arco Ukko lanciava fulmini e tuoni sulla terra: era molto
diffusa la credenza che gli alberi colpiti dal dio fossero pregni della sua
forza.
I Finni si rivolgevano ad Ukko solo per questioni importanti o quando in
particolare volevano vendicarsi dei propri nemici, mentre negli altri casi si
rivolgevano a divinità minori.
Il nome Ukko fungeva spesso da appellativo per altre divinità, tra cui
ricordiamo
quella della seminagione. Non a caso la festa primaverile della semina era
chiamata Ukon Vakat «moggi di Ukko» (Corradi Musi
1983).
Per lungo tempo i Finni usarono rivolgere le proprie preghiere ad
Ukko in
occasione della nascita di un bambino o in caso di malattia o di morte di
qualche
caro.
Il nome Ukko è stato tradotto con «vecchio,
nonno, padre». In lingua finlandese ukko significa ancora oggi «vecchietto» o scherzosamente
«marito». Il
termine, inoltre, è presente in alcune parole composte: ukonilma «temporale»,
ukkossade «pioggia temporalesca» e curiosamente ukkovarvas
«alluce». Esiste anche la
forma diminutiva Ukkonen, con il significato di «vecchietto, nonnino, piccolo padre»;
questa parola ancora oggi significa «tuono».
Da questi due nomi di divinità hanno avuto origine i cognomi Ukko e Ukkonen.
Ukko esiste tuttora ma è piuttosto raro: attualmente, nei registri del
Väestörekisterikeskus, sono stimate 115 persone (di cui 53 decedute) che
possiedono questo cognome.
Al 1906 risale l'avvenimento che ha contribuito a rendere il cognome
Ukko
sempre più raro: il cambiamento di cognome Ukko > Aartelo
(Paikkala 2004). Ukkonen è al contrario più frequente: al giorno d'oggi si stimano all'incirca
3877 Ukkonen di cui una buona parte residenti fuori della Finlandia.
Esso è omogeneamente diffuso in tutto il Paese, però, per quanto concerne la sua
storia, è importante evidenziare che anche questo cognome è stato protagonista
di
un cambiamento: Ukkonen > Olander (Paikkala
2004).
Si tratta di un cambiamento piuttosto insolito, poiché nell'epoca post-kalevaliana la stragrande maggioranza dei cognomi svedesi fu tradotta in
finlandese, mentre nel caso di Ukkonen ci troviamo davanti ad un fenomeno di
segno opposto, che spiega anche il motivo di una progressiva scomparsa di questo
cognome dal territorio nazionale.
• SEPPÄ
Il fabbro, in finlandese seppä, è sempre stato concepito positivamente non solo
presso i Finni ma in tutta l'Eurasia.
La figura dell'homo faber riveste grande importanza sin dal Medioevo: egli è
l'eroe civilizzatore, creatore materiale e spirituale, spesso posto in relazione
con la
figura dello sciamano (Corradi Musi 1997).
Il fabbro, nella tradizione dell'Europa occidentale e in particolare dei Finni,
possiede sempre straordinari poteri magici ed è depositario
dei segreti del suo mestiere; egli è il «signore del fuoco»
e si dedica alla lavorazione dei minerali, affidandosi
saggiamente a determinate formule magiche, proprio com'è
usanza dello sciamano. Non vi è assolutamente rivalità tra
il fabbro e lo sciamano, bensì amicizia e solidarietà: se
l'uno è creatore materiale, l'altro è creatore spirituale,
sempre pronto ad agire per il bene della comunità
(Corradi Musi 1997).
Lo sciamano non esita a chiedere l'aiuto del fabbro, qualora ne abbia bisogno e
ciò è ampiamente dimostrato nel
Kalevala da
Väinämöinen e
Ilmarinen: è lo
sciamano-cantore
Väinämöinen che incarica il fabbro
Ilmarinen di costruire il
magico sampo, su ordine di Louhi, signora di
Pohjola
(Kalevala
[VII: 1-322]).
Notiamo che
Väinämöinen e
Ilmarinen si avvalgono entrambi di formule
magiche: il primo per costruire il proprio canotto e il primo kantele, il
secondo per
forgiare il sampo.
Il fabbro e lo sciamano sono ambedue strettamente legati al fuoco, elemento
spesso associato alla rinascita e al ringiovanimento.
Il primo «crea» magici oggetti fondendo i minerali sul fuoco della sua fucina (i
fabbri sono stati i primi artigiani a tutti gli effetti e in
particolare i primi ad entrare nelle società segrete),
il
secondo può perfino incarnare lo spirito stesso del fuoco ed emanare fiamme dal
suo corpo durante l'estasi (Corradi Musi 1997).
In Finlandia la figura del fabbro ha lasciato traccia nei cognomi
Seppä e
Seppälä,
ancora molto diffusi, sia tra i Finlandesi residenti in patria, sia tra quelli
residenti
all'estero.
Nella città di Hamina, dal 1865 al 1889, vi sono quasi esclusivamente cognomi
svedesi: si registrano appena 128 cognomi finlandesi (Paikkala 2004). Dal 1889 i cognomi
finlandesi aumentano sempre più e tra i più comuni vi è proprio Seppä
(Paikkala 2004): esso
era
già presente nella Finlandia orientale e in alcune zone della Carelia, dove
originariamente fungeva da denominazione di aziende agricole.
Il cognome Seppälä si presenta composto dal sostantivo seppä più il suffisso -lä,
che indica localizzazione (Karlsson 1999), quindi potrebbe essere tradotto con «là dove
risiede il
fabbro»; a volte, tuttavia, questo suffisso può fungere da diminutivo o indicare
origine, quindi potremmo tradurre Seppälä anche con «discendente dal fabbro».
È molto importante precisare che anche Seppälä era in origine un nome di
abitazione e di località: nella seconda metà del XIX secolo, nella regione di Häme, in particolare a Hämeenlinna, i contadini non avevano un cognome e negli
atti ufficiali erano chiamati con il nome di battesimo, immediatamente seguito
dal
nome della propria tenuta
(16). Seppälä è molto più diffuso in confronto a
Seppä: nei registri anagrafici del
Väestörekisterikeskus sono censiti ben 16.560 abitanti con questo cognome e la
maggior parte di loro risiede ancora oggi nell'Häme e nei comuni a ovest del
lago Päijänne (17).
• HIISI
 |
|
Hiisi |
|
Nel 2005, l’artista finlandese
Lea Turto ha rivestito le radici degli alberi del Parco
Centrale di Helsinki [Helsingin Keskuspuisto] con
delle stoffe di lana per rendere onore allo spirito dei
boschi, Hiisi.
Per realizzare questa sua idea artistica, la Turto ha
utilizzato undici tronchi, della stoffa di lana rossa e dei
chiodi presi dai suoi mobili. |
|
Foto di Heino Laukkanen ® <www.environmentalart.net> |
Il dio dei boschi Hiisi rappresenta la versione careliana del più famoso dio
Tapio.
Abbiamo notizie di Hiisi tramite Agricola, il quale riferisce che era credenza
comune che il dio desse la selvaggina dei boschi (Corradi
Musi 1983).
In origine il termine hiisi significava proprio «bosco» ma successivamente il
suo
significato è mutato più volte: prima indicava un luogo di culto, un «boschetto
sacro», situato all'interno di una comunità maggiormente estesa di un villaggio;
successivamente segnalava un luogo di culto, ubicato immediatamente nei
dintorni della comunità o lontano da essa (Anttonen 1992).
Secondo la concezione pagana, hiisi era il luogo dove risiedevano i morti che
dimostravano benevolenza nei confronti dei vivi, ma con l'arrivo del
Cristianesimo il termine hiisi cominciò ad essere usato con un'accezione
negativa
per indicare un mondo remoto e ostile agli umani.
Hiisi è stato per lungo tempo identificato nello spirito residente nelle
foreste, in
seguito in un gigante e poi ancora in un essere soprannaturale maligno, il
diavolo.
Sorprendentemente il termine hiisi non è entrato
in uso solo come nome proprio di persona ma anche come
cognome, sebbene esso sia rarissimo. Hiisi è tra i numerosi cognomi appartenenti alla tipologia Laine e ha fatto la
sua
prima comparsa nel 1914, sebbene fosse in uso sin dal XVII secolo
(Paikkala 2004).
A tal proposito è utile confrontare i cognomi di coloro che hanno studiato
presso
l'Accademia di Turku intorno al 1640 con i cognomi dei giovani che in quel
periodo studiavano presso le più importanti università europee:
sorprendentemente vi sono molti più cognomi finlandesi tra gli studenti delle
università europee, che non tra quelli dell'Accademia di Turku, poiché nella
Finlandia occidentale vi erano allora quasi esclusivamente cognomi svedesi
(Grotenfelt 1902).
Proprio Hiisi è uno dei cognomi presenti fuori Finlandia nel XVII secolo: vi
furono vari studenti con questo cognome presso l'università di Uppsala,
precisamente nel 1621 e negli anni seguenti (Grotenfelt
1902).
Attualmente questo cognome non è più in uso e, stando ai dati forniti dai
registri
del Väestörekisterikeskus, vi sono oggi appena cinque Hiisi.
• JOUTSEN
Il cigno, in finlandese joutsen, ha sempre avuto un forte valore simbolico: si
ritiene, infatti, che esso rappresenti l'anima che vola libera verso l'aldilà
(Corradi Musi).
In particolar modo ricordiamo la leggenda del cigno di
Tuonela, cui si è
ispirato Jean Sibelius per l'omonimo poema sinfonico, portato a compimento nel
1893.
Questa leggenda kalevaliana non è tanto racconto, quanto pittura: essa è un vero
e
proprio ritratto della terra dei morti nella mitologia finnica.
Il regno dei morti, per l'appunto Tuonela,
appare circondato da un grande fiume che scorre impetuoso e
sulle cui acque nere un cigno scivola maestosamente
cantando. Il cigno è spesso stato accostato alla figura
femminile: ricordiamo il mito della donna cigno che vola nel
cielo, esce dall'acqua nelle vesti di una giovane donna, si
sposa, genera un bambino e infine torna in acqua per
trasformarsi nuovamente in animale
(18).
Il cigno ha tuttora un valore simbolico molto forte
presso i Finni: per la
moneta
finlandese da un euro, l'artista Pertti Mäkinen ha creato un motivo raffigurante
due
cigni che volano nel cielo.
In questo caso il cigno è simbolo di libertà e di rinascita: la Finlandia è
indipendente e libera, proprio come lo è il cigno che vola nel cielo.
In Finlandia sono molto diffusi i cognomi che prendono origine da nomi di
animali, e tra questo vi è anche Joutsen.
Joutsen è generalmente associato ai cognomi appartenenti alla tipologia
Laine,
sebbene non vi sia totale certezza riguardo alla sua appartenenza a suddetto
gruppo.
Questo cognome ha fatto la sua prima comparsa nel 1881, sulla scia dell'enorme
successo del
Kalevala.
Le prime notizie riguardo a Joutsen si hanno tuttavia a partire dal 1880, quando
il
cognome risultava già essere presente tra gli studenti di alcune università
finlandesi; in seguito esso si diffuse maggiormente anche grazie al fatto che,
come
era consuetudine, i cognomi svedesi erano tradotti in finlandese e molti
cittadini
scelsero per sé il cognome Joutsen.
Nel 1881, infatti, si registra il seguente cambiamento: Ekman > Joutsen.
Un altro cambiamento molto interessante è il seguente: Virtanen > Joutsenaho «prateria del cigno,
radura del cigno», registrato ad Helsinki nel 1947:
Virtanen era un cognome fin troppo diffuso e quindi molti cittadini furono
invitati
ad adottare al posto di esso un altro cognome. (Paikkala
2004)
Joutsen e Joutsenaho
sono oggi presenti prevalentemente nella Finlandia meridionale e si stima che vi
siano circa cinquecento persone a possedere ancora questi cognomi (dati forniti
dai registri dell'anagrafe finlandese).
• LINTU
L'uccello, in finlandese lintu, ha sempre avuto un significato molto importante
nella mitologia finlandese: era un uccello a portare, alla nascita, l'anima di
un
bambino ed era sempre un uccello che la portava via al momento della morte.
In alcune zone della Finlandia si usava tenere vicino al proprio letto una
statuina
in legno di un uccello, per propiziarsi questa figura e impedire all'anima di
fuggire via durante il sonno, proteggendola così nei percorsi del sogno.
La figura dell'uccello riveste un ruolo centrale in molte leggende e miti
riguardanti la creazione del mondo: a tal proposito ricordiamo il mito
dell'uccello
tuffatore (Corradi 1983).
In questo mito l'uccello è l'incarnazione del diavolo, che, su ordine del dio
creatore, si immerge più volte nell'acqua per portare dal fondo un po' di terra:
con
essa il dio creatore avrebbe plasmato la superficie della Terra.
Il diavolo-uccello tuttavia aveva conservato un po' di terra per sé e con essa
avrebbe creato i mali del mondo oltre alle montagne, i sassi e le pietre.
Presso i Finni aveva grande importanza la Via Lattea, da loro chiamata
Linnunrata «Via degli uccelli», che era la via seguita dagli uccelli nelle
loro
migrazioni.
Secondo la concezione finnica della struttura del mondo, sul bordo della Terra
vi
era la «casa degli uccelli», Lintukotola, immaginata come una regione calda,
nella
quale gli uccelli trascorrevano l'inverno.
In Finlandia, in particolare nella città di Jyväskylä, è
stato per lungo tempo diffuso il cognome Lintu, che
ha successivamente lasciato il posto alla forma più moderna
Lintunen. Il cognome Lintu è in uso fino al 1862 e si ritiene che esso sia apparso per la
prima volta nella Finlandia orientale, precisamente nel Savo
(Paikkala 2004).
Successivamente, a questo cognome si è aggiunto il suffisso -nen, che conferisce
valore diminutivo al sostantivo cui si accompagna: così otteniamo Lintunen,
che può essere tradotto con «uccellino» o, in funzione di
patronimico, «figlio
dell'uccello» o «figlio di Lintu».
In base ai dati forniti dai registri del Väestorekisterikeskus risultano in
uso
tuttora entrambi i cognomi ma è Lintunen ad essere il più diffuso:
considerando i Finlandesi residenti in patria e quelli
residenti all'estero, vi sono ben più di tremila Lintunen.
• TAMMI
Nella mitologia finnica la quercia, in finlandese tammi, rappresenta l'albero
della
vita, che congiunge il mondo dei vivi con quello dei morti.
Presso i Finni, l'aldilà era generalmente localizzato sottoterra (Manala), o
spesso
in un luogo non meglio definito.
L'albero della vita, noto anche come «albero del mondo», costituiva, per le
popolazioni ugrofinniche cacciatrici, il centro del cosmo e teneva in
collegamento
il cielo, la terra e l'aldilà. Nel corso del proprio viaggio iniziatico, gli
sciamani
potevano giungere nell'aldilà e nella sfera celeste volando lungo l'«albero del
mondo», i cui rami si estendevano da una parte all'altra del cielo.
Nello sciamanesimo ugrofinnico si riteneva che il sole e la luna dimorassero in
splendidi palazzi, collocati sui rami dell'«albero del mondo» e che da lì
illuminassero la Terra (Corradi Musi 1983).
 |
|
Iso Tammi |
|
La «grande quercia», ipostasi
finnica dell'albero del mondo... |
Nel mito dell'Iso Tammi «grande quercia», si
racconta che quattro ragazze trovarono in un bosco una
quercia e che la piantarono in un terreno fertile, nei
pressi della loro dimora. La quercia crebbe così velocemente
che oscurò il sole e
la luna: soltanto un nano, alto un pollice, riuscì a farla cadere e a liberare i
due
astri che, finalmente, tornarono ad illuminare la Terra (Corradi
Musi 1983).
Secondo un'altra interpretazione del mito, la quercia cadde nel fiume
Tuonela e
divenne il ponte che i defunti attraversavano per giungere nell'aldilà
(Corradi Musi 1988).
Negli Antichi canti del popolo finnico si narra che la quercia nasce dalla birra
versata dalla sposa nella casa del padre e che, in seguito, viene abbattuta dal
fratello per costruire una sauna (Loikala 2002).
Gli elementi mitologici hanno lasciato traccia nei cognomi finlandesi: ancora
oggi
il cognome Tammi è molto comune e a esso si accompagnano anche le varianti
Tamminen, Tammela e Tammisto.
Tammi è uno dei cognomi più diffusi appartenenti alla tipologia Laine e ha fatto
la
sua prima comparsa nel 1891, nel villaggio di Kärkölä.
Dal 1890, infatti, cominciarono ad essere sempre più comuni i cognomi basati su
termini finlandesi che indicavano animali o piante: generalmente questi cognomi
erano bisillabici e privi di suffisso.
Il cognome Tamminen ha un'origine più antica di Tammi: è incluso nella tipologia
di cognomi Virtanen, poiché si presenta formato dal sostantivo tammi
più il
suffisso -nen e può essere tradotto con «della quercia», fungendo così da patronimico.
Tamminen è diffuso nelle regioni di Satakunta e di Häme, precisamente nei
comuni di Janakkala, Somero, Ruovesi, Jämsä (dove compare per la prima volta
tra il 1882 e il 1899), Huittinen, Punkalaidun, Lavia e Iitti e infine nelle
regioni
Varsinais-Suomi e nella Keski-Suomi o «Finlandia centrale».
Nella Finlandia orientale vi sono solo dei casi isolati riguardo all'uso di
questo
cognome nei comuni di Hiitola, Johannes, Kuolemajärvi, Kerimäki e Viipuri.
(Paikkala 2004)
Diversi cognomi sono stati nel corso del tempo cambiati in
Tamminen: Eriksson
(20 luglio 1880), Ekholm (a Pyhäjärvi nel 1882), Lindblad (a Keuruu
nel 1883), Tunkio (nel 1883), Marianpoika (a Helsinki nel 1884),
Eevasson (a Helsinki nel
1885), Lehtonen (nel 1896), Vähäkannus
(19)
(nel 1897) e Andersson (nel 1898).
A Jyväskylä il cognome Tamminen è entrato in uso già nel 1850, ma in origine
era toponimo: tuttavia comparirà per la prima volta sui registri del Väestörekisterikeskus solo nel 1863.
Nel 1889 Tamminen fa la propria comparsa anche sui registri anagrafici del
comune di Hattula. (Paikkala 2004)
Tammi e Tamminen rientrano tuttora nella lista dei cognomi diffusi in Finlandia
mentre Tammisto è ormai obsoleto.
Tammela è oggi presente in particolare nella Lapponia finlandese e nella
Finlandia centrale ma, putroppo, non vi sono molte notizie riguardo alle sue
origini.
Esso, tuttavia, ha un significato affascinante per coloro che conoscono
l'importanza della quercia nella mitologia finlandese: può essere tradotto con
«colui che è sulla quercia» o «colui che vive tra le querce», lasciando pensare
a una creatura divina.
• KOIVU
Gli alberi e la natura in generale hanno sempre rivestito e rivestono tuttora un
ruolo molto importante nella vita dei Finlandesi.
In particolare, presso i Finni orientali vi era l'usanza di compiere sacrifici
davanti
a un albero: in genere si trattava di una betulla, in finlandese koivu,
considerata l'albero sacro per eccellenza. Quando si
costruiva una casa si piantava un albero o si sceglieva tra
quelli esistenti quello che sarebbe stato «l'albero sacro
dell'abitazione», noto anche come «albero della tribù» o «albero della felicità»: qualora un nemico ne
rompeva un ramo, con il suo gesto «sacrilego» poteva determinare la morte dei
membri della famiglia, mentre se lo distruggeva completamente, con la sua totale
infrazione dei tabù danneggiava tutta la comunità di cui l'albero era il
protettore (Corradi Musi 1983).
Nei periodi di festa si usava portare davanti all'albero sacro cibi e ossa di
animali
uccisi per accontentarlo e agevolare così il passaggio nell'aldilà del doppio
dell'animale sacrificato.
I Finlandesi erano soliti, inoltre, piantare un albero in occasione della
nascita e
della morte di ciascun membro familiare o conoscente.
Il legno di betulla è considerato sacro e con esso si costruiscono ancora oggi i
tamburi degli sciamani e la cassa del kantele.
Dal termine koivu ha avuto origine il cognome analogo
Koivu, oggi diffuso
maggiormente nelle forme Koivunen, Koivula e Koivisto.
Riguardo ai cognomi Koivu e Koivula «[colui che è] tra le betulle», non
ci sono pervenute molte notizie: in base ai dati forniti dai registri del Väestörekisterikeskus e riportati dalla ricercatrice Sirkka Paikkala, sappiamo
che
essi sono stati registrati all'anagrafe per la prima volta nel 1890
(Paikkala 2004).
Il cognome Koivisto «bosco di betulle» appartiene ai cosiddetti
sotilasnimet «nomi di guerra, nomi di soldato»
(20) ed era originariamente un
soprannome [lisänimi], molto frequente tra i soldati di fila.
Koivunen è tra questi il cognome più comune e può essere tradotto con «piccola
betulla» o con il patronimico «figlio di Koivu».
L'area geografica in cui esso è maggiormente diffuso si estende dalle regioni
occidentali Satakunta e Häme alla sponda orientale del lago Päijänne; nella
suddetta area geografica sono interessati i comuni di Pori, Huittinen, Tampere e
Ruovesi.
Nella Finlandia orientale il cognome Koivunen è presente nei comuni di
Taipalsaari e Suojärvi, nella Raja-Karjala o «Carelia di frontiera», dove nel XVIII
secolo era in uso come toponimo. A Tampere si registra il seguente cambiamento:
Hakala > Koivunen (in data
20 agosto 1892).
Il cognome Koivunen raggiunge il picco di diffusione alla fine del XIX secolo;
esso fa la sua prima comparsa ad Ikaalinen nel 1894, a Kärkölä nel 1879, a Lapua
nel 1878, a Nummi nel 1889, a Pori nel 1882, a Tampere nel 1881 e nella Viipurin
Maalaiskunta («comune rurale di Viipuri») nel 1883
(Paikkala 2004).
Esso tuttavia è ancora molto frequente e oggi vi sono ben 8059 finlandesi che
portano questo cognome (7635 Koivula, 2992 Koivu, secondo i dati
forniti dai registri dell'anagrafe finlandese).
• SILTA
Presso i Finni, il ponte, in finlandese silta, è concepito come un luogo molto
pericoloso, da cui tenersi lontano il più possibile.
I Finlandesi hanno per lungo tempo considerato il ponte come mezzo di
collegamento con l'aldilà. Credevano, inoltre, che presso i ponti e presso i
mulini
vi fossero delle divinità antropofaghe che prediligevano mangiare soprattutto i
bambini.
La studiosa Anita Seppilli mette in connessione la «sacralità dell'acqua» e il
«sacrilegio della costruzione dei ponti che gettano un giogo sull'acqua e
persino
configgono dei piloni nel suo alveo sacro» (Seppilli 1977). La studiosa evidenzia che il
Pontifex latino in origine era «colui che costruisce il ponte» cioè un
«costruttore
sacrale di una via varcante l'acqua» e un «manipolatore del sacrale
pericoloso» (Corradi Musi, 1997).
Silta è tra quei cognomi finlandesi che erano già diffusi nel XVI secolo e di
cui si
hanno notizie anche negli atenei europei più importanti.
In particolare nell'università di Rostock vi erano studenti dai cognomi Sylt e
Sild (Grotenfelt 1902), che verosimilmente possono essere ricondotti al cognome finlandese
Silta. Silta compare per la prima volta nel 1906
(Paikkala 2004) e, sebbene ancora esista, non è più
molto diffuso: secondo i dati forniti dall'anagrafe finlandese, vi sono oggi
appena quarantasei persone che portano questo cognome.
Molto più diffusa è invece la variante Siltanen, traducibile con «piccolo
ponte»,
«del ponte» o «figlio di Silta» (in quest'ultimo caso la funzione di
patronimico).
Siltanen è uno dei più antichi cognomi della Finlandia orientale ed è
naturalmente
inserito nella tipologia Virtanen, poiché, come quest'ultimo, si presenta
formato
dal sostantivo silta e dal suffisso -nen.
Verso la fine del XIX secolo il cognome è diffuso in modo omogeneo nella zona
sud-occidentale dell'asse Miehikkälä-Kokkola, con eccezione della zona costiera
di lingua svedese della Varsinais-Suomi.
Il cognome compare nel 1880 per la prima volta a Jyväskylä, dove, come in molti
altri comuni, era in origine un nome di abitazione o di terreno agricolo
(Paikkala 2004).
Diversi cognomi sono stati cambiati in Siltanen:
Vakkuri (in data 5 dicembre 1890), Sillanpää (nel 1889),
Silander (a Suomusjärvi), Silvén (a Rauma) e
Siila (a Sortavala nel 1907) (Paikkala
2004). Siltanen si è man mano diffuso nei villaggi di Kuru, Kerimäki, Sääksmäki e
Sysmä, dove vi era, nel 1849, una tenuta dal nome Siltais, da cui
presumibilmente
gli abitanti presero il loro cognome.
• KARHU
L'orso, in finlandese karhu, è un animale importantissimo presso i Finni: basti
pensare che esistono ben tre varianti del mito riguardante le sue origini.
Nella prima variante si riteneva che l'orso, animale temuto e onorato, fosse
nato
da un batuffolo di lana gettato nell'acqua; nella seconda si raccontava che la
sua
nascita fosse avvenuta a nord nei pressi di un pino silvestre; nella terza
versione invece si narrava che l'orso fosse disceso dal
cielo, dove risiedeva vicino agli astri, su un fiore pieno
di miele con una catena d'argento, in una culla d'oro.
(Corradi Musi 1983)
Nel 1894, Ukko Timonen, originario di Kitee (Carelia del
nord), rivelò
all'etnografo Lönnbohm una formula per calmare gli orsi (Piludu
2007):
Missä ohto synnytelty
mesikämmen kiännätelty?
Tuolla ohto synnytelty,
mesikämmen kiännätelty:
ylähällä taivosessa,
Otavaisen olkapäillä.
Missä se alas laskettiin?
Hihnassa alas laskettiin,
hihnassa hopiisessa,
kultaisessa kätkyyssä,
sitte läks saloja samuumaan,
Pohjanmoata poloylakemaan.
Elä sorra sontareittä,
koa maion kantajoa,
enemp' on emoi(yla)lla työtä,
suur(i) vaiva vanhemmalla,
Jos Poikonen pahan teköö. |
Dove Ohto [l'orso] è nato,
dove mai zampa di miele fu svezzato?
Lassù Ohto è nato,
zampa di miele fu svezzato:
lassù nel cielo,
sulle spalle dell'Orsa Maggiore.
Come ha fatto a scender giù?
Con un filo fu calato,
con un filo argentato,
in una culla dorata,
a vagabondar per i boschi,
a gironzolare per il nord.
Non schiacciare la coscia di cacca [la mucca],
non ammazzare chi porta il latte [la mucca],
ci sarà più lavoro per le mamme,
un grande dolore per i genitori,
se il ragazzone fa del male. |
|
SKVR VII 5, loitsu 3932 |
 |
|
Karhu - l'orso |
|
[Ursus arctos] |
Risulta particolarmente interessante il motivo che ha spinto il cantore a
esprimere
in versi il mito delle origini celesti dell'orso: secondo le regole non scritte
del
«canone magico finlandese», colui che conosceva le origini di qualcosa e le
cantava, poteva assumere il controllo dell'oggetto in questione.
Notiamo i due appellativi con cui fa riferimento all'orso: Mesikämmen «zampa
di miele», che indica dolcezza e rispetto, e Poikonen «ragazzone», che
sottolinea
l'innocenza dell'orso richiamando la purezza dell'infanzia
(Piludu 2007). Presso i Finni tra i culti più antichi vi è proprio quello dell'orso, che
prevedeva
essenzialmente due fasi: l'uccisione dell'animale e la sua sepoltura, cui
seguiva
una grande festa.
Nel culto dell'orso rivestivano grande importanza i karhunpeijaset «canti
d'orso», con i quali ci si augurava una buona caccia, si salutava l'animale e
se ne
ricordavano i miti di origine.
In particolare questi karhunpeijaiset erano dei veri e propri riti propiziatori
dalla
funzione magica: lo scopo era proteggere la comunità dal temibile spirito
dell'orso (Laitinen 1995).
La festa dell'orso rappresentava un atto di scusa per aver ucciso l'animale, in
quanto il cacciatore lo uccideva per necessità ma al tempo stesso provava sensi
di
colpa, poiché sapeva che l'orso era un totem che poteva vendicarsi dall'aldilà.
Era usanza, inoltre, bere il sangue dell'orso per impossessarsi della forza e
dell'anima della bestia uccisa; infatti, il sangue è ancora oggi considerato
veicolo
di vita e dell'anima (Corradi Musi 1995).
Lo scrittore finlandese Arto Paasilinna ha sempre raffigurato gli animali, in
particolare l'orso, come personaggi veri e propri, profondamente legati al mito.
Nel suo romanzo L'anno della lepre [Jäniksen vuosi] ci descrive nei particolari
il
rito della caccia all'orso
(Paasilinna 1975):
|
Suuri karhu luhistui jäälle, toista luotia ei tarvittu. Vatanen
konttasi
karhun luo, päästi veren sen kurkusta, se oli mustaa ja maksoittunutta. Vatanen
joi
sitä kaksi kourallista. Sitten hän istui altavan ruhon päälle ja sytytti
savukkeen,
viimeisen. Hän itki, ei tiennyt minkä takia, mutta itku tuli. |
Il grande orso si afflosciò sul ghiaccio, non ci fu
bisogno di una seconda pallottola. Vatanen si
trascinò carponi fino all'orso, gli squarciò la gola
facendone uscire il sangue, un sangue nero,
coagulato, ne bevve due sorsi nel cavo della mano.
Poi si sedette su quel corpo enorme, e si accese una
sigaretta, l'ultima. Piangeva, non sapeva perché, ma
non poteva trattenere le lacrime. |
Arto Paasilinna: L'anno
della lepre
(Traduzione di Ernesto Boella) |
La gran parte degli antichi cognomi della Finlandia orientale prende origine dai
nomi di animali e tra questi vi è ovviamente Karhu; nella zona del Savo questi
cognomi possiedono inoltre il caratteristico suffisso -nen, cosicché là
risulterà più
frequente la forma Karhunen, traducibile con «orsetto, figlio dell'orso».
Karhunen e la forma femminile Karhutar «orsetta, figlia dell'orso» erano
entrambi dei patronimici corrispondenti alle forme Karhun poika («figlio
dell'orso», «figlio di Karhu») e Karhun tytär («figlia
dell'orso», «figlia di Karhu») o Karhusen tytär («figlia dell'orsetto»,
«figlia di Karhunen»).
Il cognome Karhu è oggi ancora diffuso in Finlandia, sebbene sicuramente meno
rispetto alla fine del XIX secolo: nel 1876 a Savonlinna si registra il
cambiamento
Karhu > Salonen, nel 1877 Karhu > Koskinen
(Paikkala 2004).
Per quanto riguarda il cognome Karhunen nel 1880 si registra il seguente
cambiamento: Karhunen > Karhu, con il ritorno dal patronimico al cognome di
base (Paikkala 2004).
La desinenza -nen in Karhunen è tipica del patronimico ed effettivamente la
maggior parte dei cognomi della Finlandia orientale è nata su modello dei
patronimici russi: il ruolo del suffisso -nen può essere quindi
paragonato ai suffissi -ov/-ev, presenti per l'appunto nei più diffusi cognomi
russi (Eliot 1890).
Nel 1914 a Suonenjoki si registrerà un cambiamento di segno opposto: Lainen >
Karhunen (Paikkala 2004).
Il cognome Karhutar, come tutti i patronimici «femminili», non appartiene al
sistema ufficiale dei cognomi, quindi è più difficile reperire su di esso
notizie
specifiche, poiché è generalmente associato al corrispettivo maschile Karhunen.
Nella seconda metà del XIX secolo esistevano ancora altri cognomi in onore
dell'orso: Karhunmaa «terra dell'orso», trasformato nel 1891 in Rantanen «della riva, della sponda» (Paikkala 2004) e infine
Karhukangas «brughiera dell'orso»,
definitivamente scomparso.
Nei registri del Väestörekisterikeskus sono menzionati solamente Karhu e
Karhunen: vi sono oggi 9133 Karhu e 5195 Karhunen, quindi possiamo
concludere che l'orso è tuttora onorato dai Finlandesi già semplicemente nel
loro cognome.
• KOTKA
L'aquila, in finlandese kotka, è venerata non solo presso i Finni, ma presso
tutte le
popolazioni ugrofinniche: è l'unico animale capace di volare così in alto da
fissare
il sole e per questo motivo è nota anche come auringonlintu «uccello del
sole».
Insieme all'orso e ai palmipedi, l'aquila è uno dei principali animali totemici.
Nei suoi viaggi iniziatici, lo sciamano indossa spesso un costume che riproduce
le
fattezze del suo «doppio», immaginato in forma vegetale o animale: l'aquila,
considerata lo spirito guida per eccellenza, è uno degli animali che più
frequentemente incarnano il «doppio» dello sciamano ed è spesso raffigurato
anche sugli attrezzi che egli usa nei suoi viaggi magici o sul costume
cerimoniale dello stesso sciamano. Questi spesso indossa
anche un copricapo con piume dell'uccello.
Presso le popolazioni ugrofinniche imparentate con i Finlandesi e gli Ungheresi
vi
sono interessanti credenze: per gli Ugri dell'Ob', l'aquila è una divinità
suprema
in continuo contatto con gli sciamani, mentre presso le popolazioni della Buriazia
meridionale si racconta che lo sciamano sia nato dall'unione
di una donna con un'aquila divina; secondo un'altra credenza
lo sciamano sarebbe nato dall'uovo dell'aquila
(Corradi Musi 2007). L'aquila è in particolar modo
protagonista di uno dei miti finlandesi della creazione: il
mito dell'«uovo del mondo» (Corradi
Musi 1983). In una versione di questo mito si
racconta che un'aquila volava sopra il mare, in cerca di un
posto piacevole in cui nidificare: in quel momento
Väinämöinen stava
facendo il bagno e l'aquila, scambiato il suo ginocchio per un'isola, vi costruì
sopra il proprio nido di rame. L'aquila, covando, emanava talmente tanto calore
che Väinämöinen spostò il ginocchio e l'uovo cadde nel mare: l'uovo,
rompendosi, generò con la base del guscio la terra, con la parte superiore il
cielo,
con l'albume il sole, con il tuorlo la luna e con le altre parti le stelle.
L'aquila è profondamente rispettata e venerata ancora oggi, tanto che in
Finlandia
esiste anche una città dal nome Kotka e in particolare vi sono i cognomi Kotka e
Kotkanen.
Entrambi i cognomi sono in uso sin dagli ultimi anni del XIX secolo, sebbene non
troppo diffusi; il 23 marzo 1906, sul giornale Giovane Finlandia [Nuori Suomi], Heikki Ojansuu pubblicò l'articolo
Riguardo alla
questione del cambiamento del cognome [Nimenmuuttokysymyksestä],
sulle trasformazioni subite
dai cognomi. Egli riteneva che i nomi di piante e animali fossero
particolarmente adatti come cognomi e tra questi figurava anche Kotka, che poi
effettivamente entrò in auge
(21). Kotkanen
(«aquilotto», «figlio dell'aquila», «figlio di Kotka»), invece, è
divenuto
sempre meno diffuso, poiché con il passare del tempo si sono preferiti i cognomi
di nuova generazione, privi del suffisso -nen.
Già negli ultimi anni del XIX secolo i cognomi della tipologia Virtanen stavano
diventando sempre più obsoleti, lasciando il posto a quelli appartenenti alla
tipologia Laine.
Fino al 1891 il cognome Kotkanen era ancora piuttosto comune, come ci è
testimoniato anche dai registri del primo liceo finlandese di Helsinki
(22), e originariamente era un patronimico, proprio come la maggior parte dei cognomi
appartenenti alla tipologia Virtanen.
Secondo i registri del Väestörekisterikeskus, oggi vi sono 565 Finlandesi dal cognome
Kotka, mentre si stimano appena quaranta Kotkanen: ciò conferma che con il passare del tempo i cognomi in
-nen saranno
sempre più rari.
• SORSA e HANHI
 |
|
Sorsa - l'anatra |
|
[Anas platyrhynchos] |
L'anatra e l'oca, in finlandese rispettivamente sorsa e
hanhi, hanno una grande
importanza presso i Finni e tutte le popolazioni ugrofinniche.
I palmipedi sono, insieme all'aquila e all'orso, i principali totem: basti
pensare
che presso la popolazione ugrofinnica dei Mari, profondamente legata alla
filosofia sciamanica, uno dei costumi nazionali femminili ha la parte superiore
proprio a forma di becco d'oca (23).
Secondo certe credenze, la protagonista del mito dell'«uovo del mondo», che
abbiamo citato nel paragrafo precedente, non è un'aquila bensì un'oca o
un'anatra.
Nella mitologia finlandese e ugrofinnica in generale si immagina che i defunti
con
le forme di palmipedi volino lungo la Via Lattea fino all'«albero del mondo»: si
immaginava che quest'ultimo arrivasse fino al cielo (Corradi
Musi 2007).
Nell'iconografia popolare ungherese, esso veniva riprodotto nell'immagine
raffigurante un castello che ruotava sulla zampa di un'anatra
(Corradi Musi 1983); anche nei
ricami
di molte popolazioni ugrofinniche vi sono spesso forme stilizzate di zampa di
palmipede.Nella produzione letteraria ungherese, in particolare nel
regölés, compaiono
spesso riferimenti magici, come la presenza delle ochette, generalmente messe in
relazione con l'aldilà, come nel seguente testo (Rozsnyói
2002):
Adjon az Uristen
ennek az asszonynak
egy tehén alatt
száz köpü vajat,
egy lúd alatt
száz libafiat,
egy tyúk alatt
száz csirkefiat!
Hét ökör, régi törvény,
haj, regu rejtem, haj, regu rejtem,
azt is megengedte
az a nagy Uristen. |
Dia il Signore
a questa signora
cento paioli di burro
sotto una vacca,
cento ochette
sotto un'oca
cento pulcini
sotto una gallina!
Sette buoi, legge antica,
anche quello ha permesso
Il grande Dio nostro signore. |
|
El-eljöttek földnek nyomán |
I nomi in lingua finlandese di questi palmipedi hanno dato origine agli analoghi
cognomi Sorsa e Hanhi, e poi alle varianti Sorsanen, Hanhinen,
Hanhimäki e
infine Hanhineva.
Del cognome Sorsa non si hanno molte notizie, tuttavia si ritiene che esso sia
entrato in uso all'incirca nella seconda metà del XX secolo.
Molti Nieminen decisero di adottare in quel periodo il cognome Sorsa, poiché
Nieminen era diventato fin troppo comune: il primo cambiamento
Nieminen >
Sorsa si registra nel 1940 a Maarianhamina (Paikkala
2004); in quell'occasione altri
cittadini,
invece, preferirono cambiare il proprio cognome in Stenmark «terreno di
pietra», piuttosto che in Sorsa. Bisogna però ricordare che a Maarianhamina, capoluogo delle provincie autonome di
Ahvenanmaa [Åland], la maggior parte degli abitanti era ed è tuttora di
madrelingua svedese, quindi
la preferenza per un cognome svedese (Stenmark), piuttosto che per uno
finlandese (Sorsa) era prevedibile.
La forma Sorsanen («piccola anatra», «figlio dell'anatra») risale alla seconda
metà
del XIX secolo e appartiene al gruppo dei cognomi più antichi originari della Finlandia orientale: anch'esso, come molti dei cognomi della sua stessa
tipologia,
era in origine un patronimico.
Secondo i registri del Väestörekisterikeskus, il cognome
Sorsa è ancora oggi diffuso uniformemente in tutta la Finlandia (vi
sono 4076 persone che portano questo cognome), mentre Sorsanen è presente
prevalentemente nella regione del Savo e nella Carelia meridionale. Al
contrario, Hanhi non è mai stato particolarmente diffuso e attualmente si stima che appena
diciannove finlandesi portino ancora questo cognome: la forma
Hanhinen («ochetta»,
«figlio dell'oca», «figlio di Hanhi») è senz'altro preferita ancora oggi. Hanhinen è appartenente alla classe di cognomi più antichi della tipologia
Virtanen; esso compare per la prima volta a Jämsä nel 1898, dove all'anagrafe
risulta una tale Ida Hanhinen (Paikkala 2004): oggi in Finlandia vi sono ancora 570 persone
che
portano questo cognome.
Meno frequenti, ma interessanti dal punto di vista etimologico e simbolico, sono
le varianti Hanhineva e Hänhimäki.
La prima ha il suo picco di diffusione tra il 1879 e il 1889 a Viipuri. Secondo
i dati forniti dai registri del liceo classico di Viipuri, pubblicati nel 1929
(Paikkala 2004)), le
tipologie di cognomi erano: (a) cognomi non finlandesi (prevalentemente di
origine russa); (b) cognomi rari, che originariamente erano nomi di edificio o di
proprietà terriera (tra questi vi è per l'appunto Hanhineva).
Hahnineva si presenta formato da due parole, hanhi «oca» e neva, ermine ormai
in disuso, indicante una palude desolata e umida
(24): il cognome può essere
quindi tradotto con «palude dell'oca», richiamando così
l'immagine mitologica del palmipede che nuota nell'acqua.
Notizie della variante Hänhimäki si trovano nei registri dell'Istituto
Nazionale Previdenza Sociale [Kansaneläkelaitos]
(Paikkala 2004), secondo cui tale cognome era
diffuso quasi unicamente nell'Etelä-Pohjanmaa (Ostrobotnia meridionale), in particolar
modo nel villaggio di Alahärmä: qui Hänhimäki è rimasto in auge fino alla prima
metà del XX secolo per poi essere sostituito da Rintanen. Hänhimäki è, come il cognome analizzato precedentemente, composto di due
termini: hänhi «oca» e mäki «collina».
Esso può essere ben tradotto con «collina dell'oca», suggerendoci così
l'immagine
di un luogo sacro, dove molto probabilmente era praticato qualche culto in onore
dell'oca stessa (25).
• HIRVI
L'alce, in finlandese hirvi, era considerato dai Finni un animale mitico; vi
sono
diversi componimenti, appartenenti alla produzione letteraria arcaica, che
descrivono la nascita e la caccia dell'alce.
Alla caccia dell'alce, cui seguono i relativi festeggiamenti, sono associati gli
hirvenpeijaiset «canti dell'alce», che, come i karhunpeijaiset «canti
dell'orso»,
avevano una funzione propiziatoria (Laitinen 1995).
Presso le popolazioni ugrofinniche, è profondamente venerato anche il cervo, in
finlandese saksanhirvi, appartenente alla stessa specie animale dell'alce.
Il cervo è spesso ricorrente nei miti e nei culti legati alla renovatio della
natura ed
è spesso collegato, in modo simbolico, alle due tappe fondamentali della vita,
ovvero la nascita e la morte: ciò avviene, poiché caratteristica peculiare del
cervo
è, infatti, quella di perdere le corna, che poi ricrescono nuovamente
(Rozsnyói 2002 | Corradi Musi 1997 | Corradi
Musi 2007).
Il culto del cervo (sostituito dall'alce presso le popolazioni del nord) non è
peculiare delle etnie ugrofinniche, ma ha rivestito una grande importanza anche
nel mondo occidentale: basti pensare che riproduzioni, alcune molto
semplificate,
di cervo sono state scoperte tanto presso i Mari, quanto nella nostra Val
Camonica.
 |
|
Hirvi - l'alce |
|
[Alces alces] |
Il termine finlandese hirvi ha dato origine al cognome analogo, diffuso anche
nella forma Hirvinen e poi nelle varianti Hirvilä e Hirvikanto.
Hirvi è oggi molto più diffuso rispetto alla forma più antica
Hirvinen; infatti,
esso
appartiene alla tipologia di cognome Laine, che ha per buona parte sostituito
gli
antichi cognomi in -nen.
Informazioni interessanti riguardo alla trasformazione dei cognomi ci sono
fornite
dall'Università di Helsinki: fino al 1850, i cognomi finlandesi in uso erano
esclusivamente quelli originari della Finlandia orientale, ma, negli anni
successivi,
cominciarono a comparire nei registri dell'università nuovi cognomi, ispirati a
nomi di abitazioni o di località di origine (Paikkala
2004).
Questi «nuovi» cognomi erano tuttavia sempre terminanti in -nen e tra essi vi
era
anche Hirvinen: risulta che presso l'università di Helsinki, nel 1855, era
studente
un tale Salomon Hirvinen, originario della località Hirvilä, situata nei pressi
del
comune di Ylihärmä (Paikkala 2004).
Dobbiamo precisare che lo stesso Hirvilä è stato un cognome molto diffuso, in
particolar modo tra i sacerdoti, fino al 1834, quando si trasformò
definitivamente
in Hirvinen (Paikkala 2004).
Hirvilä è formato da hirvi con l'aggiunta del suffisso -lä, che ha
generalmente valore locativo:
questo vocabolo è molto probabilmente una variante del termine hirvelä
«luogo dove dimorano gli alci» o potrebbe anche significare
«discendente dall'alce», considerando che in certi casi il
suffisso -lä ha valore diminutivo o indica origine o
discendenza.
Il cognome Hirvikanto «traino dell'alce» nasce nel 1906 durante le celebrazioni della «Giornata di Snellmann», cui
abbiamo accennato nei capitoli precedenti: molti cittadini, tra cui anche uomini
di
stato, decisero di abbandonare i propri cognomi, generalmente di origine
svedese,
per adottarne dei nuovi in lingua finlandese.
In particolare il procuratore Von Hellens decise di adottare proprio il cognome
Hirvikanto, anche per non abusare ulteriormente di cognomi già troppo diffusi,
quali Virtanen, Koskinen, Nieminen e simili
(Paikkala 2004).
Attualmente i registri del Väestorekisterikeskus ci forniscono i seguenti dati:
vi
sono 1417 Hirvi e 528 Hirvinen, quindi anche in questo caso predomina la forma
più nuova, appartenente alla tipologia Laine.
• SUSI
Il lupo, in finlandese susi, è, per i Finni e le altre popolazioni ugrofinniche,
un
animale oscuro ed esoterico: esso è generalmente collegato alla licantropia e
nell'iconografia popolare è spesso raffigurato con fattezze animali e umane.
Non solo presso i popoli ugrofinnici, ma anche nel mondo occidentale, si è
sentito
spesso parlate del lupo mannaro: in Lapponia, in Finlandia e in Svezia si
credeva
che fosse possibile essere trasformati in lupi per mezzo di incantesimi o riti
magici e che gli spiriti malevoli sfruttassero questa metamorfosi per ostacolare
un
amore fedele.
In molte leggende finlandesi, si raccontava che fosse il coltello rubato da un
lupo
e trovato in possesso di un essere umano il segno di riconoscimento del
licantropo (Corradi Musi 1995).
Il lupo è anche collegato, insieme con gli animali precedentemente analizzati,
al
totemismo: durante le lotte rituali e i viaggi visionari, l'anima degli
sciamani, o
meglio il loro «doppio», poteva assumeva una forma animale, compresa quella del
lupo.
In particolare, il lupo mannaro era interpretato come una metempsicosi
temporanea, anticipatoria della trasformazione finale che sopraggiungeva con la
morte, quando l'anima poteva assumere le sembianze del lupo
(Corradi Musi 1995).
Nella produzione letteraria troviamo una storia che trae spunto proprio dalla
licantropia: ci riferiamo al romanzo La sposa del lupo
[Sudenmorsian], scritto
nel
1928 da Aino Kallas.
Il romanzo racconta la storia di Aalo, sposata con una guardia forestale e
trasformata da Satana in lupo mannaro; nonostante il marito avesse notato in lei
le
caratteristiche tipiche di una strega (i capelli rossi e il marchio di strega
sotto il seno sinistro), decise ugualmente di sposarla. Aalo, tuttavia, non riusciva a resistere alla chiamata dello spirito dei boschi
e
quindi usciva ogni notte per andare a correre nella foresta con i suoi amici
lupi.
Ecco com'è descritta la trasformazione della fanciulla in lupo mannaro
(Kallas 1928):
|
Vaan Aalo heitti sudennahan harteillensa, ja kohta hän tunsi
ruumiillisen muotonsa tuiki tuntemattomaksi muuttuvan, niin että hänen rumiinsa
valkia iho peittyi takkuiseen karvaan, hänen piskuinen näköpäänsä soukkeni
suden teräväksi kuonoksi, hänen vähät sorjat korvansa vaihtuivat suden
pystykorviksi, hampaat raateleviksi torahampaiksi, ja kynnet metsänpedon
käyriksi kynsiksi. […] Mutta tästä lähtein oli Aalo kadotuksen oma ja liitossa
Saatanan kanssa, ja hän alkoi juosta ihmissutena Loksperin noitain lailla, niin
että
hänellä oli niinkuin kaksi elämätä, koska hän vuoroin oli susi ja vuoroin
ihminen. |
Così Aalo si coprì le spalle con la pelle del lupo, e presto sentì le sue forme
corporee
trasformarsi in qualcosa di estremamente sconosciuto, cosicché la bianca pelle
del
suo corpo venne ricoperta da peli arruffati, il suo volto minuto si assottigliò
nel
muso appuntito di un lupo, le sue piccole orecchie delicate si trasformarono
nelle
orecchie diritte di un lupo, i denti in zanne acuminate, e le unghie in artigli
ricurvi.
[…] Ma a partire da questo momento Aalo visse nella dannazione e in alleanza
con Satana, e, con le sembianze di lupo mannaro, cominciò a correre come gli
spiriti di Loksperi, come se ella avesse due vite, poiché a volte era lupo e a
volte
umana. |
Aino Kallas: La sposa del lupo
(26)
(Traduzione di Flavia Di Luzio) |
Dal termine susi ha avuto origine l'analogo cognome che è ancora oggi diffuso in
tutta la Finlandia.
Susi è uno dei cognomi finlandesi più antichi, come del resto lo sono molti dei
cognomi che hanno origine da nomi di animali: la forma Susinen («lupetto»,
«figlio del lupo») era in origine diffusa in modo omogeneo in tutta la regione
del
Savo, mentre la variante Susi, priva del suffisso -nen, è specifica del
villaggio di
Kannas, nei pressi di Savonlinna.
Alla fine del XIX secolo sono stati registrati dei cambiamenti di cognome che
hanno determinato una diminuzione di Susi in Finlandia: Susi > Peltonen (in data
14 agosto 1883 nel comune rurale di Viipuri) e Susi > Saares (nel 1905)
(Paikkala 2004).
Secondo i registri del Väestorekisterikeskus, la forma
Susinen è ormai quasi del tutto scomparsa, mentre per
quanto riguarda Susi, vi sono ancora 1244 persone che
portano questo cognome ed esse risiedono prevalentemente
nella regione del Savo e nella zona di frontiera
russocareliana. |
I COGNOMI LEGATI ALLO
SCIAMANESIMO
• RUMPUNEN
 |
|
Tamburi sciamanici |
|
Tipici tamburi utilizzati dagli
sciamani euroasiatici nella kamlenie. I disegni sono
rappresentativi della cosmologia sperimentata dagli sciamani
stessi durante i loro viaggi estatici. |
Il tamburo, in finlandese rumpu, è usato in tutto il mondo come strumento di
iniziazione e accompagnamento alla trance sciamanica e al viaggio magico.
Lo sciamano, infatti, per accompagnare la propria entrata in trance e il proprio
viaggio, batte il tamburo sempre più forte, così riproducendo oggettivamente i
battiti del proprio cuore; sul tamburo sono spesso raffigurati determinati
elementi
naturali, come ad esempio il sole, la luna, l'albero e la svastica, concepita
come
simbolo del sole nascente.
Il tamburo è costruito con il legno di betulla, considerato sacro presso i Finni
e
tutte le popolazioni ugrofinniche; si ritiene che questo strumento sia
particolarmente di aiuto nei processi di guarigione attuati dallo sciamano,
poiché
capace di determinare specifici stati psicologi e fisici.
Sono state condotte delle ricerche dal punto di vista scientifico ed è stato
evidenziato come il suono percussivo del tamburo sia in grado di potenziare o
attivare determinati processi o qualità, fisici e mentali, garantendo così la
perfetta
riuscita della guarigione sciamanica. Si parla proprio di una diversa risposta
del
sistema immunitario nella fase precedente al battere il tamburo e nella fase
immediatamente seguente (Harner
~ Tryon 1992).
Ancora oggi in Finlandia esiste il cognome Rumpunen, traducibile con «piccolo
tamburo» o semplicemente «tamburino».
Il cognome ha raggiunto la diffusione massima nella seconda metà del XIX
secolo, per poi essere in parte oscurato da altri cognomi: nel 1879 si registra
il
cambiamento Rumpunen > Laakso (Paikkala
2004), che testimonia ancora una volta l'uso di
sostituire un antico cognome di tipologia Virtanen con uno più nuovo del gruppo
Laine.
Rumpunen è ancora oggi diffuso negli stessi territori dove è entrato in uso per
la
prima volta, in altre parole la regione del Savo e l'Etelä-Karjala (Carelia
meridionale).
In base ai dati forniti dai registri del Väestörekisterikeskus si stimano appena
283
Rumpunen residenti ancora oggi in Finlandia.
• ARPIAINEN
Il cognome Arpiainen, presente anche nella variante
Arponen, può essere
accostato etimologicamente a diversi termini finlandesi che richiamano la figura
dello sciamano: arpoa «sorteggiare», arpoja «colui che prevede il futuro, indovino» e
arva «sorte». La figura dell'arpoja è, infatti, presente nel folklore finlandese ed equivale a
quella del nostro «indovino», capace di svelare ciò che riserva la sorte.
Presso i popoli ugrofinnici, l'arpoja è punto di riferimento per la comunità,
che
vede in lui una guida tra le contraddizioni dell'esistenza e un tramite
attraverso
cui conoscere ciò che il destino riserva per l'umanità.
Purtroppo, per quanto riguarda il cognome Arpiainen e la variante
Arponen non vi
sono molte notizie riguardo alle loro origini, sebbene si ritiene che questi
cognomi
siano entrati in uso per la prima volta nella Finlandia orientale, per poi
diffondersi
fino alla costa occidentale, in particolare nella città di Rauma.
La forma Arponen è oggi più diffusa in confronto ad Arpiainen:
secondo i registri del Väestörekisterikeskus, vi sono 1821
Arponen e 673 Arpiainen, concentrati
prevalentemente nella Finlandia orientale.
• PARANTAINEN
 |
|
Cosmologia finnica |
|
A - La volta del cielo.
B - La stella polare. C - La colonna che
sostiene il cielo. D - Kinahmi,
il gorgo nel quale sprofonda la colonna. E -
Pohjola, la terra del nord.
F - Mondo abitabile. G -
Lintukoto, l'orlo del mondo. H -
Tuonela, il
regno dei morti. |
|
<it.wikipedia.com> |
Il cognome Parantainen è etimologicamente da
mettere in relazione con il verbo finlandese parantaa
«guarire» e con il sostantivo parantaja «guaritore,
guaritrice». Nei paragrafi precedenti abbiamo già accennato
all'importanza del processo di guarigione attraverso cui lo
sciamano risana la persona malata. La malattia era spesso
immaginata come uno spirito malvagio che penetrava nel corpo
e da cui il malato poteva essere liberato solamente a opera
del «guaritore». L'acqua, sacra e sacrilega, aveva un ruolo
importante nel processo di guarigione: lo sciamano, se
benevolo e incline a portare il bene nella propria comunità,
si immergeva nell'acqua per aiutare e guarire i malati; se
era malefico, al contrario, gettava le malattie nell'acqua,
trasformandosi così in un seminatore di morte.
Parantainen è entrato in uso come cognome per la prima
volta nella seconda metà del XIX secolo, precisamente
intorno al 1872, a Jyväskylä e dintorni. Esso era
diffuso in particolare nello Jyväskylän Maalaiskunta (il
comune rurale di Jyväskylä), sebbene fosse destinato a
diventare sempre più raro.
Al giorno d'oggi, stando ai registri del Väestörekisterikeskus,
vi sono 590 Finlandesi che possiedono ancora questo cognome
e risiedono, per l'appunto, nei dintorni di Jyväskylä e in
minima parte nella regione del Savo.
• TIETÄVÄINEN
Il termine tietäväinen, da cui ha preso origine l'analogo cognome qui
analizzato, è
traducibile con «colto, sapiente».
Esso può essere etimologicamente associato al verbo tietää «conoscere, sapere» e al sostantivo
tietäjä «sapiente, profeta, indovino».
Il tietäjä, in altre parole lo sciamano, è «depositario della scienza occulta e
delle
esperienze intellettuali di ogni singolo componente della collettività»
(Corradi Musi 1983), guida la sua comunità nelle contraddizioni e nelle incertezze dell'esistenza, di
cui
l'uomo rifiuta la caducità e al tempo stesso l'assenza di limite.
Egli è l'eroe civilizzatore, «psicoterapeuta moderno», fonte di saggezza e di
serenità per coloro che cercano un punto di riferimento in una vita che spesso
si
rivela piena di difficoltà e di imprevisti (Corradi Musi
2002).
Il tietäjä, inoltre, formulava in strofe le sue
conoscenze che dovevano essere cantate, e si accompagnava
con il tamburo sacro [kannus], ornato di figure
simboliche (Corradi Musi 1983).
Il cognome Tietäväinen ha origine dal participio presente del verbo tietää, vale
a
dire tietävä «[colui che] sa, sapiente» e può essere messo in stretta relazione con
il
sostantivo tietäjä, che possiede un significato analogo.
Questo cognome apparve già alla fine del XIX secolo con ortografia Tietäwäinen,
e apparteneva alla tipologia Virtanen, di cui fanno parte i cognomi
finlandesi
più antichi; le aree geografiche in cui era più diffuso sono la regione del Savo
e la
Carelia.
La maggior parte di coloro che possiedono questo cognome vivono ancora oggi
nelle aree geografiche menzionate e, in base ai dati forniti dal
Väestörekisterikeskus, si ritiene che vi siano in Finlandia 748 Tietäväinen. |
|
CONCLUSIONE I cognomi analizzati nei capitoli precedenti
rappresentano una testimonianza viva dell'influenza che, sui
cognomi finlandesi in generale, hanno avuto e hanno tuttora
la mitologia e la filosofia sciamaniche.
La maggior parte delle ricerche condotte in precedenza sui cognomi finlandesi ha
avuto come scopo quello di farne un'analisi linguistica e definirne il contesto
storico di origine.
Il nostro lavoro si è orientato, invece, in una direzione differente: trovare le
maggiori connessioni possibili tra i cognomi e il folklore finlandese,
approfondendo in particolare gli aspetti legati allo sciamanesimo e alla
mitologia.
Sulla base del materiale raccolto, riteniamo di poter affermare che nei
toponimi,
nei nomi e, nel caso specifico qui analizzato, nei cognomi, si rispecchiano i
caratteri dell'identità nazionale finlandese: studiando i cognomi appartenenti a
differenti periodi storici si nota immediatamente la grandissima importanza che
essi hanno rivestito nello sviluppo dell'identità nazionale, facendo sì che i
Finlandesi fossero finalmente fieri della propria «finnicità». |
|
NOTE
1 — Secondo Carla Corradi Musi, «Pur essendo in stretta connessione con le
identità etniche
specifiche e richiedendo studi etnosemiotici di tipo regionale, lo sciamanesimo
possiede una
struttura generale inconfondibile, con le relative simbologie, che può
costituire un modello di
riflessione e di confronto anche per l'uomo dei nostri giorni, alle prese con i
problemi connessi
con la salvaguardia della natura, con l'inserimento sociale, con il mantenimento
dell'identità
individuale e di gruppo» (Corradi Musi 2002).

2
— Un esempio è l'applicazione dello sciamanesimo in campo musicale, in
particolare modo nella
musica cosiddetta trance, ballata in discoteca dai giovani di tutto il mondo. Vi
sono gruppi, tra cui
i Värttinä, che utilizzano gli strumenti musicali tradizionali, ricreando
sonorità che hanno le
proprie radici in Carelia e in Siberia.

3
— Per comprendere meglio il rapporto tra vita e acqua, si pensi al liquido
amniotico.

4
— Una ricercatrice finlandese, Sirkka Paikkala, ha pubblicato il libro
Quel
così comune Virtanen [Se tavallinen Virtanen], in cui spiega le ragioni di una così grande frequenza di
cognomi quali per
l'appunto Virtanen, Nieminen, Koskinen e Lahtinen
(Paikkala 2004).

5
— Questi registri forniscono informazioni
riguardo alla diffusione dei cognomi e dei nomi presenti
ora e in passato sul territorio finlandese. Essi sono
oggi conservati a Helsinki, presso gli
uffici dell'anagrafe di Tynnyrintekijänkatu, e
consultabili sul sito internet <www.vaestorekisterikeskus.fi>.

6
— La trasformazione Grönholm > Väinämöinen risale al
03 gennaio 1899 ed è confermata dai registri anagrafici della
città di Turku. I Registri anagrafici del
Municipio di Turku [Turun
maistraatin väestörekisterit], sono reperibili presso gli uffici
municipali di Turku, in Aurakatu. Tornando ai cognomi
precedentemente citati, non è chiaro se esista un legame
effettivo tra essi, poiché bisogna precisare che
Väinämöinen ha origine dalla denominazione finnica del
fiume Dvina/Väinä, mentre Grönholm significa «isolotto
verde».

7
— Con il termine kantatalo si intende una proprietà
terriera a conduzione familiare, intorno alla quale nel
corso del tempo si è formato un centro abitato (per
esempio un kylä, che significa «villaggio»).

21 Prima di forgiare il Sampo, Ilmarinen
costruisce come prova un mulino di farina, un altro di
sale e infine uno di monete (Corradi Musi, 1983: 161).
10
8
— È sufficiente pensare alla banca
finlandese Sampo o al nome di strada Sammonkatu «via
del
sampo», presente in molte città e villaggi
finlandesi. Ilmarinen, invece, è il nome di un'antica
kantatalo nella cittadina di Lieto ed è presente nei
nomi composti di alcuni villaggi nei pressi di Vehmaa e
Loimaa.

9
— La
«Giornata di Snellman» è stata celebrata il 12 maggio
1906, nel centenario della nascita del filosofo e
statista Johan Vilhelm Snellman (1806-1881), fautore del
riconoscimento della lingua finlandese. Nel 1906, in occasione di
questa festività, sia gli uomini di stato, sia i comuni
cittadini, sostituirono il proprio cognome di lingua
svedese con uno finlandese, in onore della propria finnicità. Nel 1952 lo Snellmanin päivä è stato inserito
ufficialmente nel calendario e dal 1978 è noto come
Suomalaisuuden päivä «Giornata della finlandesità».

10
— Articolo dal titolo Occorre farlo!
Dichiarazione sull'adozione dei cognomi finlandesi
[Tehtäwä! Julistus
suomalaisten sukunimien ottamiseksi],
scritto da Johannes Linnankoski, sotto lo pseudonimo
Syrjästäkatsoja «colui che guarda dall'esterno» e
pubblicato sulla rivista La nuova
finlandese [Uusi Suometar] in data
19 marzo 1906. Secondo Johannes Linnankoski, «per i
giardinieri andrebbe bene il cognome Oksanen e
per i mugnai Sampo. Per le persone che svolgono altre
professioni, non sappiamo ora quali nomi adatti
proporre. Forse altre persone più sagge li possono
inventare. La cosa più importante è che non vi siano
troppi Koskinen» [puutarhureille
sopisi nimi Oksanen ja mylläreille Sampo. Muille
ammattilaisille emme tällä kertaa tiedä sopiwiä nimiä
ehdoitella. Ehkä muut wiisaammat sellaisia keksiwät.
Pää-asia onkin waan ettei tule liian paljon Koskisia]
(Linnankoski 1906). Ricordiamo che
Oksa significa «ramo»
e Koski «rapida».

11
— Henrik August Reinholm scrisse in
proposito: «Patronimico: ugualmente antico come il
cognome, presso i Finlandesi vi è il patronimico.
Verosimilmente già in tempi più antichi il cognome si
forma dal patronimico, es. Lemminkäinen da Lemmin poika»
[Fadersnamn: lika gammalt som familjenamnet,
är hos Finnarne namnet efter far.Sannolikt bildades
redan i fordna dagar familjenamn-former af fadersnamn,
t.ex. Lemminkäinen af Lemmin poika]
(Reinholm 1853).

12
— Informazioni ottenute consultando i registri
anagrafici e i documenti storici in possesso delle parocchie finlandesi sul sito internet
<hiski.genealogia.fi>
(Seurakuntien historiakirjojen hakuohjelma). Il servizio
è a cura della Suomen Sukututkimusseura «Società
genealogica finlandese», fondata nel 1917 e i cui
uffici hanno sede a Helsinki, in Liisankatu, dove è
possibile visionare tutti i materiali messi a
disposizione per via elettronica.

13
— Secondo Pertti
Lepistö, «il periodo della rinascita si è rafforzato
negli anni Ottanta e ha avuto il suo culmine negli anni
Novanta, quando il kantele ha acquisito la posizione che
merita, a lungo non riconosciuta. Molto si deve al
lavoro del professor Martti Pokela, Grand Old Man del
kantele, e padre del kantele moderno. In particolare, il
chitarrista rock Albert Järvinen compose nel 1991 il
brano Rise of Kantele e il gruppo CMX nel 1995 il brano
Rautakantele «kantele di ferro». […] Tra i
Finlandesi che portano nei geni il mondo kalevaliano
potremmo citare Ville Valo e il suo gruppo rock HIM
oppure Tuomas Holopainen e il suo gruppo Nightwish: le
loro musiche sono piene di melancolie kalevaliane, di
cui il kantele è diventato il simbolo»
(Lepistö 2007).

14
— I cognomi finlandesi più frequenti sono divisi
essenzialmente in due gruppi: (a) tipologia Virtanen;
(b)
tipologia Laine.

15
— Si assiste a una vera e propria «moda» dei cognomi e
ogni epoca vede prevalere una determinata tipologia di
cognomi. Nel periodo successivo alla pubblicazione della
versione definitiva del
Kalevala, si assiste ad un vero successo dei cognomi
che traggono origine dai nomi dei personaggi del poema.

16 — Frans Ahlman notò: «Spesso mi è venuto in mente il
fatto che a Häme i contadini non hanno cognomi.
[…] Nei libri
chiamiamo ogni proprietario terriero con il nome della propria tenuta, unito al
nome di battesimo,
es: Matti Seppälä, Kustaa Anttila etc.» [Usein on johtunut mieleeni se seikka, kun ei Hämeessä
talon-pojilla ole
sukunimiä. [...] Jokainen talon-isäntä nimitetään kirjoissa talonsa nimellä oman
ristintä-nimensä
kanssa yhdessä, es: ksi Matti Seppälä, Kustaa Anttila j.n.e.]
(Ahlman 1862).

17 — Seppälä è anche il nome di una
catena di negozi di abbigliamento e oggettistica,
presente nelle più grandi città finlandesi.

18
— Secondo Carla Corradi Musi, nelle credenze dei Voguli i defunti-uccelli
erano guidati dal
«principe papero», cioè da Mir-susne-um, «l'uomo che sorveglia il mondo», che
a volte
prendeva l'aspetto di cigno o di gru. A questi miti degli uccelli migratori si
riallaccia il
mito mordvino-erza del cigno mandato sulla terra da Nišk' e-Paz, primogenito del
creatore, per
osservare la vita degli uomini, o quello magiaro della fata
Ilona che volava, in
forma di cigno,
lungo la Via Lattea, detta anche «sentiero delle fate». (Corradi Musi 2007).

19
— Il cognome Vähäkannus è particolarmente
interessante, sebbene sia stato in uso per un brevissimo
periodo: esso è traducibile con «piccolo tamburo sacro»
e contiene, per l’appunto, il termine kannus, con
il quale si soleva indicare il tradizionale tamburo
sacro, ornato di figure simboliche e usato dallo
sciamano finnico per i suoi riti magici.

20
— «Generalmente chiamiamo nomi di guerra [sotilasnimet]
i soprannomi dei soldati di fila o i cognomi che hanno
avuto origine da essi» [Sotilasnimiksi nimitetään yleensä ruotussotilaiden
lisänimiä tai sellaisista syntyneitä sukunimiä]
(Mikkonen 1974 | Mikkonen 1986).

21
— Secondo Heikki Ojansuu, «La forma più diffusa e più antica delle tipologie di nomi finlandesi è quella
terminante in -nen, che nella Finlandia orientale è tuttora quasi l'unica. Scontenti di queste
tipologie di cognomi,
sarebbero da evitare quei comuni Koskisia, Virtasia, Vuorisia,
Leppäsiä, etc. […].
La traduzione
diretta dei cognomi svedesi in finlandese è riuscita bene relativamente, perciò
non la consiglio
particolarmente. Al contrario i nomi che si riferiscono alle caratteristiche
esteriori o interiori di
piante e animali sono assolutamente da consigliare (Ilves, Kontio,
Kotka,
Jäkälä, Vaahtera, Jylhä,
Jäykkäniska). Si evitino i nomi, la cui declinazione non segue il normale schema
previsto dalla
lingua finlandese (Kannel, Auer, Tanner)» [Suomalaisten nimityyppien vanhin ja yleisin muoto
on nenloppuinen,
joka vielä Itä-Suomessa on melkein yksinomainen. Näitä valittaessa olisi
vältettävä
noita tavallisia Koskisia, Virtasia, Vuorisia, Leppäsiä j.n.e. [...] Suora
käännös ruotsalaisesta
nimestä suomalaiseksi on verrattain harvoin onnistunut, joten en katso voivani
sitä erityisesti
suositella. Sen sijaan ovat eläinten ja kasvien nimet tai ulkonaiseen tai
sisäiseen ominaisuuteen
viittavat nimet mielestäni erittäin suositeltavia (Ilves, Kontio, Kotka, Jäkälä,
Vaahtera, Jylhä,
Jäykkäniska). Kartettakoon nimiä, joiden taivutus ei oikein luonnu kielen
tavallisiin
taivutussuhteisiin (Kannel, Auer, Tanner)] (Ojansuu
1906).

22
— Helsingin lyseo, 1951; pp. 128, 141, 145, 147,
152, 157, 159.

23
— Nozioni acquisite nel corso del seminario di filologia ugrofinnica (anno
accademico
2006/2007) riguardante lo sciamanesimo presso i Mari e i Buriati.

24
— È stato piuttosto difficile scoprire il significato di questo termine, ormai
obsoleto.
Questo vocabolo, infatti, non è né menzionato sui dizionari, né conosciuto dalla
gran parte dei
Finlandesi; tuttavia è stato possibile ottenere chiarimenti da alcuni cittadini
residenti a Jyväskylä,
dove neva era di uso comune.

25
— In Finlandia esisteva anche il cognome Sonnimäki, che tra l'altro è ancora
oggi un nome di
località, traducibile con «collina del toro». Si trattava probabilmente di un
luogo sacro in cui si
praticava il sacrificio del toro, animale di grande importanza per i Finni.
Riteniamo che una
spiegazione etimologica analoga sia pertinente anche al cognome Hanhimäki.

26
— Estratto del romanzo La sposa del lupo
[Sudenmorsian], scritto
nel
1928 da Aino Kallas, reperibile in lingua finlandese sul sito <http://koulut.tampere.fi>.
La traduzione è nostra. Il romanzo non è mai stato
pubblicato in italiano.
 |
|
L'AUTRICE
Nata a Chieti e residente a Pescara, Flavia
Di Luzio si è laureata nel 2008, a Bologna, in Lingue e
Letterature Straniere, con curriculum in Scienze del
Linguaggio. La sua tesi, portata in Filologia
Ugrofinnica, Mitologia e sciamanesimo nei cognomi
finlandesi, è qui pubblicata. Attualmente è
in pausa di riflessione ed è in via di trattative per
alcuni progetti linguistici. Sta scrivendo diversi
articoli inerenti la sua tesi di laurea e altri
argomenti di pertinenza filologica, e si sta dedicando
alla traduzione in italiano del
Mythologia Fennica di Cristfried Ganander. Progetta di specializzarsi in Filologia Ugrofinnica
e nell'insegnamento di italiano per stranieri. Autentica
poliglotta, parla italiano, inglese, finlandese,
norvegese, svedese, ungherese, polacco, francese, con
nozioni di spagnolo, tedesco, serbo-croato, sloveno,
cèco, bulgaro, russo, slovacco, rumeno, catalano ed
estone. |
BIBLIOGRAFIA
- AA.VV. :
Helsingin lyseo Ressu 1891-1951
«Il registro del liceo di Helsinki 1891-1951». Oy Tilgmann,
Helsinki 1951.
- AHLMAN Frans:
Sukunimista Hämeessä «I cognomi nella regione di Häme».
Nel periodico Mehiläinen «L'ape», n. 2, 137. Kajaani
1862.
- ANTTONEN Veikko:
The Concept of Pyhä (sacred) in the Pre-Christian Finnish
Religion. In: HOPPÁL Mihály
~ PENTIKÄINEN Juha: Northern Religions and
Shamanism. Finnish Literature Society
~ Akadémiai Kiadó, Budapest
~ Helsinki 1992.
- BAREZZANI Cristina ~
KALMBACH Aija:
Suomi-Italia-Suomi sanakirja
«Dizionario finlandese-italiano-finlandese». Gummerus, Jyväskylä
2006.
- CORRADI MUSI Carla:
I Finni, Palatina, Parma
1983.
- CORRADI MUSI Carla: Sciamanesimo e flora sacra degli ugrofinni in una prospettiva
indouralica e amerindia del Nord.
Carocci, Roma 1988.
- CORRADI MUSI Carla:
Supernatural Heroes in Finno-Ugric Shamanism.
In: HOPPÁL Mihály ~
PENTIKÄINEN Juha: Northern Religions and
Shamanism. Finnish Literature Society
~ Akadémiai Kiadó. Budapest
~ Helsinki 1992.
- CORRADI MUSI Carla: Vampiri europei e vampiri dell'area sciamanica. Rubbettino,
Catanzaro 1995.
- CORRADI MUSI Carla:
Shamanism from East to West. Akadémiai Kiadó,
Budapest 1997.
- CORRADI MUSI Carla:
Lo sciamanesimo delle origini e le sue influenze in Europa
occidentale. In: CORRADI MUSI
Carla (cura): Lo sciamano e il suo
«doppio». Carattere, Bologna 2002.
- CORRADI MUSI Carla:
Simboli e miti della tradizione sciamanica ugrofinnica e siberiana.
In: CORRADI MUSI Carla (cura):
Simboli e miti della tradizione sciamanica.
Carattere, Bologna 2007.
- ELIOT Charles N.E:
A Finnish Grammar. Clarendon
Press, Oxford 1890.
- GROTENFELT Kustavi:
Suomalaiset ylioppilaat ulkomaan yliopistoissa ennen
1640 «Gli studenti finlandesi nelle università straniere prima del 1640». Suomen Historiallinen Seura,
Helsinki 1902.
- HARNER Sandra D. ~
TRYON Warren W.: Psychoimmunological Effects of Shamanic
Drumming. In: HOPPÁL
Mihály ~ PENTIKÄINEN Juha:
Northern Religions and
Shamanism. Finnish Literature Society
~ Akadémiai Kiadó, Budapest
~ Helsinki 1992.
- HOPPÁL Mihály:
Shamanism: Universal Structures and Regional Symbols.
In: HOPPÁL
Mihály ~ HOWARD Keith D.
(cura): Shamans and Cultures.
Akadémiai Kiadó ~ International Society for Trans-Oceanic
Research. Budapest ~ Los Angeles 1993.
- HOPPÁL Mihály:
La mitologia naturale dello sciamanesimo della Siberia.
In: CORRADI MUSI Carla (cura): Lo sciamano e il suo
«doppio». Carattere, Bologna 2002.
- JUNNONEN Kerttu.
Kemin vanhimpien kantatalojen nimet
«I nomi delle più
antiche kantatalo di Kemi». Helsingin yliopisto ~ Suomen kielen
laitos, Helsinki 1975.
- KALLAS Aino:
Sudenmorsian: Hiidenmaalainen tarina
«La sposa del lupo: Un
racconto della terra del diavolo». Helsinki 1928. Otava, Helsinki 2007. <http://koulut.tampere.fi>.
- KARLSSON F.: Finnish.
An essential grammar. Routledge, Abingdon
1999.
- KIVINIEMI Eero:
Paikannimien rakennetyypeistä
«Le tipologie di costruzione
dei toponimi». Helsinki, Suomalaisen Kirjallisuuden Seura, Helsinki 1975.
- LAITINEN Kai:
La letteratura finlandese: Un breve
profilo. Otava, Helsinki 1995.
- LANDER Leena:
Iloisen kotiinpaluun asuinsijat.
1997. → ID.: La casa del felice ritorno. Iperborea,
Milano 2002.
- LEPISTÖ Pertti:
Appunti sui motivi kalevaliani nella
musica e nella letteratura finlandese di oggi.
In: CORRADI MUSI Carla (cura):
Simboli e miti della tradizione sciamanica.
Carattere, Bologna 2007.
- LINNANKOSKI Johannes:
Tehtäwä! Julistus suomalaisten sukunimien ottamiseksi
«Occorre farlo! Dichiarazione sull'adozione dei cognomi finlandesi».
In Uusi Suometar «La nuova finlandese». Helsinki 1906.
- LOIKALA Paula:
Canti mitici nel folclore finlandese.
In: CORRADI MUSI Carla (cura): Lo sciamano e il suo
«doppio». Carattere, Bologna 2002.
- LOUHELAINEN
Otto Alexander: Luettelo vakinaisten seurakuntalaisten sukunimistä
Inkerinmaan suomalaisissa seurakunnissa Venäjän vallan aikana noin
vv. 1721-1912 «Registro dei cognomi dei parrocchiani stabili nelle parrocchie
finlandesi dell'Ingria ai tempi del dominio russo negli anni
1721-1912». Tekijä, Kaprio 1913.
-
LÖNNROT Elias: Kalevala.
Helsinki, 1849.
→ ID. ~ PAVOLINI Paolo Emilio (trad.):
Il Kalevala: Poema nazionale
finnico (edizione integrale). Collana «Biblioteca dei Popoli», Casa
Editrice Remo Sandron, Palermo 1910. Il Cerchio, Rimini 2007. [BIBLIOTECA]
-
MELANI Silvio:
Il dio della quercia e del tuono e la grande dea.
In
Settentrione, Rivista di studi italo-finlandesi. Turku 2007.
- MIKKONEN Pirjo:
Suomen 1700-luvun ruotusotamiesten lisänimistä
«I soprannomi dei soldati di fila di Finlandia nel 1700». Helsingin yliopisto
~ Kotimaisten kielten
tutkimuskeskuksen nimiarkisto, Helsinki 1974.
- MIKKONEN Pirjo:
Mitä ruotusotilasrullat kertovat nimistöntutkijalle. Suomen
ruotusotamiesten lisänimistä «Cosa raccontano i registri dei soldati
semplici al ricercatore sulla toponimia». In: Suomen sukututkimusseuran
vuosikirja / Genealogiska samfundets i Finland årskrift «Annuario
dell'associazione finlandese di genealogia». Otava, Helsinki 1986.
- OJANSUU Heikki:
Nimenmuuttokysymyksestä «Riguardo alla questione del
cambiamento del cognome». In Nuori Suomi «Giovane Finlandia». Helsinki
1906.
- PAASILINNA Arto:
Jäniksen vuosi. Weilin & Göös,
Helsinki 1975. →
ID.
L'anno della lepre. Iperborea, Milano 1994.
- PAIKKALA Sirkka:
Se tavallinen Virtanen: Suomalaisen sukunimikäytännön
modernisoituminen 1850-luvulta vuoteen 1921 «Quel così comune Virtanen:
La modernizzazione dell'uso del cognome finlandese dal 1850 al
1921». Suomalaisen Kirjallisuuden Seura, Helsinki 2004.
- PILUDU Matteo Vesa:
Canti e riti per la caccia all'orso in Karelia e nel Savo.
In: ROSELLI Maria Gloria (cura):
Orsi e Sciamani.
Edifir, Firenze 2007.
- PÖYHÖNEN
Juhani: Suomalainen sukunimikartasto: Atlas of Finnish Surnames «L'atlante
dei cognomi finlandesi». Suomalaisen
Kirjallisuuden Seura, Jyväskylä 1998.
- Reinholm Henrik August:
Om Finska Folkens fordna hedniska dop och dopnamn: Etnografisk Afhandling för Licenciatgrad i Historisk-Filologiska
Fakulteten «Sugli antichi battesimi e nomi di battesimo pagani del popolo
finlandese: Ricerca etnografica per la tesi di laurea presso la
Facoltà Storico-Filologica». J.C. Frenckell & Son,
Helsingfors [Helsinki] 1853.
- ROZSNYÓI Zsuzsanna:
Il «doppio» nell'arcaico canto propiziatorio ungherese: il
regölés.
In: CORRADI MUSI Carla (cura): Lo sciamano e il suo
«doppio». Carattere, Bologna 2002.
- SEPPILLI Anita:
Sacralità dell'acqua e sacrilegio dei
ponti. Sellerio, Palermo 1977.
|
|