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LETTURA Poco o nulla sappiamo
di Bestla, madre di Óðinn.
Il suo nome viene citato rapidamente da Snorri allorché
tratta della nascita di Óðinn
e dei suoi fratelli:
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Hann var
fagr álitum, mikill ok máttigr.
Hann gat son ţann er Borr er
nefndr. Hann fekk ţeirar konu er
Bettla hét, dóttir Bölţorns jötuns,
ok fengu ţau ţrjá sonu. Hét einn
Óđinn, annarr Vili, ţriđi Vé. |
[Búri]
generň un figlio chiamato
Borr; questi prese in moglie quella donna
che si chiamava
Bestla, figlia del gigante
Bölţorn ed ebbero tre figli. Il primo si chiamava
Óđinn, il secondo
Vili, il terzo
Vé. |
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Snorri
Sturluson:
Edda in prosa
>
Gylfaginning
[6] |
Il nome č inoltre citato in un passo dell'Hávamál, dove Óðinn
cita Bestla parlando in realtŕ di un fratello del padre
di lei, Bölţorn, il quale gli avrebbe insegnato nove canti magici:
Fimbulljóđ níu
nam ek af inum frćgja syni
Bölţorns, Bestlu föđur. |
Nove terribili incantesimi
ricevetti dall'illustre figlio
di
Bölţorn,
padre di
Bestla,
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Edda poetica
>
Hávamál
[140] |
Infine, l'espressione «figlio di
Bestla»
compare in letteratura come una kenning riferita a Óðinn.
Al riguardo, Snorri ricorda una strofa del poema Vellekla
«penuria d'oro» di Einarr
skálaglamm (Skáldskaparmál
[10]), che cosě recita:
Ţvíat fjölkostigr flestu
flestr rćđr viđ son Bestlu,
tekit hefi ek morđs til mćrđar,
mćringr en ţú fćra. |
Poiché molti campioni assai meno
di te riescon sovente vincenti
contro il figlio di Bestla, un encomio,
in poema di guerra, ho composto.
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Einarr
skálaglamm: Vellekla |
Dove l'espressione «riuscire vincenti contro il figlio di
Bestla» puň significare
«prevalere in battaglia», «vincere una guerra».
Miti [Búri
e i suoi figli]
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