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ETIMOLOGIA Il significato del nome Auðr è
problematico. In norreno auðr
significa innanzitutto «ricchezza» (cfr. gotico auds
«felicità», anglosassone eād «ricchezza»), con tutte le
implicazioni relative al concetto di abbondanza e fertilità.
Nel linguaggio poetico può assumere il significato di «fato,
destino» (nel verso fá auðar
«morire»).
Come aggettivo, auðr
vuol dire invece «deserto, vuoto, desolato» (cfr. gotico auþs
«solitario, deserto», anglosassone ydan ed ēdan
«devastare», tedesco öde «solitario, brullo, deserto»),
e questo potrebbe far pensare al caos primigenio, alla terra
«informe e vuota» dei primissimi versetti della
Genesi. Su questa linea,
Brian Branston interpreta
auðr
come «spazio» (con un preteso rimando al greco aithḗr
«etere») (Branston 1955). |
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LETTURA Auðr è unicamente citato da Snorri nell'Edda in prosa, nel passo dove
viene fornita la genealogia e la
discendenza di Nótt.
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Nörfi eða Narfi hét jötunn er
bygði í Jötunheimum. Hann átti
dóttur er Nótt hét. Hon var svört
ok døkk sem hon átti ætt til. Hon
var gipt þeim manni er Naglfari
hét. Þeira sonr hét Uðr. Því næst
var hon gipt þeim er Annarr hét.
Jörð hét þeira dóttir. Síðarst
átti hana Dellingr, var hann Ása
ættar. Var þeira sonr Dagr. Var
hann ljóss ok fagr eptir faðerni
sínu. |
Nörfi o
Narfi si chiamava un gigante che abitava in
Jötunheimr. Egli aveva una figlia,
che si chiamava
Nótt, la quale era scura di carnagione e
nera di capelli, come si addiceva alla sua stirpe. Ella era moglie di un uomo
chiamato
Naglfari. Loro figlio fu
Auðr. In seguito fu sposata a uno che si
chiamava
Annarr. La loro figlia si chiamò
Jörð. Infine ebbe
Dellingr, che era della stirpe degli
Æsir. Loro figlio fu
Dagr. Egli era luminoso e bello come suo padre. |
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Snorri Sturluson:
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