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LETTURA
Mánagarmr è citato, con questo nome, in un'unica fonte, l'Edda in prosa
di Snorri, dove leggiamo:
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Gýgr ein býr fyrir
austan Miðgarð í þeim skógi er
Járnviðr heitir. Í þeim skógi
byggja þær tröllkonur er
Járnviðjur heita. In gamla gýgr
fǿðir at sonum marga jötna ok alla
í vargs líkjum, ok þaðan af eru
komnir þessir úlfar. Ok svá er
sagt at af ættinni verðr sá einn
mátkastr er kallaðr er Mánagarmr.
Hann fyllisk með fjörvi allra þeira
manna er deyja, ok hann gleypir
tungl ok støkkvir blóði himin ok
lopt öll. Þaðan týnir sól skini
sínu, ok vindar eru þá ókyrrir ok
gnýja heðan ok handan. |
Una strega abita a est di
Miðgarðr, nella foresta che si chiama
Járnviðr. In quella foresta abitano le
femmine tröll che si chiamano
Járnviðjur. La vecchia strega
partorisce molti giganti, tutti in forma di lupo, e da qui sono giunti questi
lupi. Si dice che da questa stirpe ne giungerà uno più forte di tutti, detto
Mánagarmr. Si nutrirà della carne di tutti gli uomini che muoiono,
inghiottirà la luna, imbratterà di sangue il cielo e tutta l'aria. Per questo il
sole perderà la sua luce, i venti saranno allora inquieti ed echeggeranno avanti
e indietro. |
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Snorri Sturluson:
Edda in prosa >
L'inganno di
Gylfi [12] |
Questa livida descrizione dipende da un passo della
Profezia della Veggente
(citata da Snorri in
Inganno di Gylfi
{13}),
dove però non viene fatto il nome del lupo destinato a sbranare l'astro celeste:
Austr sat en aldna
í Járnviði
ok fæddi þar
Fenris kindir;
verðr af þeim öllum
einna nökkurr
tungls tjúgari
í trolls hami. |
La vecchia siede ad oriente
in
Járnviðr
e laggiù nutre
la stirpe di
Fenrir.
Di tutti quelli
uno solo si fa
divoratore dell'astro
in forma di troll. |
Fylliz fjörvi
feigra manna,
ryðr ragna sjöt
rauðum dreira... |
Si nutre della vita
degli uomini destinati a morire,
arrossa le case degli dèi
con sangue scarlatto... |
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Edda poetica
> Profezia della Veggente [40-41] |
Tra l'altro, la parola
tungl in norreno significa semplicemente «astro, luminare» (cfr. latino sidus), indicando indifferentemente il
sole o la luna, e i vari traduttori hanno proposto via via l'una o l'altra delle
interpretazioni. Il
significato di «luna» è quello maggiormente attestato
nella letteratura , dove il termine ha spesso
sostituito il più poetico máni
(Cleasby & Vigfússon 1874).
D'altra parte, Snorri, nel medesimo capitolo della sua opera,
asserisce che il lupo destinato a mangiare la luna si chiami, invece,
Hati, figlio di
Hróðvitnir:
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Þat eru tveir úlfar,
ok heitir sá er eptir henni ferr
Sköll. Hann hræðisk hon, ok hann
mun taka hana. En sá heitir Hati
Hróðvitnisson er fyrir henni
hleypr, ok vill hann taka tunglit,
ok svá mun verða. |
Ci sono due lupi: quello che corre dietro a lei [a Sól] si chiama Skoll. Egli la spaventa e alla fine la prenderà. Si chiama invece
Hati figlio di
Hróðvitnir
quello che corre davanti a
lei [a Sól], il quale vuole prendere la luna, e anche questo accadrà. |
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Snorri Sturluson:
Edda in prosa >
L'inganno di
Gylfi [12] |
La contraddizione si risolve, evidentemente, identificando
Hati e Mánagarmr, e dunque
ipotizzando che quest'ultimo nomen sia un semplice epiteto di
Hati.
Il fatto che Mánagarmr non sia citato nella þula relativa ai
nomi dei lupi, mentre
Hati è presente, potrebbe indicare, in
effetti, che si tratti di uno stesso personaggio. |