MOKOŠ'
L'unica
dea del «Canone di Vladimir»

MITOLOGIA SLAVA  - Sommario

Una sola dea era onorata tra i sei idoli che si levava in cima al colle di Kiev: era Mokoš', la signora della filatura, patrona della casa e dei lavori domestici.

NARRATIVA
  1. Mokoš', la signora della filatura
    Fonti

SAGGISTICA
  1. Presenza di Mokoš' nelle fonti antiche
  2. Analisi filologica
  3. L'unica dea del «Canone», Mokoš'
  4. Sopravvivenza della dea Mokoš' nel folklore posteriore
    Bibliografia essenziale

1 - MOKOŠ', LA SIGNORA DELLA FILATURA

i č un'unica divinitŕ femminile tra i nomi citati nel «Canone di Vladimir», ed č la dea Mokoš', la quale aveva un posto tra gli idoli che il gran principe aveva eretto in Kiev prima della sua conversione al cristianesimo. Chi fosse questa Mokoš', non č chiaro. Sembra fosse una dea legata alla terra umida e fertile, patrona dei lavori domestici e della filatura, e di conseguenza, forse, una signora del fato che fila sulla sua conocchia i destini di tutte creature.

Dopo essere stata abbattuta come dea, col nome di Mokoša č sopravvissuta come spirito della casa e dei lavori femminili: con la sua grossa testa e le sue larghe mani, si introduce di notte nelle case, dove disturba le filatrici o fila essa stessa la lana; oppure tosa le pecore nei campi.

Nei tempi cristiani Mokoš' č stata identificata con Santa Paraskeva Pjatnica a cui, come un tempo alla dea, č sacro il quinto giorno, venerdě.

 

Fonti

I - PRESENZA DI MOKOŠ' NELLE FONTI ANTICHE

La dea Mokoš' č attesta nella Cronaca degli Anni Passati, tra gli idoli che il gran principe Vladimir aveva eretto sulla collina di Kiev. Unico personaggio femminile citato dal «Canone», il testo non ci offre purtroppo alcuna indicazione riguardo alla figura di Mokoš'.

И нача княжити Володимеръ въ Кие†единъ, и постави кумиры на холму внЂ двора теремнаго: Перуна древяна, а главу его сребрену, а усъ златъ, и Хърса, Дажьбога, и Стрибога и Симарьгла, и Мокошь.

E cominciň a regnare Vladimir in Kiev, da solo, ed eresse simulacri sulla collina che si trovava dietro il terem: di Perun in legno, con la testa d'argento e i baffi d'oro, e di Chors, e di Daž'bog, e di Stribog, e di Semargl, e di Mokoš'.

Cronaca degli Anni Passati [6488/980]
(Traduzione di Itala Pia Sbriziolo)

Oltre che nella Cronaca degli Anni Passati, la dea č citata in alcune omelie, dove viene associata alle vily. Il suo nome comparirebbe anche, secondo Ivanov e Toporov, in una duma ucraina.

Queste le presenze letterarie, a cui si aggiungono alcune indicazioni provenienti dal folklore che vedremo in seguito. Nel campo linguistico, sembra che abbiano riferimento con la dea alcuni toponimi russi, come Makuši, Makušenki, Makuševo e altri.

 

II - ANALISI ETIMOLOGICA

Il nome della dča Mokoš' (antico russo Mokošĭ) č forse collegato, attraverso una complessa etimologia, al russo mot «matassa» (cfr. russo motajum sloveno motâm, cčco motám «annaspo, avvolgo, svolgo») (Pisani 1949). Un'altra etimologia connette invece il teonimo al verbo russo mokryj «umido» (Michajlov 1995).

Una possibilitŕ proposta dagli studiosi, anche se con scarsi consensi, riporterebbe la dea Mokoš' addirittura al dčmone indiano Machas, passato in Russia attraverso la mediazione scitica (anche se non si puň escludere una diretta derivazione da un omologo, anche se inattestato, dčmone iranico).

 

III - L'UNICA DEA DEL «CANONE», MOKOŠ'

Secondo una scuola di pensiero, Mokoš' sarebbe stata un'antica dea della terra.

Tradizionale ricamo russo, il cui motivo, secondo Rybakov, adombrerebbe la dea Mokoš'Che gli antichi Slavi conoscessero una dea della terra č ammesso dalla maggior parte degli studiosi; si tratta di Mat' Syra Zemlja, la famosa «Madre umida terra» dei Russi. Secondo Jakobson e la Gimbutas, un gran numero di popoli slavi, baltici e ugrofinni condividerebbero un'idea abbastanza simile della dea della terra, il cui modello sarebbe in effetti da individuare nell'iranica Ardvī Sūra Ānahita «Umida madre della terra» (Jakobson 1950, Gimbutas 1967). La maggior parte degli studiosi vede appunto in Mokoš' l'esito russo del mitologema della «Madre umida terra». Questa teoria viene giustificata dall'ipotesi etimologica secondo la quale il nome della dea sarebbe appunto da riconnettere al russo mokryj «umido».

Secondo Rybakov, Mokoš' sarebbe stata un po' tutte queste cose: dea della fertilitŕ e dell'acqua, patrona dei lavori domestici, signora del destino. Lo studioso crede sia rappresentata su una delle quattro facce dell'idolo di Zbruch, con un corno potorio in una mano. Ritiene anche che a Mokoš' facciano riferimento certi ricami tradizionali russi che rappresentano un'alta figura posta tra due cavalli, composizione che corrisponde a una tipica immagine della grande dea nell'antico Medio Oriente (Rybakov 1987).

Ivanov e Toporov si basano invece sull'etimologia alternativa di Mokošĭ quale dea dei lavori femminili e della filatura (dal russo mot «matassa»), per farne una sorta di dea del destino, sul modello delle Moîrai greche e delle Nornir scandinave.  (Ivanov & Toporov 1974 e 1992).

 

IV - SOPRAVVIVENZA DELLA DEA MOKOŠ' NEL FOLKLORE POSTERIORE

Con la diffusione del cristianesimo in Russia e la relativa fine della dvoeverie, Mokoš' venne cancellata quale divinitŕ superiore per sopravvivere tuttavia, al livello inferiore, nel folklore degli Slavi Orientali.

Ad esempio nel folklore russo esisteva, fino a tempi molto recenti, uno spiritello domestico di nome Mokoša (Mokoška presso gli Sloveni), una donna dalla grossa testa, le braccia lunghe e le mani larghe, che durante la quaresima andava nelle case e molestava le filatrici; di notte filava essa stessa, inoltre sorvegliava e tosava le pecore (Ivanov & Toporov 1974 e 1992, Michajlov 1995).

Nel cristianesimo, il ruolo di Mokoš' fu assunta dalla santa Paraskeva Pjatnica, patrona della terra e del lavoro dei campi. Questo legame di Mokoš' con una santa chiamata «Venerdě» (paraskevē in greco e pjatnica in russo) č giustificabile col fatto che questo giorno era, presso molte culture, il giorno legato alla dea della fertilitŕ (il nome del giorno č infatti connesso con Venus nelle lingue romanze e con Freyja in quelle germaniche) (Rybakov 1987).

 

Bibliografia essenziale

  • BOYER Régis.: Gli Slavi: Miti, riti, divinitŕ < BONNEFOY Yves [cura]: Dictionnaire des Mythologies. Parigi 1981. ~ Dizionario delle mitologie e delle religioni, 3. Milano 1989.

  • BRÜCKNER Alexander: Mitologia słowiańska. Cracovia 1918. ~ BRÜCKNER Alexander: Mitologia slava. Bologna 1923.

  • CAMPANILE Enrico: La religione degli Slavi e dei Balti < FILORAMO Giovanni [cura]: Storia delle religioni, 1: Le religioni del mondo antico. Bari 1994.

  • GIMBUTAS Marija: Ancient Slavic Religion. A Synopsis < To Honor Roman Jakobson. Parigi 1967.

  • IVANOV Vjačeslav • TOPOROV Vladimir: Issledovanija v oblasti slavjanskich drevnostej. Mosca 1974.

  • IVANOV Vjačeslav • TOPOROV Vladimir: Slavjanskaja mifologija < Mifi narodov mira, II. Mosca 1992.

  • JAKOBSON Roman: Slavic mythology < Funk and Wagnalls Dictionary of Folklor Mythology and Legend, vol. II. New York 1950.

  • MICHAJLOV Nikolaj: Mitologia Slava: Corso di lezioni tenuto all'Universitŕ degli Studi di Pisa < MICHAJLOV Nikolaj [cura]: Mitologia Slava: Antologia di studi sulla mitologia dei popoli slavi. Pisa, 1995.

  • MIRCEA Eliade: Il paganesimo slavo < MIRCEA Eliade: Histoire des croyances et des idées religieuses. ~ Storia delle credenze e delle idee religiose. Firenze 1990.

  • PISANI Vittore: Il paganesimo balto-slavo < TACCHI-VENTURI Pietro [cura]: Storia delle religioni, II. Torino 1949.

  • RYBAKOV Boris: Jazyčeskoe drevnej Rusi. Mosca, 1987.

  • VÁŇA Zdeněk: Svět slovanských bohů a demonů. Praga 1990.

  • VYNCKE Frans: La religion des Slaves  < PUECH Henry-Charles [cura]: Histoire des religions, I. Parigi 1970-1976. ~ VYNCKE Frans: La religione degli Slavi < PUECH Henry-Charles [cura]: Le religioni dell'Europa centrale precristiana.  Bari 1988.

[BIBLIOGRAFIA]

Sezione Miti - Holger Danske.
Area Slava -
Koščej Vessmertij.

Creazione pagina: 26.10.2004
Ultima modifica:
13.10.2005

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