CHORS
Sulla strada dei lupi

MITOLOGIA SLAVA  - Miti

Il principe stregone, Vseslav Brjačislavovič di Polock, gli tagliava la strada galoppava di notte in forma di lupo da Kiev a Tmutorokan'. Ma chi sia esattamente questo Chors, se divinità solare o lunare, non lo sappiamo ancora...

NARRATIVA
  1. Incontro al grande Chors...
    Fonti

SAGGISTICA
  1. Presenza di Chors nelle fonti antiche
  2. Dai lupi mannari alle eclissi di luna
  3. Analisi etimologica: splendore regale e solare e celeste
    Bibliografia essenziale
1 - INCONTRO AL GRANDE CHORS...

nche il dio Chors, di cui poco sappiamo, era rappresentato da uno degli idoli che il gran principe Vladimir aveva eretto in cima alla collina, in Kiev.

Raccontano, del principe stregone Vseslav Brjačislavovič di Polock, che questi rendeva giustizia al popolo durante il giorno; ma di notte, in forma di lupo, correva da Kiev a Tmutorokan' prima del canto del gallo, e trottava sulla strada incontro al grande Chors.

Raffigurato - sembra - come un cavallo con la criniera di fuoco, probabilmente Chors era un dio celeste. Secondo alcuni era un dio solare; secondo altri, invece, un dio lunare.

Fonti

I - PRESENZA DI CHORS NELLE FONTI ANTICHE

Il dio antico-russo Chors, attestato in antico russo nelle forme Chŭrsŭ o Chrŭsŭ, è citato in più di una fonte, ma senza molti dettagli. Lo troviamo innanzitutto tra le sei divinità del «Canone di Vladimir», come riportato dalla Cronaca degli Anni Passati, dove però si dà il semplice nome del dio:

И нача княжити Володимеръ въ Кие†единъ, и постави кумиры на холму внЂ двора теремнаго: Перуна древяна, а главу его сребрену, а усъ златъ, и Хърса, Дажьбога, и Стрибога и Симарьгла, и Мокошь.

E cominciò a regnare Vladimir in Kiev, da solo, ed eresse simulacri sulla collina che si trovava dietro il terem: di Perun in legno, con la testa d'argento e i baffi d'oro, e di Chors, e di Daž'bog, e di Stribog, e di Semargl, e di Mokoš'.

Cronaca degli Anni Passati [6488/980]
(Traduzione di Itala Pia Sbriziolo)

Chors è ancora citato in diversi slova, cioè in testi ecclesiastici scritti da evangelizzatori cristiani e che condannano il paganesimo. Il Sermone del Christoljubec e il Sermone di Gregorio il Teologo citano il nome di Chors insieme a quelli di tutte le false divinità a cui la gente del popolo presterebbe fede. Ulteriore citazione di Chors, ormai trasformato in demone, ne La discesa della Vergine all'Inferno (apocrifo russo del XII secolo):

Ed essi fecero divinità dei dèmoni [chiamati] Trojan, Chors, Veles e Perun, ed essi adorarono questi dèmoni malvagi essi li adorarono.

La discesa della Vergine all'Inferno

Ma c'è ancora una fonte, dove compare il nome del dio Chors. Si tratta del Canto della schiera di Igor', ed è - come vedremo tra poco - un passo veramente suggestivo e interessante.

 

II - DAI LUPI MANNARI ALLE ECLISSI DI LUNA

La scena di gran lunga più suggestiva che contiene il nome di Chors è presente nel Canto della schiera di Igor', dove si narra del principe-stregone Vseslav Brjačislavovič di Polock, il quale, trasformato in lupo, taglierebbe la strada al dio Chors.

Всеславъ князь людемъ судяше, княземъ грады рядяше, а самъ въ ночь влъкомъ рыскаше: изъ Кыева дорискаше до куръ Тмутороканя, великому Хръсови влъкомъ путь прерыскаше.

Il principe Vseslav amministrava la giustizia, e governava i principi delle città, nella notte però galoppava come lupo, prima del canto del gallo correva da Kiev fino a Tmutorokan' e tagliava la strada al grande Chors.

Canto della schiera di Igor' [88]

Questa scena ha messo a dura prova gli esegeti: non si sa come intenderla e non si riesce a capire quale sia il significato della presenza del «grande Chors» sulla strada del principe trasformato in lupo. Al riguardo, Pisani ha così argomentato: se la strada percorsa dal principe Vseslav va da Kiev a Tmutorokan', dunque da nord a sud, il «grande Chors» si muoverebbe dunque di notte da est ad ovest. Da questo si è ipotizzato che Chors potrebbe identificarsi, forse, con la luna (Pisani 1949).

Come si sa, la luna è propizia alle trasformazioni di uomini in lupi. Nel folklore slavo i vŭlkŭlaki potevano provocare eclissi di sole e di luna... tanto che il romeno ha preso dallo slavo la parola vircolac per indicare l'eclissi lunare! Così la notizia del Canto della schiera di Igor' potrebbe anche esser l'eco di una leggenda in cui il principe-stregone Vseslav, tramutato in lupo, causava eclissi di luna (Pisani 1949).

Curiosamente, la stessa argomentazione porta Edgardo Saronne alla conclusione opposta: «supponendo che il principe-lupo possa in una sola notte raggiungere Tmutorokan' da Kiev, dovrà correre più del solito, poiché - andando verso sud-est - incrocerà, sia pur obliquamente, il percorso del sole»; quindi, argomenta l'insigne slavista nel suo commento al Canto della schiera di Igor', «Chors rappresenta la luce del giorno» (Saronne 1988). Rimane in realtà la perplessità di come possa Vseslav di Polock tagliare la strada al sole di notte.

Ragionando su questa linea, pur sostenendone la conclusione, sembrerebbe più logico argomentare che Vseslav, trasformato in lupo, cerchi di arrivare a Tmutorokan' prima del sorgere del sole. Cioè, come afferma esplicitamente il brano, «prima del canto del gallo».

Detto questo, però, entrambe le teorie rimangono assai vaghe.

 

III - ANALISI ETIMOLOGICA, SPLENDORE REGALE E SOLARE E CELESTE

Per cercare di comprendere la natura di questo dio Chors forse è indispensabile ricercarne l'origine. Innanzitutto si noti che il nome Chŭrsŭ/Chrŭsŭ presenta una straordinaria somiglianza con un dio degli Alani, Xorз (cfr. ossetico xorз «buono») (Vyncke 1970). L'origine di questi nomi va dunque cercata nel mondo iranico.

Gli studiosi hanno puntualmente notato l'attinenza tra il teonimo Chors e termini quali l'antico persiano Xvarənāh «splendore regale» ed avestico Xvarəš «fulgido». Entrambe queste parole, indubbiamente derivate da Xvarə «sole», si muovono però in un campo etimologico dove s'incrociano i significati di «maestoso, regale, sovrano».

Un'altra interpretazione della figura di Chors, non incompatibile con la lettura iranica, ci conduce presso il popolo uralico dei Voguli, dove Kvores è il dio del cielo. Secondo Pisani non sarebbe impossibile stabilire una connessione tra Kvores e Chŭrsŭ, nome che in origine avrebbe suonato *Chvoros (Pisani 1949).

È ironico il fatto che lo studio delle fonti ci porti a considerare Chors un dio lunare mentre l'analisi etimologica ci conduca a ritenerlo un dio solare e celeste. Due opposte interpretazioni che scaturiscono dal fatto che di queste divinità slave non sappiamo praticamente nulla. Tutto ciò che si può dire di Chors deriva, in fin dei conti, da uno sforzo di interpretazione. Saggiamente, conviene sospendere il giudizio.

 

Bibliografia essenziale

  • BAZZARELLI Eridano [cura]: Il canto dell'impresa di Igor'. Milano 1991.

  • BRÜCKNER Alexander: Mitologia słowiańska. Cracovia 1918. ~ BRÜCKNER Alexander: Mitologia slava. Bologna 1923.

  • CAMPANILE Enrico: La religione degli Slavi e dei Balti < FILORAMO Giovanni [cura]: Storia delle religioni, 1: Le religioni del mondo antico. Bari 1994.

  • MICHAJLOV Nikolaj: Mitologia Slava: Corso di lezioni tenuto all'Università degli Studi di Pisa < MICHAJLOV Nikolaj [cura]: Mitologia Slava: Antologia di studi sulla mitologia dei popoli slavi. Pisa, 1995.

  • MIRCEA Eliade: Il paganesimo slavo < MIRCEA Eliade: Histoire des croyances et des idées religieuses. ~ Storia delle credenze e delle idee religiose. Firenze 1990.

  • PISANI Vittore: Il paganesimo balto-slavo < TACCHI-VENTURI Pietro [cura]: Storia delle religioni, II. Torino 1949.

  • SARONNE Edgardo T. [cura]: Il cantare di Igor'. Parma 1988.

  • SIMI Simonetta: Il passaggio dal paganesimo al cristianesimo in due sermoni antico-russi < «eSamizdat», 2003 (I).

  • VÁŇA Zdeněk: Svět slovanských bohů a demonů. Praga 1990.

  • VYNCKE Frans: La religion des Slaves  < PUECH Henry-Charles [cura]: Histoire des religions, I. Parigi 1970-1976. ~ VYNCKE Frans: La religione degli Slavi < PUECH Henry-Charles [cura]: Le religioni dell'Europa centrale precristiana.  Bari 1988.

[BIBLIOGRAFIA]

Sezione Miti - Holger Danske.
Area Slava -
Koščej Vessmertij.

Creazione pagina: 26.10.2004
Ultima modifica:
20.10.2005

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